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La Cassazione su trasferimento e dimissioni del lavoratore

La Cassazione, con l'Ordinanza n. 10559/2026, restringe i casi in cui le dimissioni danno diritto alla indennità dopo un trasferimento.

Il caso riguarda un lavoratore spostato da Genova a Catania che aveva lasciato il lavoro ritenendo impossibile proseguire.

In passato si tendeva a considerare la grande distanza come motivo sufficiente per parlare di perdita “involontaria” dell’occupazione.

La Corte cambia approccio: non basta il disagio logistico, serve un comportamento scorretto o illegittimo del datore di lavoro.

Occorre quindi dimostrare che il trasferimento sia privo di valide ragioni o violi gli obblighi contrattuali.

Senza questo elemento, le dimissioni restano una scelta volontaria e non danno accesso all’indennità.

La decisione ridimensiona criteri come i 50 km e aumenta l’onere per il lavoratore di provare la giusta causa.

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