La nuova stagione televisiva parte in calo: difficoltà per i telegiornali e prime serate in sofferenza
- piscitellidaniel
- 23 set
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La stagione televisiva è iniziata con numeri inferiori alle attese, confermando un trend che ormai da alcuni anni mette in evidenza la difficoltà dei canali generalisti a mantenere gli stessi livelli di ascolto del passato. I primi dati relativi alle nuove programmazioni segnalano un avvio in rosso, sia per i telegiornali sia per i palinsesti di intrattenimento. Un fenomeno che non riguarda un singolo broadcaster, ma che interessa l’intero panorama televisivo, stretto tra la concorrenza delle piattaforme digitali e i cambiamenti nelle abitudini del pubblico.
I telegiornali, che per decenni sono stati la colonna portante della televisione italiana, registrano un calo progressivo delle audience. Se da un lato rimangono tra i programmi più seguiti in termini assoluti, dall’altro la perdita di spettatori, soprattutto nelle fasce più giovani, diventa sempre più marcata. In particolare, l’erosione riguarda i TG delle reti ammiraglie, tradizionalmente punto di riferimento per milioni di famiglie. Le rilevazioni Auditel mostrano un ridimensionamento degli ascolti serali rispetto agli anni precedenti, con flessioni anche a due cifre in alcuni casi.
La frammentazione delle fonti di informazione rappresenta uno degli elementi principali di questa tendenza. I cittadini accedono sempre più spesso alle notizie attraverso smartphone, social network e piattaforme online, riducendo il ruolo centrale che un tempo avevano i telegiornali. A ciò si aggiunge la crescente diffidenza di parte del pubblico verso i media tradizionali, percepiti talvolta come meno tempestivi o meno capaci di approfondire temi complessi. Nonostante ciò, i TG restano prodotti centrali per l’identità delle reti, e le redazioni sono chiamate a ripensare linguaggi, format e strategie di diffusione.
Le difficoltà non riguardano solo l’informazione. Anche le prime serate delle principali reti generaliste faticano a imporsi, con esordi sottotono per diversi programmi di intrattenimento. Le fiction, che da sempre rappresentano un pilastro dell’offerta, hanno segnato debutti con ascolti inferiori alle aspettative, mentre i talk show registrano una riduzione del pubblico medio. La concorrenza delle piattaforme di streaming, con cataloghi sempre più vasti e contenuti di qualità cinematografica, esercita una pressione crescente, soprattutto sul pubblico urbano e giovane.
I dati economici confermano la complessità del momento. Gli investimenti pubblicitari, che tradizionalmente seguono le performance di ascolto, risultano in rallentamento, con le aziende che destinano quote sempre più significative del budget alle campagne digitali. Le concessionarie televisive cercano di difendere la raccolta puntando su pacchetti multipiattaforma, che uniscono la televisione tradizionale con i canali online, cercando di intercettare l’audience dispersa sul web.
Dal punto di vista editoriale, i direttori di rete e di testata si trovano a dover bilanciare la continuità dei format storici con la necessità di sperimentare linguaggi nuovi. I TG stanno introducendo sezioni più brevi e agili, rubriche dedicate ai social media e collegamenti in diretta più frequenti, nel tentativo di avvicinarsi al ritmo delle news online. Anche per l’intrattenimento si studiano nuove formule, capaci di integrare la fruizione televisiva tradizionale con contenuti aggiuntivi accessibili in streaming o on demand.
L’analisi dei target mostra che il pubblico più fedele rimane concentrato nelle fasce di età più avanzate, mentre i giovani si spostano sempre più verso contenuti digitali personalizzabili e fruibili in mobilità. Questo crea un problema strutturale per le reti, che devono garantire continuità di audience per gli inserzionisti, senza però riuscire ad attrarre le nuove generazioni con la stessa forza del passato. Alcuni esperimenti condotti in estate con format brevi, trasmessi contemporaneamente in TV e sulle piattaforme social, hanno dato segnali incoraggianti, ma non ancora sufficienti a colmare il divario.
La stagione appena iniziata sarà quindi un banco di prova importante. La sfida riguarda tanto l’informazione quanto l’intrattenimento. I telegiornali dovranno dimostrare di sapersi rinnovare per mantenere il proprio ruolo di riferimento, mentre i programmi serali saranno chiamati a reggere l’impatto della concorrenza globale, cercando di valorizzare il legame con il pubblico italiano attraverso storie, linguaggi e temi che riflettano le peculiarità culturali del Paese.

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