Mps risponde alla Consob: le offerte su Banco Bpm e Banca Generali erano a sconto prima dell’Opas di Intesa

Monte dei Paschi di Siena chiarisce alla Consob la logica economica delle offerte lanciate su Banco Bpm e Banca Generali, inserendo nella valutazione un elemento destinato a pesare nel complesso risiko bancario italiano: se i rapporti di concambio fossero stati calcolati utilizzando le quotazioni precedenti all’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps, entrambe le operazioni sarebbero risultate a sconto. La banca senese sottolinea così come il rialzo del proprio titolo, innescato anche dal premio incorporato nella proposta di Intesa, abbia modificato sensibilmente il valore implicito delle due offerte successivamente presentate da Rocca Salimbeni.
La precisazione arriva nell’ambito delle interlocuzioni con Consob, dopo il deposito dei documenti relativi alle due offerte pubbliche di scambio volontarie e totalitarie. Per Banco Bpm, Mps ha previsto l’assegnazione di 1,567 nuove azioni proprie per ogni titolo portato in adesione, mentre per Banca Generali il rapporto è stato fissato a 6,958 azioni Mps per ciascuna azione conferita. Al momento dell’annuncio, il valore implicito dell’offerta su Banco Bpm era pari a circa 16,73 euro per azione, sostanzialmente senza premio rispetto alle quotazioni di riferimento del 19 agosto. Per Banca Generali, invece, il corrispettivo implicito era di circa 74,28 euro, con un premio nell’ordine del 10%.
Il punto sollevato da Mps riguarda però la particolare situazione nella quale sono stati determinati questi valori. L’Opas di Intesa Sanpaolo, annunciata l’8 giugno, prevede 1,6 azioni Intesa di nuova emissione più un euro in contanti per ogni titolo Mps, incorporando inizialmente un premio del 12,5% rispetto alla chiusura precedente all’annuncio. L’offerta ha inevitabilmente influenzato le quotazioni della banca senese e, di conseguenza, anche il valore delle azioni Mps utilizzate come moneta nelle successive operazioni su Banco Bpm e Banca Generali. Secondo la ricostruzione fornita dal Monte, depurando il prezzo Mps dall’effetto generato dall’offerta di Intesa, il controvalore della doppia proposta sarebbe risultato inferiore ai valori di mercato delle due società obiettivo.
La questione è rilevante perché le operazioni di Mps sono realizzate interamente attraverso scambi azionari. Il valore effettivo ricevuto dagli azionisti di Banco Bpm e Banca Generali dipende quindi direttamente dall’andamento del titolo della banca offerente. Il Monte ha strutturato due operazioni autonome e parallele per un valore complessivo, al momento dell’annuncio, di circa 34 miliardi di euro: circa 25,3 miliardi per Banco Bpm e 8,7 miliardi per Banca Generali. Il progetto punta a costruire un gruppo finanziario di maggiori dimensioni, integrando il tradizionale business bancario con attività di wealth management e risparmio gestito, mentre prosegue il processo di integrazione con Mediobanca.
La doppia offerta rappresenta allo stesso tempo una scelta industriale e una risposta alla pressione esercitata dall’iniziativa di Intesa. Mps sostiene però che le operazioni non possano essere considerate esclusivamente come una manovra difensiva. Il progetto su Banco Bpm viene presentato come un’integrazione tra banche commerciali con reti e attività complementari, mentre Banca Generali rafforzerebbe in maniera significativa il posizionamento nel wealth management. Il piano dovrà comunque attraversare una serie di passaggi societari e regolamentari, a partire dal voto degli azionisti del Monte previsto per il 29 ottobre, necessario anche per gli effetti della passivity rule applicabile mentre Mps è oggetto dell’offerta di Intesa.
Il confronto con Consob assume quindi un'importanza particolare. L’autorità è chiamata a esaminare documentazione, condizioni economiche, rapporti di concambio e informazioni destinate agli investitori, in uno scenario nel quale le diverse operazioni sono strettamente collegate dall’andamento delle quotazioni. Mps ha già depositato i documenti delle due Ops e presentato alle autorità competenti le richieste necessarie per ottenere le autorizzazioni previste. La banca ha inoltre ribadito che le proprie offerte restano irrevocabili secondo i termini annunciati, anche nell’ipotesi in cui l’operazione promossa da Intesa dovesse avere successo.
Il risultato è una partita nella quale prezzi di Borsa, premi e sconti assumono un significato diverso a seconda della data utilizzata come riferimento. L’aumento del valore di Mps successivo all’annuncio di Intesa ha reso più elevato il potere d’acquisto delle azioni utilizzate nelle offerte su Banco Bpm e Banca Generali, migliorandone il controvalore implicito. Per gli azionisti chiamati a decidere sulle diverse proposte, il confronto non riguarderà quindi soltanto i premi immediatamente visibili nelle quotazioni, ma anche il valore industriale dei gruppi che potrebbero nascere, le sinergie prospettate, la capacità di integrazione e l’evoluzione futura delle azioni utilizzate come corrispettivo.





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