
Mutui, il tasso fisso resta nell’area del 3% ma il TAEG fa la differenza
- Luca Baj

- 14 ore fa
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Le rilevazioni del 30 agosto mostrano condizioni diverse tra prima casa, seconda casa, ristrutturazione e surroga: il confronto deve andare oltre il TAN
Le rilevazioni del 30 agosto 2026 mostrano un mercato dei mutui ancora fortemente differenziato per finalità, durata e profilo del cliente. Nelle simulazioni disponibili per l’acquisto della prima casa, un finanziamento di 100.000 euro su 30 anni presenta, tra le offerte a tasso fisso considerate, un TAN intorno al 3,20-3,25% e un TAEG vicino al 3,47%, con rate mensili poco superiori a 430 euro.
Per la seconda casa, su un’ipotesi di 110.000 euro in 20 anni, le migliori proposte fisse rilevate si collocano intorno al 3,15-3,25% di TAN, con TAEG nell’area del 3,72-3,74%. Per i mutui destinati alla ristrutturazione, le simulazioni su 50.000 euro in 20 anni evidenziano tassi fissi a partire da circa il 3,15%, mentre per la surroga le offerte considerate partono da un TAN del 3,30%.
Il confronto conferma che il solo tasso nominale non è sufficiente per valutare la convenienza. Il parametro da osservare è soprattutto il TAEG, che incorpora anche una parte rilevante dei costi accessori e consente un confronto più corretto tra proposte diverse. Istruttoria, perizia, eventuali polizze e condizioni commerciali possono modificare significativamente il costo complessivo.
Le simulazioni hanno valore indicativo e dipendono dal rapporto tra importo finanziato e valore dell’immobile, dal reddito, dall’età, dalla durata e dal merito creditizio del richiedente. Anche piccole variazioni di tasso producono effetti rilevanti quando vengono applicate per venti o trent’anni.
Per chi acquista casa, ristruttura o valuta una surroga, il mercato attuale rende quindi essenziale confrontare rata, TAEG, costi iniziali e flessibilità contrattuale prima di scegliere l’offerta apparentemente più conveniente.
La distanza tra TAN e TAEG aumenta quando spese e servizi accessori incidono molto. Due mutui con lo stesso tasso nominale possono quindi avere un costo effettivo diverso; anche rinegoziazione e surroga incidono sulla convenienza nel tempo. La verifica va rifatta quando si presenta la domanda.





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