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Opas Mps, Intesa incassa il via libera dell’Ivass sulle partecipazioni assicurative

16 set
Tempo di lettura: 3 min










Nuovo passaggio autorizzativo per Intesa Sanpaolo nella partita per il controllo di Monte dei Paschi di Siena. L’istituto guidato da Carlo Messina ha ottenuto il via libera dell’Ivass in relazione alle partecipazioni assicurative che entrerebbero nel perimetro del gruppo in caso di successo dell’offerta pubblica di acquisto e scambio su Mps. L’autorizzazione rappresenta un tassello importante nel complesso iter regolamentare dell’operazione, che coinvolge diverse autorità italiane ed europee e che potrebbe ridisegnare profondamente gli equilibri del sistema bancario, assicurativo e del risparmio gestito nazionale.


Il nodo assicurativo è particolarmente rilevante perché Mps, dopo l’acquisizione di Mediobanca, controlla indirettamente una partecipazione superiore al 13% di Generali, uno degli asset più strategici della finanza italiana. In caso di completamento dell’Opas, Intesa Sanpaolo diventerebbe quindi indirettamente titolare anche di questa quota. Il gruppo torinese ha più volte precisato di considerare la partecipazione nel Leone di Trieste un investimento finanziario, escludendo l’intenzione di intervenire nella gestione della compagnia. Proprio la presenza contemporanea di attività bancarie, assicurative e di gestione del risparmio rende però necessario un esame particolarmente approfondito da parte delle autorità di vigilanza.


Il via libera dell’Ivass riguarda inoltre le altre partecipazioni assicurative comprese nel perimetro dell’operazione. Intesa Sanpaolo dispone già di una presenza significativa nel settore attraverso la propria divisione Insurance, mentre il gruppo Mps-Mediobanca porta con sé interessenze e rapporti strategici nel comparto. La verifica dell’autorità serve quindi ad accertare che il nuovo assetto proprietario rispetti i requisiti previsti dalla normativa e non comprometta la solidità e la corretta gestione delle società assicurative coinvolte. L’autorizzazione riduce uno degli elementi di incertezza regolamentare, anche se non esaurisce il percorso necessario per arrivare all’effettivo lancio e al completamento dell’offerta.


L’operazione di Intesa Sanpaolo su Montepaschi ha un valore di circa 30,6 miliardi di euro e ha già ottenuto un sostegno molto ampio dagli azionisti dell’offerente. L’assemblea straordinaria di Intesa ha infatti approvato con circa il 97% dei voti favorevoli la delega al consiglio di amministrazione per l’aumento di capitale destinato alla componente azionaria dell’Opas. Il progetto industriale prevede che l’integrazione produca importanti sinergie e rafforzi la presenza del gruppo sul mercato italiano, mantenendo al tempo stesso il valore dei marchi e delle competenze sviluppate da Mps e Mediobanca. Secondo i programmi presentati, una parte significativa delle sinergie dovrebbe essere raggiunta già entro il 2028.


La partita resta tuttavia complessa perché Monte dei Paschi ha reagito all’offerta mettendo in campo proprie operazioni straordinarie. La banca senese ha presentato progetti di offerta su Banco Bpm e Banca Generali, sottoposti a loro volta all’esame delle autorità e al voto degli azionisti. Il consiglio di Mps punta così a costruire un progetto alternativo capace di ampliare la dimensione del gruppo e rafforzarne il posizionamento nel wealth management e nella bancassicurazione. Il risultato è un intreccio di operazioni concorrenti nel quale le decisioni di Consob, Bce, Banca d’Italia, Antitrust e Ivass assumono un peso determinante per stabilire quali progetti potranno concretamente arrivare al mercato.


Particolare attenzione è riservata anche agli effetti prudenziali delle partecipazioni assicurative. La normativa europea consente, in determinate condizioni, specifici trattamenti nel calcolo dei requisiti patrimoniali delle banche che detengono partecipazioni rilevanti in compagnie assicurative. L’eventuale ingresso della quota Generali nel perimetro di Intesa rende quindi necessario valutare non soltanto gli aspetti proprietari, ma anche le conseguenze sul capitale regolamentare del nuovo gruppo. Il trattamento prudenziale non deriva automaticamente dal trasferimento delle azioni e richiede valutazioni specifiche da parte delle autorità competenti.


Il passaggio dell’Ivass aggiunge così un altro elemento al mosaico del risiko bancario italiano, nel quale il controllo delle reti distributive si intreccia sempre più con quello delle fabbriche prodotto, delle compagnie assicurative e delle masse di risparmio gestito. Intesa punta a integrare Mps in un gruppo di dimensioni ancora maggiori, mentre Siena cerca di rafforzare la propria autonomia attraverso operazioni alternative. Sullo sfondo resta Generali, la cui partecipazione detenuta attraverso Mediobanca continua a rappresentare uno degli asset più osservati dell’intera partita finanziaria.

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