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MFE, ricavi in calo ma redditività in forte crescita: costi ed efficienze spingono i conti

16 set
Tempo di lettura: 3 min










MFE-MediaForEurope chiude il primo semestre del 2026 con ricavi in flessione, ma con un netto miglioramento della redditività, confermando l'efficacia del programma di riduzione dei costi e delle efficienze avviato nei principali mercati europei. I ricavi consolidati del gruppo si sono attestati a 2,951 miliardi di euro, rispetto ai 3,142 miliardi del primo semestre 2025 calcolati su base pro forma, con una contrazione di circa il 6%. Il confronto tiene conto del consolidamento integrale di ProSiebenSat.1, presente nei conti 2026 e ricostruito anche per l'esercizio precedente in modo da rendere omogeneo il raffronto. La diminuzione del fatturato è stata determinata soprattutto dalla debolezza della raccolta pubblicitaria nei mercati di riferimento, dall'impatto della Coppa del Mondo di calcio e dalle variazioni di perimetro nel segmento Commerce & Dating.


Il dato più significativo emerge però dalla redditività. L'Ebit adjusted del gruppo ha raggiunto 145,7 milioni di euro, migliorando di 153 milioni rispetto al risultato negativo per 7,3 milioni registrato nel primo semestre 2025 pro forma. Ancora più evidente è l'evoluzione dell'utile netto adjusted, salito a 50,5 milioni dai 6,9 milioni dell'anno precedente. Numeri che mostrano come MFE sia riuscita a compensare la pressione sui ricavi attraverso una maggiore disciplina operativa, intervenendo sulla struttura dei costi e sull'organizzazione delle attività nei diversi Paesi. La strategia punta a costruire un gruppo televisivo europeo capace di ottenere economie di scala e di utilizzare in maniera più efficiente contenuti, tecnologia e strutture commerciali.


Il principale contributo arriva dal segmento Entertainment, che comprende le attività televisive e di intrattenimento in Italia, Spagna e nell'area DACH, formata da Germania, Austria e Svizzera. L'Ebit adjusted della divisione è salito a 163,7 milioni di euro, contro i 47,5 milioni del corrispondente periodo 2025 pro forma. Il miglioramento è stato sostenuto da una riduzione dei costi pari a 216,9 milioni di euro, equivalente al 9%. È proprio su questo terreno che si misura uno degli effetti più importanti dell'integrazione europea: la possibilità di razionalizzare strutture, investimenti e processi, aumentando contemporaneamente la capacità di negoziazione e di sviluppo dei prodotti editoriali.


Resta invece complesso lo scenario della pubblicità televisiva, ancora condizionato dalla debolezza della crescita economica europea e dalla concorrenza delle grandi piattaforme digitali. Il mercato italiano ha mostrato una maggiore capacità di tenuta, mentre altre aree europee hanno risentito più intensamente della fase congiunturale. Per MFE diventa quindi strategico ridurre progressivamente la dipendenza dalla sola raccolta pubblicitaria tradizionale, sviluppando ricavi legati alle piattaforme digitali, ai contenuti e alle nuove modalità di distribuzione. L'obiettivo industriale è combinare la forza della televisione generalista con una presenza digitale più ampia, mantenendo la capacità di raggiungere pubblici di massa e, nello stesso tempo, offrendo agli inserzionisti strumenti più evoluti di profilazione e misurazione.


Un ulteriore segnale positivo arriva dalla struttura finanziaria. La posizione finanziaria netta rilevante ai fini dei covenant è migliorata di oltre 100 milioni di euro nel semestre, passando dai 959,2 milioni di inizio anno a 857,1 milioni al 30 giugno 2026. La riduzione dell'indebitamento assume particolare importanza dopo l'espansione internazionale del gruppo e il consolidamento di ProSiebenSat.1, perché aumenta la flessibilità finanziaria necessaria per affrontare la fase di integrazione e sostenere gli investimenti futuri. L'attenzione resta concentrata sulla capacità di generare cassa e di mantenere sotto controllo la leva finanziaria mentre procede la costruzione di una piattaforma mediatica sempre più europea.


Il semestre rappresenta così un banco di prova significativo per il progetto guidato da Pier Silvio Berlusconi. La diminuzione dei ricavi mostra che il contesto di mercato rimane impegnativo, ma l'incremento dei margini segnala che la riorganizzazione sta producendo effetti misurabili. Il gruppo guarda alla seconda parte dell'anno con aspettative di ulteriore miglioramento, soprattutto nel quarto trimestre, mentre prosegue il lavoro sulle sinergie tra Italia, Spagna e area tedesca. Per MFE la sfida sarà dimostrare che le efficienze ottenute non rappresentano soltanto una risposta alla debolezza congiunturale, ma possono diventare una componente strutturale del nuovo modello industriale paneuropeo.

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