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Lovaglio: “Mps e Banco Bpm? Oggi siamo focalizzati su Mediobanca” – La strategia del Monte e il nuovo equilibrio nel sistema bancario

L’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, ha ribadito che al momento l’istituto toscano è concentrato esclusivamente sull’operazione Mediobanca, lasciando sullo sfondo le ipotesi di fusione con Banco Bpm o altri soggetti bancari. Le sue parole, pronunciate a margine di un incontro con gli investitori, chiariscono la direzione che Mps intende mantenere nei prossimi mesi: consolidare la propria posizione patrimoniale e rafforzare il profilo industriale prima di aprire qualsiasi nuovo fronte di aggregazione.


L’intervento di Lovaglio arriva in un momento cruciale per il settore creditizio italiano, dove si moltiplicano le discussioni su possibili fusioni e acquisizioni dopo i buoni risultati di bilancio registrati dal comparto nel 2024. Il ceo di Siena ha sottolineato che la priorità rimane la crescita organica, il miglioramento dell’efficienza e la valorizzazione del capitale umano. “Il Monte oggi ha una posizione patrimoniale solida, una redditività in crescita e una struttura operativa più snella”, ha spiegato, ricordando che la banca ha completato con successo la ristrutturazione avviata negli anni scorsi e può ora concentrarsi sulla redditività sostenibile.


Le dichiarazioni su Mediobanca non sono casuali. L’istituto di Piazzetta Cuccia è al centro di un processo di ridefinizione della governance e dei rapporti azionari, dopo la fase di tensione tra i principali soci e la conferma di Alberto Nagel alla guida. La possibile collaborazione tra Mediobanca e Mps si inserisce in questo quadro: non si parla di un’operazione straordinaria immediata, ma di un rafforzamento dei rapporti industriali e finanziari, in particolare nei settori della gestione patrimoniale, della consulenza finanziaria e dei servizi alle imprese.


Lovaglio ha chiarito che il Monte sta lavorando per consolidare il proprio ruolo di banca commerciale moderna, con una forte specializzazione nei segmenti di clientela retail e piccole imprese. Le sinergie con Mediobanca, secondo il management, potranno concentrarsi su prodotti di risparmio gestito, credito specializzato e partnership industriali, senza compromettere l’autonomia operativa dei due istituti. L’obiettivo è creare valore nel medio termine attraverso una rete di collaborazioni stabili, coerenti con le strategie di mercato e con gli obiettivi di solidità patrimoniale imposti dalle autorità di vigilanza.


L’attenzione dei mercati resta però rivolta al tema delle possibili aggregazioni bancarie, un nodo che il governo e il Ministero dell’Economia seguono con particolare interesse. Dopo l’uscita graduale dello Stato dal capitale del Monte, il Tesoro mantiene ancora una quota rilevante, ma l’intenzione dichiarata è quella di completare la dismissione in tempi compatibili con la stabilità del sistema. Ogni decisione futura su Mps dovrà tener conto del contesto europeo, delle linee guida della Bce e delle dinamiche interne al sistema creditizio italiano, che oggi si muove in un equilibrio delicato tra consolidamento e concorrenza.


Le parole di Lovaglio si inseriscono anche nel dibattito sul ruolo che Mps potrà giocare nel futuro assetto bancario nazionale. L’istituto, dopo anni difficili segnati da perdite, aumenti di capitale e piani di salvataggio, è tornato a produrre utili significativi e a mostrare indicatori patrimoniali in linea con i migliori standard di settore. La ricostruzione della fiducia degli investitori e dei clienti rappresenta oggi la principale priorità del management. L’amministratore delegato ha ribadito che “la banca è tornata competitiva, con una posizione di capitale che le consente di guardare al futuro con serenità”.


Le dinamiche tra Mps e Banco Bpm restano invece sullo sfondo. Le due realtà, da tempo considerate potenzialmente complementari, hanno percorso strade parallele senza avviare una vera trattativa. Lovaglio ha scelto di non alimentare speculazioni, sottolineando che l’attuale fase è dedicata al consolidamento interno e all’esecuzione del piano industriale. Anche Banco Bpm, guidato da Giuseppe Castagna, ha finora manifestato l’intenzione di mantenere indipendenza e solidità, pur rimanendo aperto a valutazioni future su scenari di sistema.


Nel frattempo, l’attenzione degli analisti si concentra sui prossimi risultati trimestrali del Monte e sulla capacità della banca di confermare il trend di crescita dei ricavi e di contenimento dei costi. La sfida è mantenere una redditività stabile in un contesto di tassi d’interesse in calo e di maggiore concorrenza sul mercato del credito. I primi indicatori sembrano incoraggianti: il margine d’interesse resta solido, la qualità del credito continua a migliorare e gli indicatori di efficienza operativa si attestano su livelli tra i migliori del sistema.


La possibile sinergia con Mediobanca, secondo alcune interpretazioni, si inserisce proprio in questa logica: rafforzare la capacità di generare ricavi diversificati, consolidare i rapporti con la clientela corporate e potenziare la presenza nei settori più redditizi. La collaborazione potrà anche contribuire a migliorare la percezione del mercato sul titolo Mps, che dopo la volatilità del 2023 ha mostrato segnali di stabilità e di recupero.


Nel complesso, le dichiarazioni di Lovaglio delineano una strategia prudente ma ambiziosa. Mps punta a crescere con le proprie forze, evitando di farsi trascinare da logiche di concentrazione che potrebbero alterare gli equilibri raggiunti. Il messaggio è chiaro: il Monte vuole consolidare il proprio rilancio, rafforzare le partnership strategiche e dimostrare di poter competere sul mercato senza dover dipendere da operazioni straordinarie. L’orizzonte è quello di una banca più efficiente, più redditizia e pronta a muoversi in autonomia, con lo sguardo rivolto a un sistema bancario che continua a evolversi tra nuove sfide e possibili alleanze.

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