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Lufthansa taglia il 20 % del personale amministrativo: sfida strategica per una compagnia in difficoltà

Lufthansa è pronta a un nuovo giro di ristrutturazioni: nel mirino finisce il personale amministrativo, con un taglio stimato del 20 % rispetto all’attuale organico operativo. L’obiettivo dichiarato è ridurre i costi interni, razionalizzare le strutture sovrabbondanti e migliorare l’efficienza operativa, in un contesto in cui la compagnia tedesca affronta sfide di redditività, concorrenza feroce e margini sempre più compressi.


Dalle fonti più accreditate si apprende che i tagli interesseranno circa 400 posizioni amministrative. La misura non sarà immediata e non stipula licenziamenti massivi a breve termine: Lufthansa intende perseguire la riduzione attraverso “flessioni naturali” (uscite volontarie, pensionamenti, non rinnovo di contratti) e automazione dei processi, senza operare licenziamenti forzosi dove possibile.


La decisione si inserisce in un piano strategico più ampio che affronta una previsione allarmante: una perdita operativa stimata in 800 milioni di euro entro il 2026, se il trend attuale non verrà invertito. Il contesto competitivo, con prezzi al ribasso e costi crescenti, spinge la compagnia a concentrare gli sforzi sulla riduzione degli oneri interni piuttosto che su tagli drastici alla rete voli o al personale di volo.


Il taglio del personale amministrativo assume significato se letto in parallelo con altri segnali di tensione: la crescita dell’organico negli anni recenti, le difficoltà di generare margini adeguati, le pressioni degli azionisti e la necessità di rassicurare i mercati sul piano di turnaround. Lufthansa ha già subito trimestri con utili operativi in calo e ha lanciato segnali pubblici di voler tornare su standard di efficienza più rigorosi.


Sul fronte interno, i sindacati e i dirigenti aziendali dovranno negoziare modalità, tempistiche e misure di mitigazione: piano incentivi alle uscite, ammortizzatori sociali, traslazioni interne e riduzione di compiti ripetitivi che possono essere digitalizzati. L’uso dell’automazione diventa un elemento chiave: processi burocratici, gestione documentale, procedure contabili potranno essere implementati con tecnologie che riducono la necessità di intervento umano.


Il piano non è privo di rischi. Una riduzione amministrativa può intaccare la capacità di supportare le operazioni sul fronte strategico, legale, compliance, risorse umane e controllo interno. Se il bilanciamento non sarà calibrato, potrebbero emergere inefficienze latenti, errori nei processi, rallentamenti amministrativi. La sfida sarà mantenere il livello di qualità e supervisione nonostante l’organico ridotto.


La misura del 20 % è significativa, ma non drammatica rispetto alla dimensione complessiva del gruppo. Si parla infatti di un’«ottimizzazione graduata e sostenibile», non di una “cura drastica”. Del resto, Lufthansa non ha dichiarato che sarà l’unica area interessata: l’intera strategia di ristrutturazione potrebbe coinvolgere anche riorganizzazioni della struttura dirigenziale, revisione del parco flotte e spostamenti verso sussidiarie più flessibili.


Dal punto di vista finanziario, l’effetto atteso è una riduzione importante della spesa fissa, con ricadute positive sui margini operativi. Ma l’efficacia dipenderà dalla tempistica e dalla disciplina nell’attuazione. I mercati guarderanno con attenzione: ogni segnale di mancato coordinamento tra tagli e efficienza produttiva verrà interpretato come un cedimento della credibilità del piano di rilancio.


Il fattore organizzativo gioca un ruolo cruciale: Lufthansa dovrà gestire il cambiamento culturale interno, comunicare con chiarezza ai dipendenti, mantenere la motivazione del restante organico e stabilire processi di transizione ben definiti. Il “know how” amministrativo non è facilmente sostituibile, e la perdita di competenze può avere impatti sulla resilienza del gruppo.


Infine, sul piano strategico, questo taglio annuncia una tendenza che molte compagnie europee e globali stanno valutando: ristrutturare le funzioni di supporto per resistere alla pressione dei costi e all’imprevedibilità del mercato aereo. In un settore dove carburante, regolamentazione, concorrenza low cost e instabilità geopolitica impongono continue correzioni, chi sa interpretare tempestivamente l’equilibrio fra taglio e capacità operativa avrà migliori chance di sopravvivere.

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