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L’incertezza spiegata da Greison: "Il mercato? Reagisce alle aspettative"

L'illusione dei mercati prevedibili e delle traiettorie lineari crolla davanti alla fisica dell'infinitamente piccolo. Al Festival dell'Economia di Trento, Gabriella Greison si è mossa con naturalezza in un doppio ruolo che scardina i confini tradizionali tra le discipline, unendo la precisione della fisica quantistica alle dinamiche della finanza moderna. Sul palco della Filarmonica, la scienziata e divulgatrice (con ben 14 libri pubblicati ) ha dimostrato come i mercati globali abbiano smesso da tempo di rispondere alle rigide e rassicuranti regole della matematica classica per entrare in una dimensione intrinsecamente quantistica, dove il caos e la probabilità governano gli scambi.


Il fulcro del ragionamento, al centro del suo ultimo saggio, ruota proprio attorno al concetto di incertezza: “Questa sera prenderò dei concetti comuni, li smonterò: sono frasi incentrate sulla prevedibilità. Prima del 900 anche l’universo sembrava un meccanismo perfetto poi è arrivata la realtà. In fisica si è visto che gli elettroni non seguivano traiettorie tranquille, la stessa cosa è successa anche nella finanza. Il mercato sembrava un oggetto da osservare ma in realtà non reagisce a ciò che accade ma a ciò che qualcuno pensa potrà accadere. I sistemi che sembrano più controllabili sono quelli più fragili. Se il mercato fosse prevedibile sarebbe un foglio Excel. I modelli non possono dare certezza totali. Il mercato premia chi sa muoversi  dentro l’incertezza mantenendo la coerenza.  Ogni informazione modifica il comportamento, il comportamento è autoriflessivo” ha spiegato di fronte al  suo leggio sul palco. 


La finanza tradizionale ha sempre cercato di applicare i modelli del determinismo newtoniano, convinta che a ogni azione corrisponda una reazione prevedibile e calcolabile. “La realtà economica odierna - ha osservato Greison -  si comporta invece come le particelle nel mondo subatomico, dove l'atto stesso di osservare un fenomeno ne modifica lo stato. È l'effetto osservatore trasposto nelle sale della borsa: la diffusione di un'informazione, l'analisi di un trend o le oscillazioni degli indici di fiducia non fotografano una situazione statica, ma la plasmano nel momento esatto in cui si manifestano. I mercati non si muovono più su binari netti, ma dentro una costante sovrapposizione di stati, dove un asset economico conserva contemporaneamente il potenziale di crollare o di esplodere, fino a quando un evento esterno non determina la traiettoria definitiva”.


L'intervento di Greison a Trento ha insomma evidenziato come l'incertezza non debba essere vista come un difetto del sistema da eliminare, un'anomalia di cui avere paura, ma come una condizione strutturale e naturale da comprendere. Accettare l'indeterminazione significa abbandonare l'illusione del controllo totale per dotarsi di strumenti cognitivi nuovi.




Fonte: festivaleconomia2026.it

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