Mercati finanziari in tensione nel giorno dei dazi di Trump: borse in calo e incertezza tra gli investitori
- piscitellidaniel
- 2 apr
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Il 2 aprile 2025, i mercati finanziari globali hanno registrato significative flessioni in concomitanza con l'entrata in vigore dei nuovi dazi annunciati dal presidente statunitense Donald Trump, denominata "Liberation Day". Queste misure protezionistiche hanno generato preoccupazioni diffuse tra gli investitori, influenzando negativamente le principali piazze finanziarie.
Performance dei mercati statunitensi
A Wall Street, i principali indici hanno aperto in territorio negativo. L'S&P 500 ha registrato una flessione dello 0,69%, il Dow Jones Industrial Average è sceso dello 0,56%, mentre il Nasdaq, particolarmente sensibile alle tensioni commerciali, ha subito un calo dello 0,55%. Gli analisti attribuiscono queste perdite alle incertezze legate ai dazi imposti dall'amministrazione Trump, che potrebbero avere ripercussioni sull'economia statunitense e globale. Secondo gli esperti di TS Lombard, queste misure potrebbero generare una lieve stagflazione nel breve termine.
Reazioni delle borse europee
Anche le borse europee hanno risentito delle tensioni commerciali. A Milano, il FTSE MIB ha chiuso in calo dello 0,3%, con il settore farmaceutico particolarmente penalizzato. Francoforte ha registrato una flessione dello 0,16%, Londra dello 0,24% e Parigi ha chiuso invariata. Le preoccupazioni riguardo alle possibili ritorsioni da parte dei partner commerciali degli Stati Uniti hanno contribuito a questo clima di incertezza.
Andamento dei mercati asiatici
Le borse asiatiche hanno mostrato segnali contrastanti. A Tokyo, il Nikkei 225 ha chiuso in ribasso dell'1,24%, mentre Shenzhen ha registrato un lieve aumento dello 0,26%. Shanghai è rimasta pressoché stabile. L'incertezza legata alle politiche commerciali statunitensi ha influenzato negativamente il sentiment degli investitori nella regione.
Impatto sul mercato valutario e delle materie prime
Sul mercato valutario, il dollaro ha subito una flessione dello 0,17% rispetto a un paniere di valute principali, continuando la tendenza al ribasso osservata dall'inizio dell'anno. L'euro è rimasto stabile a 1,079 dollari. Nel comparto delle materie prime, l'oro ha raggiunto nuovi massimi storici, attestandosi a 3.119,26 dollari l'oncia, mentre il petrolio Brent ha registrato una lieve flessione dello 0,30%, scendendo a 74,27 dollari al barile.
Settori più colpiti e prospettive future
Il settore automobilistico e quello farmaceutico sono stati tra i più penalizzati dalle nuove misure tariffarie. In Italia, aziende come Ferrari e Stellantis hanno registrato cali significativi, riflettendo le preoccupazioni per l'impatto dei dazi sulle esportazioni. Gli investitori restano in attesa di ulteriori dettagli sulle politiche commerciali dell'amministrazione statunitense e delle eventuali contromisure da parte dei partner commerciali colpiti.
La situazione attuale evidenzia la fragilità dei mercati di fronte a politiche commerciali protezionistiche e sottolinea l'importanza di monitorare attentamente gli sviluppi futuri per valutare l'impatto complessivo sull'economia globale.

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