Olio dei Colli di Bologna, l’IGP entra nel registro europeo
Il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/2078 tutela la denominazione nell’Unione e consolida un disciplinare con parametri chimici e sensoriali rigorosi
Con il Regolamento di esecuzione (UE) 2026/2078 del 9 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 16 settembre, la denominazione “Olio dei Colli di Bologna” è stata iscritta nel registro delle indicazioni geografiche come Indicazione geografica protetta (IGP). Il provvedimento dà seguito alla domanda italiana e rende operativa, secondo le regole europee, la tutela del nome collegato all’area di produzione bolognese.
Il riconoscimento riguarda un olio extra vergine di oliva con caratteristiche definite dal disciplinare. Sul piano sensoriale sono richiesti un fruttato di intensità medio-robusta, con mediana superiore a 3, e valori superiori a 3 anche per amaro e piccante. Possono emergere note riconducibili a carciofo, erba, mandorla e pomodoro, mentre sul piano chimico il prodotto deve rispettare limiti più selettivi rispetto ai soli requisiti generali della categoria: acidità libera non superiore allo 0,3%, K232 non superiore a 2,20, K270 non superiore a 0,20, contenuto di acido oleico almeno pari al 72% e acido linoleico non oltre il 10%.
Il disciplinare prevede inoltre un rapporto tra acido oleico e linoleico almeno pari a 7 e una dotazione di biofenoli o polifenoli non inferiore a 150 mg di acido gallico per chilogrammo. Sono parametri che trasformano l’origine territoriale in un insieme verificabile di condizioni produttive e qualitative, utili sia ai controlli sia alla differenziazione commerciale del prodotto.
L’iscrizione nel registro europeo produce soprattutto un effetto giuridico: la denominazione registrata beneficia della protezione prevista dal Regolamento (UE) 2024/1143 contro usi commerciali illeciti, evocazioni e altre pratiche idonee a sfruttare o indebolire la reputazione dell’indicazione geografica. Il Regolamento 2026/2078 entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione, cioè il 6 ottobre 2026. Da quel momento, per operatori e filiera, il valore economico del nome “Olio dei Colli di Bologna” è legato anche alla capacità di rispettare con continuità il disciplinare e di rendere riconoscibile sul mercato la specificità certificata del prodotto. Il sistema di controllo dovrà quindi verificare non soltanto la provenienza, ma anche la conformità del prodotto ai parametri analitici e sensoriali registrati.




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