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Lufthansa annuncia il taglio di 4.000 posti di lavoro: il piano per rendersi più snella e competitiva

Lufthansa ha reso noto che intende ridurre l’organico del gruppo di circa 4.000 lavoratori, concentrando i tagli soprattutto nei settori amministrativi in Germania. L’obiettivo è chiaro: migliorare l’efficienza operativa, ridurre i costi fissi e prepararsi a un rilancio finanziario in un contesto del trasporto aereo sempre più concorrente e costoso. Sebbene il numero esatto delle posizioni da sopprimere sia in fase di definizione, l’annuncio è stato articolato come parte di una strategia di medio termine che accompagna l’aggiornamento degli obiettivi di redditività e la riduzione del margine di inefficienza accumulato.


Il piano di ristrutturazione, che dovrebbe dispiegarsi entro il 2030, prevede che la maggior parte dei tagli riguardi funzioni di supporto, servizi centrali e posizioni non strettamente collegate alla produzione dei voli. La direzione di Lufthansa ha motivato la decisione sottolineando che i costi operativi — dagli stipendi, all’IT, fino alla gestione amministrativa — sono diventati insostenibili in alcuni ambiti interni, e che una riduzione della “massa grassa” è necessaria per sostenere gli investimenti nelle flotte, nella tecnologia e nell’espansione internazionale.


Il gruppo tedesco ha anche rivisto al rialzo le sue stime di margine operativo rettificato: l’obiettivo è raggiungere un margine tra l’8 e il 10 % entro il 2028, rafforzando la generazione di cash flow libero su base annua. Il taglio del personale costituisce dunque uno dei tasselli di un piano più ampio, finalizzato non soltanto a sopravvivere, ma a competere con maggior vigore nel settore globale.


Alla base della scelta c’è una constatazione che il management ha ribadito: Lufthansa fatica a conciliare costi elevati con margini ridotti, in un settore dove carburanti, materie prime, manutenzioni e infrastrutture aeroportuali continuano a premere sui bilanci. Negli ultimi tempi la compagnia ha dovuto affrontare profit warning, ritardi nei piani di crescita e pressioni da parte degli investitori per dimostrare che può tornare a una traiettoria di redditività credibile.


Non si tratta di una misura improvvisata: il taglio annunciato di 4.000 posti equivale a una riduzione stimata intorno al 20 % del personale amministrativo del gruppo, secondo fonti interne. Considerando che Lufthansa impiega complessivamente circa 103.000 persone, si tratta di una modifica significativa, che inciderebbe in misura rilevante sulla struttura interna dell’impresa.


Il processo non sarà indiscriminato: Lufthansa ha già indicato che adotterà una combinazione di strumenti per attenuare l’impatto sociale. Si prevedono prepensionamenti volontari, scelte non rinnovabili di contratti in scadenza, trasferimenti verso altri settori del gruppo e riassegnazioni interne. L’azienda mette in chiaro che non c’è intenzione dichiarata di licenziamenti forzati massivi, almeno non nei primi stadi del piano, e che si cercherà di accordarsi con i sindacati e le parti sociali.


Nonostante queste attenuanti, le reazioni sindacali rischiano di essere dure. I lavoratori amministrativi e i dipendenti di funzioni centrali potrebbero opporsi fortemente, considerando che la riduzione proposta cambia la natura stessa della struttura aziendale. La partita delle trattative sarà complessa: ogni posizione tagliata, ogni trasferimento e ogni esubero saranno oggetto di confronto sul piano dei contratti, delle garanzie occupazionali e delle compensazioni.


Il piano di tagli si inserisce in un contesto più vasto di trasformazione interna del gruppo Lufthansa. Già nei mesi precedenti erano emerse intenzioni di concentrare alcune funzioni comuni fra le controllate del gruppo, spingendo verso sinergie tra le compagnie aeree del gruppo (Swiss, Austrian, Brussels Airlines) e la casa madre, oltre all’ottimizzazione di centri di supporto IT, finanza, acquisti e logistica. Queste scelte vengono ora accompagnate dall’azione più visibile sui numeri del personale.


Una parte fondamentale del ragionamento è che Lufthansa intende spostare energia, risorse e attenzione verso le attività centrali, capaci di generare margini più elevati e di rispondere alle sfide del mercato: nuove rotte, ottimizzazione flotte, operazioni a costo più contenuto, uso crescente di sistemi digitali e automazione. Il personale che sarà mantenuto o riassegnato dovrà operare in un contesto sempre più efficiente e orientato al risultato.


Tra le incognite rimangono molte variabili. Il numero esatto dei tagli non è ancora fissato, né è certo il calendario esatto di realizzazione. La misura colpirà più intensamente la Germania, dove i costi fissi e le strutture di supporto sono più estese. Il rischio più grande è che la reazione socio-politica locale — con proteste, rallentamenti organizzativi e perdita di morale interno — ostacoli la piena efficacia della manovra.


Anche l’effetto sul piano reputazionale non va sottovalutato. Una compagnia aerea che annuncia massicci tagli di personale amministrativo attira attenzione non solo dal lato finanziario, ma anche da quello dell’immagine pubblica: clienti, media e stakeholders osserveranno con interesse se Lufthansa riuscirà a mantenere qualità, affidabilità e standard operativi nonostante il ridimensionamento.


Inoltre, il piano di razionalizzazione presenta rischi di “sovraesposizione digitale”: l’aumento dell’uso di automazione, intelligenza artificiale e sistemi informatici evoluti renderà fondamentale che il personale residuo sia qualificato e flessibile. Se il mix fra riduzione dei costi e innovazione non sarà equilibrato, la compagnia potrebbe trovarsi in squilibrio tra esigenze operative ed efficienza interna.

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