Olimpiadi Invernali 2026: l’impatto economico stimato supera i 5 miliardi e ridisegna le prospettive dei territori alpini e urbani
- piscitellidaniel
- 3 ott
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Con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026 si intensifica il dibattito sui benefici attesi per i territori coinvolti. Secondo le analisi più recenti condotte dall’Ufficio Studi di Banca Ifis, l’impatto economico complessivo è stimato in 5,3 miliardi di euro, cifra che include non solo la spesa diretta e l’indotto durante l’evento, ma anche i flussi turistici post-Giochi e gli effetti delle infrastrutture realizzate. Questa cifra, pur rilevante, è ben lontana dall’“53 miliardi” evocati in alcuni titoli sensational: nella realtà, il valore riportato è di poco più di cinque miliardi.
La ripartizione dell’impatto economico previsto mostra che circa 1,1 miliardi proverranno dalla spesa immediata sul territorio durante lo svolgimento dei Giochi, ossia acquisti di biglietti, consumi turistici, servizi, alloggi, trasporti e accoglienza. Un’altra quota, circa 1,2 miliardi, è attribuibile al contributo dei turisti che visiteranno le aree olimpiche nei 18 mesi successivi agli eventi, generando un effetto di permanenza e visibilità del brand olimpico. Il restante del valore stimato è legato all’effetto strutturale, ossia agli investimenti in infrastrutture, alle migliorie nei trasporti, alle nuove strutture sportive e alla capacità del territorio di capitalizzare l’eredità organizzativa.
Il peso geografico dell’impatto è concentrato: 60 % delle ricadute è atteso in Lombardia, mentre il 40 % restante sarà distribuito fra Veneto e Trentino-Alto Adige, principali regioni teatro degli impianti neve e delle gare alpestri. Le città coinvolte – Milano, Verona, Bormio, Livigno, Cortina, Predazzo, Anterselva – potranno beneficiare non solo della visibilità internazionale, ma anche di infrastrutture migliorate, collegamenti potenziati e un maggiore appeal turistico integrato.
Tuttavia, l’entità del beneficio economico stimato richiede di essere valutata con cautela. Come per molti grandi eventi, il rischio di sforamenti sui costi è reale. Le ricerche sul modello olimpico mostrano che i costi effettivi tendono spesso a superare le stime iniziali, a causa di imprevisti progettuali, ritardi, adeguamenti normativi e inflazione dei materiali e dei servizi. Lo studio “Oxford Olympics Study 2024” ribadisce come i Giochi rappresentino uno dei megaprogetti più soggetti a cost overrun sistematici.
Per i territori, l’operazione Olimpiadi può costituire un’occasione per potenziare asset strategici: vie di comunicazione, trasporti su ferro e su gomma, riqualificazioni urbane, servizi turistici, ricettività e accoglienza. Se l’eredità organizzativa viene gestita bene, alcune infrastrutture potenziate per l’evento resteranno in servizio anche in futuro, migliorando la competitività territoriale nel lungo periodo. Su questo fronte, uno dei nodi critici è la sostenibilità finanziaria del mantenimento delle strutture e la capacità di attrarre flussi di utilizzo dopo la chiusura ufficiale dei Giochi.
Un altro elemento cruciale è la capacità di coinvolgere l’economia locale effettiva: le imprese dei territori alpini e urbani dovranno essere integrate nei subappalti, nelle forniture, nei servizi logistici e nell’offerta turistica complementare. Il rischio è che parte del valore generato sfugga al territorio se molte commesse finissero appannaggio di operatori esterni o esteri, senza lasciare un residuo significativo nella filiera locale.
Il Gioco delle aspettative gioca un ruolo centrale: se le attese sono troppo elevate, l’eventuale delusione può essere amplificata. Per questo è essenziale che le stime siano realistiche, che i costi siano monitorati e che il bilancio finale dell’operazione Olimpica venga valutato includendo gli effetti di lungo termine, non solo l’indotto momentaneo.
Nel complesso, i Giochi Invernali 2026 rappresentano una scommessa rilevante per le regioni coinvolte e per l’Italia. Il valore stimato in 5,3 miliardi non è una rendita automatica: richiede governance efficiente, integrazione territoriale, trasparenza nella gestione e strategie post-evento credibili per capitalizzare l’eredità infrastrutturale e attrattiva che l’Olimpiade potrà lasciare.

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