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MFE lancia l’OPA su Prosieben: l’Italia all’attacco del mercato televisivo tedesco per costruire un broadcaster paneuropeo

Il consiglio di amministrazione di MFE-MediaForEurope ha dato il via libera definitivo all’offerta pubblica di acquisto sulla tedesca Prosiebensat.1 Media SE. Dopo sei anni di costruzione progressiva della propria partecipazione nell’azionariato del gruppo tedesco, culminata in una quota pari al 29,9% del capitale e oltre il 30% dei diritti di voto, la holding televisiva italiana guidata da Pier Silvio Berlusconi compie il passo decisivo. Una mossa destinata a cambiare gli equilibri del panorama televisivo europeo.


Il progetto si inserisce all’interno di una strategia che punta alla creazione di un grande gruppo media paneuropeo, in grado di competere su scala continentale con i colossi americani dello streaming e della pubblicità digitale. Netflix, Disney+, Amazon, da un lato, e Google e Facebook dall’altro, hanno eroso progressivamente quote di mercato agli operatori televisivi tradizionali, costringendoli a ridisegnare modelli di business e alleanze. L’OPA su Prosieben rappresenta quindi un passaggio chiave in questa strategia di consolidamento continentale.


Secondo quanto annunciato ufficialmente da MFE, l’offerta sarà volontaria e articolata in una componente prevalentemente cash, il 78%, e in una parte in azioni MFE di categoria “A” di nuova emissione, pari al 22%. Il prezzo offerto per ciascuna azione sarà pari alla media ponderata dei tre mesi precedenti, come previsto dalle normative tedesche e calcolato dalla BaFin, l’autorità finanziaria federale tedesca. Secondo le stime, tale valore dovrebbe aggirarsi attorno ai 5,7 euro per azione, quindi inferiore alle attuali quotazioni di mercato.


MFE ha già stipulato un accordo con uno degli attuali azionisti di Prosieben, che si è impegnato a conferire una parte delle sue azioni, assicurando così a MFE il superamento della soglia del 30% anche in caso di adesione limitata all’offerta. Si tratta di una manovra che mette al riparo l’operazione da eventuali rallentamenti e crea le condizioni per un’effettiva influenza sulla governance del broadcaster tedesco.


Parallelamente, il gruppo di Cologno Monzese ha predisposto un piano finanziario da 3,4 miliardi di euro per coprire l’eventuale acquisizione. Di questi, fino a 2,1 miliardi sarebbero destinati al rifinanziamento del debito di Prosieben, che include una clausola di “cambio di controllo” attivabile nel caso in cui un singolo azionista superi il 50% dei diritti di voto. Sebbene al momento l’offerta non preveda tale superamento, il gruppo si è tutelato su tutti gli scenari possibili.


Il CEO Pier Silvio Berlusconi ha definito l’offerta “indispensabile”, aggiungendo che “solo in questo modo potremo affiancare Prosieben con un approccio costruttivo e creare valore a beneficio di tutti gli azionisti, prima che sia troppo tardi”. La dichiarazione riflette la volontà di assumere un ruolo più incisivo all’interno dell’azienda tedesca, finora restia ad accogliere in maniera collaborativa la progressiva crescita della quota italiana.


Berlusconi ha inoltre sottolineato il valore simbolico e industriale dell’operazione: “Per decenni molte grandi aziende italiane sono state conquistate da gruppi stranieri. MFE è uno dei pochi casi in cui è un’impresa italiana a investire con coraggio all’estero, in un mercato rilevante come quello tedesco”. Il riferimento è alla necessità, secondo il gruppo, di superare una storica asimmetria nei flussi di investimento tra Italia e paesi del centro Europa, con l’ambizione di ribaltare i ruoli e affermare un modello di espansione italiano, fondato su integrazione industriale e sinergie transfrontaliere.


Il lancio dell’OPA apre ora una nuova fase nella relazione tra MFE e Prosieben, caratterizzata da possibili scenari di integrazione, riorganizzazione del management e rinnovamento delle strategie commerciali e digitali. La sfida più grande sarà armonizzare due culture aziendali differenti e costruire un’identità unitaria per un gruppo multilingue e multiculturale che operi contemporaneamente in Italia, Germania e altri mercati chiave.


In un contesto europeo frammentato, dove le tv generaliste nazionali lottano per sopravvivere all’avanzata dello streaming globale, la mossa di MFE rappresenta un tentativo concreto di rispondere alla globalizzazione con l’integrazione continentale. L’OPA su Prosieben non è solo una partita finanziaria o industriale, ma anche una scommessa sul futuro della sovranità mediatica europea. E potrebbe costituire il modello di riferimento per operazioni simili nei prossimi anni.

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