Macron dà carta bianca a Lecornu: il nuovo premier francese punta alla stabilità politica evitando gli errori del passato
- piscitellidaniel
- 13 ott
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Il presidente francese Emmanuel Macron ha ufficialmente dato carta bianca a Sébastien Lecornu, il nuovo primo ministro, per la formazione del governo e la definizione della linea politica dell’esecutivo. Una scelta che segna un punto di svolta nella strategia dell’Eliseo e che mira a garantire stabilità dopo mesi di tensioni politiche e risultati elettorali altalenanti. Lecornu, 38 anni, figura considerata pragmatica e di mediazione, eredita un compito complesso: rilanciare la coesione della maggioranza presidenziale, ricostruire il dialogo con l’opposizione e restituire fiducia a un Paese attraversato da profonde divisioni sociali.
Macron, secondo quanto riportato da fonti dell’Eliseo, avrebbe scelto di affidare al nuovo premier “piena autonomia operativa” nella gestione della squadra di governo e nelle scelte di politica interna. La decisione, maturata dopo settimane di colloqui con i vertici dei partiti e con i consiglieri più vicini al presidente, segna un allentamento del controllo diretto che l’Eliseo aveva esercitato nelle fasi precedenti. Il capo dello Stato punta così a rafforzare l’immagine di un esecutivo coeso e autonomo, in grado di agire rapidamente in un contesto economico e sociale difficile.
Lecornu, già ministro della Difesa e in passato stretto collaboratore di Macron, rappresenta una figura di equilibrio all’interno della maggioranza. La sua nomina è stata accolta con favore dai moderati e da parte dell’opinione pubblica, che vede in lui un politico capace di combinare esperienza amministrativa e sensibilità istituzionale. Cresciuto politicamente nei ranghi dei gollisti e successivamente confluito nel campo macronista, il nuovo premier è considerato un “costruttore”, più orientato alla gestione concreta che al confronto ideologico.
Uno dei primi obiettivi dichiarati da Lecornu sarà quello di evitare gli errori commessi da François Bayrou, leader centrista e figura storica della politica francese, che in passato aveva cercato di bilanciare l’azione dell’Eliseo con un ruolo politico autonomo, finendo però per entrare in contrasto con lo stesso Macron. Lecornu sembra aver compreso la lezione: nessuna sfida al presidente, ma una gestione pragmatica del potere, basata sulla collaborazione e sulla capacità di tradurre in azioni concrete le linee guida del programma presidenziale.
L’agenda politica del nuovo governo si preannuncia densa. Al centro vi sono la riforma fiscale, il rilancio industriale, la politica energetica e la sicurezza interna. Lecornu ha già dichiarato che le priorità saranno “la crescita, la protezione sociale e la ricostruzione del patto civico tra cittadini e istituzioni”. Il nuovo premier intende infatti rafforzare il dialogo con le categorie economiche e con le organizzazioni sindacali, aprendo un tavolo permanente su occupazione, salari e transizione ecologica. L’obiettivo è costruire un clima di concertazione dopo mesi di tensioni legate alle proteste sociali e alle politiche di austerità.
Sul piano politico, la sfida più complessa sarà quella di garantire una maggioranza stabile all’Assemblea nazionale. Dopo le ultime elezioni legislative, la coalizione presidenziale Renaissance non dispone più della forza numerica necessaria per approvare agevolmente le leggi chiave. Lecornu dovrà quindi cercare accordi variabili con i repubblicani e con le forze centriste, mantenendo un equilibrio delicato tra compromesso e coerenza programmatica. È un compito che richiede abilità negoziale e capacità di gestione, qualità che il nuovo premier ha già dimostrato durante la sua esperienza alla Difesa, in un periodo segnato dalla crisi ucraina e dalle tensioni internazionali.
In questo senso, la fiducia che Macron gli ha accordato appare anche una scommessa personale. Il presidente, dopo anni di centralizzazione delle decisioni e di leadership verticale, sembra voler aprire una nuova fase più collegiale, in cui la figura del primo ministro possa recuperare un ruolo di peso. Lecornu avrà dunque ampi margini per definire la squadra e la linea del governo, ma dovrà dimostrare di saper gestire le diverse anime della maggioranza, mantenendo al contempo la fedeltà all’impianto riformista macroniano.
Sul fronte esterno, la politica europea resterà una priorità assoluta. Lecornu, che conosce bene i meccanismi della diplomazia comunitaria, intende consolidare la cooperazione con Germania, Italia e Spagna, promuovendo una linea comune su difesa, energia e competitività industriale. Allo stesso tempo, il nuovo premier dovrà gestire il delicato equilibrio tra Bruxelles e Parigi in materia di bilancio pubblico, dato che la Francia si trova ancora sotto osservazione per il livello del deficit e del debito. L’obiettivo sarà quello di coniugare il rigore richiesto dall’Unione con le esigenze di sostegno all’economia interna.
Un altro dossier sensibile riguarda la politica energetica e la transizione ecologica. Lecornu ha annunciato la volontà di accelerare la realizzazione di nuovi reattori nucleari e di rafforzare gli investimenti nelle energie rinnovabili, seguendo la linea di Macron che considera l’autonomia energetica una priorità strategica per la Francia. Il nuovo governo dovrà inoltre gestire la riforma del sistema dei trasporti e delle infrastrutture verdi, settori chiave per la riduzione delle emissioni e per la modernizzazione del Paese.
Sul piano interno, Lecornu dovrà affrontare una società frammentata, segnata dalle disuguaglianze e dalla crescente sfiducia verso le istituzioni. Il premier intende promuovere una riforma del welfare e delle politiche territoriali, con particolare attenzione ai territori rurali e periferici, spesso dimenticati dal centro politico e teatro delle principali proteste degli ultimi anni. L’idea è quella di avvicinare lo Stato ai cittadini, attraverso misure concrete e un dialogo costante con i rappresentanti locali.
L’arrivo di Lecornu a Matignon rappresenta, in ultima analisi, un tentativo di rinnovamento della classe dirigente francese, ma anche un ritorno a uno stile politico più pragmatico e meno conflittuale. La sua esperienza amministrativa, la conoscenza della macchina statale e la capacità di mediazione sono considerate le armi migliori per affrontare una fase in cui la Francia ha bisogno di equilibrio e continuità. La scelta di Macron di concedergli piena autonomia riflette la consapevolezza che il successo dell’esecutivo dipenderà dalla capacità di agire in modo rapido ed efficace, senza impantanarsi nei giochi di potere interni.
Con la formazione del nuovo governo, si apre dunque una fase di rilancio politico che potrebbe determinare il futuro della presidenza Macron e, più in generale, il ruolo della Francia nel contesto europeo. Lecornu, con il suo stile sobrio e istituzionale, dovrà dimostrare di saper coniugare fedeltà e autonomia, efficacia e mediazione, restituendo alla politica francese una stabilità che da tempo appare fragile e intermittente.

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