Leonardo torna a correre: con il via libera tedesco per 20 nuovi Eurofighter, il rilancio del settore della difesa europea mette in moto il motore industriale italiano
- piscitellidaniel
- 8 ott
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Il panorama della difesa europea vive un momento cruciale: il comitato di bilancio del Bundestag tedesco ha approvato l’acquisto di 20 nuovi caccia Eurofighter per un valore stimato in 3,75 miliardi di euro, un passo decisivo che apre scenari favorevoli per l’industria aerospaziale europea e, in particolare, per Leonardo come player italiano chiave nel consorzio Eurofighter. È in questa congiuntura che Leonardo può trarre benefici significativi, consolidare commesse strategiche e rilanciare la propria centralità nelle catene tecnologiche nazionali e internazionali.
L’approvazione tedesca è stata salutata come un sostegno forte al programma Eurofighter nel comparto europeo, enfatizzando la volontà della Germania di rinnovare la propria flotta e di mantenere la capacità di difesa aerea a lungo termine, all’interno degli impegni NATO e delle sfide crescenti in termini di modernità tecnologica e interoperabilità. Il progetto, noto come Tranche 5, prevede che i nuovi velivoli vengano consegnati fra il 2031 e il 2034, contribuendo alla sostenibilità operativa del progetto fino al 2060.
Per Leonardo, questa decisione rappresenta una boccata d’ossigeno e un’opportunità di ritornare al centro del ciclo produttivo europeo. La firma del contratto italiano per 24 nuovi Eurofighter — già avvenuta all’interno di un programma pluriennale con NETMA — pone l’azienda italiana in una posizione di rafforzamento nel consorzio e di maggiore peso negoziale. I velivoli assegnati al nostro Paese saranno assemblati presso lo stabilimento di Caselle (Torino), che assumerà un ruolo operativo rilevante per componenti strutturali come ali e tronchi di fusoliera. Questo aspetto ribadisce non solo la rilevanza tecnologica di Leonardo, ma anche il ritorno industriale e occupazionale che grava sul sistema italiano.
Un elemento strategico della commessa è la sostituzione dei caccia Eurofighter della Tranche 1, ormai obsoleti, con modelli di ultima generazione dotati di avionica avanzata, compatibilità con sistemi d’arma più moderni (Brimstone III, Meteor), sensori migliorati e connettività potenziata. La visione è di garantire una capacità difensiva e operativa efficace per decenni, integrando la flotta nazionale in un contesto europeo e NATO sempre più interconnesso e competitivo.
Il rilancio di Leonardo passa anche attraverso la spinta per la valorizzazione delle sue divisioni elettroniche, dei sistemi di sensoristica e di guerra elettronica, dell’industria ancillare e della manutenzione integrata. Ogni nuova commessa non riguarda solamente la realizzazione dell’aeromobile, ma tutta la catena del valore che vi ruota attorno — progettazione, software, integrazione, supporto logistico, armamenti, test, manutenzione e training. Il consorzio Eurofighter è strutturato su una cooperazione stretta tra nazioni partner (Germania, Italia, Spagna, Regno Unito): ogni ordine significativo rafforza sinergie e assicura stabilità industriale.
Sul piano nazionale, l’ordine tedesco rafforza la posizione dell’Italia come membro attivo e influente del programma Eurofighter. Leonardo può utilizzare il momentum per avanzare nelle trattative future, proporre nuovi pacchetti industriali e attrarre investimenti nella difesa strategica. In parallelo, l’Italia dovrà garantire coerenza politica e finanziaria nelle sue commesse, evitando disallineamenti o ritardi che possano indebolire il proprio peso negoziale all’interno del consorzio.
In quest’ottica, il progetto di “rincorsa” di Leonardo assume un duplice significato: da un lato, beneficiare della fiducia europea ripristinata verso il programma; dall’altro, trasformare l’opportunità in acceleratore di crescita industriale, tecnologica e strategica. Ciò richiederà che Leonardo mantenga ritmo nei processi di innovazione, efficienza operativa e capacità di programmazione pluriennale, affrontando il tema delle infrastrutture di supporto, delle filiere italiane e del rafforzamento del capitale umano specializzato.
Il contesto internazionale non è neutro: le tensioni geopolitiche, la pressione militare sui confini dell’Europa, la modernizzazione degli arsenali russi e cinesi, la domanda di interoperabilità tra sistemi di difesa occidentali rendono ogni commessa di sviluppo militare un fattore di credibilità strategica. Il via libera tedesco manda al mercato un segnale di fiducia: l’industria della difesa resta un pilastro centrale della sovranità strategica europea e dell’autonomia tecnologica.
Parallelamente, le sfide non mancano. Le procedure parlamentari tedesche dovranno tradursi in atti esecutivi, i tempi di consegna e collaudo saranno stretti e i costi suscettibili di oscillazioni (componenti elettronici, logistica, inflazione). Leonardo dovrà dimostrare che può contribuire attivamente alla catena europea rispettando standard, scadenze e qualità. Le aspettative sono alte, e il margine per errori è ridotto.
Il movimento “Leonardo torna a correre” non è quindi solo una metafora: è una concreta rivalutazione industriale, una riconquista di spazio nell’agenda europea della difesa e una riaffermazione del peso dell’industria italiana nei programmi strategici continentali. I prossimi mesi saranno quelli della verifica: l’azienda, il governo, il consorzio e le altre nazioni coinvolte dovranno trasformare questa occasione in risultati tangibili.

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