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Nuova rottamazione delle cartelle, 114 emendamenti al ddl in Senato: le proposte di modifica spaziano da Forza Italia alla Lega fino alle opposizioni

La nuova stagione della rottamazione delle cartelle esattoriali approda in Senato con un carico di 114 emendamenti al disegno di legge che disciplina la misura, confermando quanto il tema della riscossione resti uno dei più sensibili e divisivi della politica fiscale italiana. L’intervento, atteso da milioni di contribuenti e osservato con attenzione dalle imprese, prevede la possibilità di sanare pendenze fiscali e tributarie con condizioni agevolate, attraverso sconti su sanzioni e interessi, oltre alla possibilità di dilazionare i pagamenti.


Il dibattito parlamentare ha portato alla presentazione di modifiche che vanno in direzioni diverse, segno delle differenti sensibilità politiche sul tema. Forza Italia ha depositato uno degli emendamenti più discussi, che punta a estendere l’ambito della rottamazione, includendo anche cartelle di importo più elevato e ampliando la platea dei beneficiari. L’obiettivo dichiarato è quello di dare respiro a famiglie e imprese colpite da anni di crisi economica, pandemia e rincari energetici.


La Lega, coerente con la propria linea di sostegno alle partite Iva e alle piccole imprese, propone di rafforzare la possibilità di rateizzare i pagamenti, portando fino a dieci anni il piano di dilazione. L’idea è quella di rendere la misura più sostenibile per chi non è in grado di saldare i debiti in pochi anni ma vuole comunque regolarizzare la propria posizione con il fisco. Alcuni emendamenti leghisti spingono inoltre per abbassare le soglie minime di accesso e ampliare i casi di stralcio automatico per debiti di modesta entità.


Dal fronte delle opposizioni arrivano richieste di maggiore rigore. Esponenti del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle hanno sottolineato il rischio che le rottamazioni, reiterate negli anni, possano trasmettere il messaggio che non pagare le tasse sia conveniente. Le loro proposte puntano quindi a limitare la portata della misura, riducendo gli sconti e rafforzando i criteri di selettività per evitare che ad approfittarne siano anche contribuenti che avrebbero i mezzi per adempiere regolarmente.


Tra gli emendamenti spiccano anche proposte tecniche che riguardano la gestione delle cartelle. Alcuni senatori hanno chiesto di introdurre meccanismi di semplificazione per i contribuenti che hanno già aderito a precedenti rottamazioni o che si trovano in piani di rientro in corso, al fine di evitare sovrapposizioni e complicazioni burocratiche. Altri emendamenti propongono di migliorare la comunicazione ai cittadini, introducendo piattaforme digitali più intuitive per gestire adesioni e pagamenti.


Un tema trasversale è quello dell’impatto sui conti pubblici. La nuova rottamazione, pur portando a un recupero immediato di liquidità per lo Stato, comporta inevitabilmente un taglio alle entrate future derivanti da sanzioni e interessi. Secondo alcune stime preliminari, l’operazione potrebbe valere diversi miliardi, ma non mancano i dubbi sul reale gettito che sarà incassato. Gli emendamenti più espansivi, come quelli di Forza Italia e Lega, rischiano di aumentare ulteriormente il costo della misura, mentre le opposizioni chiedono garanzie che l’operazione non comprometta gli equilibri della finanza pubblica già messi sotto pressione da spese straordinarie e vincoli europei.


La discussione in Senato si intreccia anche con il dibattito più ampio sulla riforma fiscale e sulla necessità di costruire un sistema più equo e sostenibile. Alcuni parlamentari hanno evidenziato che le rottamazioni, pur utili nel breve termine, non possono diventare uno strumento strutturale di gestione della riscossione. Ogni nuova sanatoria, infatti, rischia di premiare i contribuenti meno virtuosi e penalizzare chi paga regolarmente. Da qui la richiesta di introdurre criteri più stringenti per distinguere tra chi non paga per difficoltà economiche reali e chi, invece, adotta comportamenti elusivi o opportunistici.


Nel complesso, i 114 emendamenti presentati riflettono l’eterogeneità delle posizioni politiche e l’importanza di un tema che tocca direttamente milioni di contribuenti. Da un lato vi è l’esigenza di dare una risposta concreta a famiglie e imprese in difficoltà, dall’altro la necessità di preservare la credibilità del sistema fiscale e la stabilità dei conti pubblici. Il confronto in aula sarà quindi decisivo per definire l’assetto finale della misura, che si candida a diventare uno dei provvedimenti più rilevanti della stagione autunnale.


In attesa del voto, resta evidente che la nuova rottamazione delle cartelle non è solo una questione tecnica di bilancio, ma un terreno di scontro politico che mette a nudo le diverse visioni sul rapporto tra Stato e contribuenti. Le prossime settimane diranno se prevarrà l’approccio inclusivo proposto dai partiti di maggioranza o la linea più rigorista sostenuta da parte delle opposizioni, in un equilibrio complesso tra esigenze sociali e vincoli economici.

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