MPS, sì al rilancio con Mediobanca: nasce l’asse strategico per il futuro del Monte
- piscitellidaniel
- 2 set
- Tempo di lettura: 3 min
Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha approvato un piano di rilancio strategico che vede come protagonista Mediobanca. L’intesa, che segna un passaggio cruciale per il futuro dell’istituto senese, è stata salutata dai mercati con reazioni positive e viene interpretata come un segnale chiaro di stabilizzazione per uno degli attori storici del sistema bancario italiano.
La decisione arriva dopo mesi di riflessioni e confronti tra il management della banca, i principali azionisti e i soggetti coinvolti nel processo di ridefinizione dell’assetto strategico. Mediobanca ha assunto un ruolo centrale non solo come advisor finanziario, ma anche come possibile catalizzatore di un’aggregazione più ampia, che potrebbe interessare altri istituti medio-grandi dell’area centro-nord. La banca d’affari guidata da Alberto Nagel è infatti attiva da tempo nel monitoraggio delle opportunità di consolidamento nel settore, in un’ottica di rafforzamento del sistema creditizio nazionale.
Il rilancio di MPS non passa solo per una nuova alleanza industriale, ma anche per una serie di interventi che toccano la struttura operativa e il modello di business della banca. Il piano approvato prevede una razionalizzazione della rete, con una revisione dei punti operativi meno redditizi, e un’accelerazione sul fronte della digitalizzazione, dove il gruppo punta a colmare il gap con i competitor di nuova generazione. Particolare attenzione sarà riservata alla gestione dei crediti deteriorati, che nei prossimi mesi potrebbero essere ulteriormente ridotti con cessioni mirate e interventi strutturali.
Il Tesoro, azionista di maggioranza con circa il 64% del capitale, ha sostenuto la linea proposta dal CdA, ritenendola coerente con gli obiettivi di dismissione progressiva della propria partecipazione. Il ministero dell’Economia ha sottolineato che il rilancio con Mediobanca rappresenta un passaggio fondamentale per valorizzare la banca in vista di un’eventuale uscita dal capitale. L’obiettivo resta quello di una privatizzazione ordinata e sostenibile, capace di tutelare l’occupazione, la solidità patrimoniale e la capacità della banca di continuare a svolgere un ruolo significativo nel tessuto economico nazionale.
Dal punto di vista tecnico, l’accordo con Mediobanca potrebbe comportare l’implementazione di un’operazione strutturata, che includa anche aumenti di capitale riservati, riassetti azionari e, in prospettiva, la partecipazione ad aggregazioni più ampie. Alcune fonti vicine al dossier ipotizzano che possa essere riattivata l’idea di una fusione con Banco BPM o un altro istituto bancario compatibile, ma allo stato attuale nessuna trattativa formale risulta in corso. L’attenzione resta concentrata sulla creazione di valore e sulla possibilità di rendere MPS appetibile per il mercato.
La banca toscana ha chiuso il primo semestre dell’anno con risultati operativi in miglioramento, trainati dalla ripresa degli utili netti e da un margine di interesse in aumento. Il coefficiente patrimoniale CET1 si mantiene sopra il 15%, segno di una struttura più solida rispetto al passato. Il nuovo piano industriale integrerà queste dinamiche, rafforzando le aree più redditizie come la gestione dei patrimoni e il credito alle imprese, e riconsiderando l’espansione nei segmenti retail e mutui.
Le sigle sindacali hanno accolto con prudenza l’annuncio dell’accordo, chiedendo un confronto serrato per monitorare gli effetti sull’organico e sulla distribuzione territoriale della rete. In particolare, i rappresentanti dei lavoratori chiedono garanzie sulla tenuta occupazionale e sulla non chiusura indiscriminata degli sportelli nei piccoli centri, dove MPS mantiene ancora una presenza storica rilevante. Da parte sua, l’azienda ha rassicurato sull’assenza di esuberi forzati e ha previsto meccanismi di riqualificazione interna e mobilità incentivata.
Il mercato ha reagito positivamente alla notizia: il titolo MPS ha registrato un balzo in apertura di seduta, confermando l’interesse degli investitori verso una strategia che riporti la banca al centro del sistema. Anche gli analisti vedono con favore il coinvolgimento di Mediobanca, considerata un partner credibile e capace di guidare operazioni complesse con visione di lungo termine. Alcuni osservatori sottolineano che, per la prima volta da anni, MPS sembra poter uscire dall’orbita delle crisi ricorrenti e proiettarsi verso un modello di sviluppo stabile.
L’operazione rappresenta una scommessa anche per Mediobanca, che torna a ricoprire un ruolo attivo nel disegno del futuro della finanza italiana. L’ingresso nel capitale o il coinvolgimento diretto nella governance dell’istituto senese segnerebbe una svolta rispetto all’impostazione più prudente adottata negli ultimi anni. Sarà fondamentale, nei prossimi mesi, valutare le sinergie effettive che questa alleanza potrà generare e il grado di autonomia decisionale che verrà mantenuto dalla dirigenza MPS.

Commenti