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Orsini: "L'energia è una priorità, serve un mercato unico a livello europeo"

"Se il nucleare non lo vogliamo, se il fotovoltaico non lo vogliamo, se l'eolico non lo vogliamo, alla fine diventa un grande problema per i cittadini, ma soprattutto per le imprese". Dal palcoscenico del Teatro Sociale di Trento, nel panel conclusivo della ventunesima edizione del Festival dell’economia di Trento, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, lancia un appello aperto per sostenere il sistema-Paese ed evitare che l’Italia perda terreno a libello internazionale in termini di capacità produttiva e attrattività per le giovani generazioni.


“In un momento come questo serve unirsi - ha specificato. - Io credo che l'Europa oggi debba fare un esercizio molto più importante: quello di unirsi, per poter fare delle politiche economiche vere, a sostegno delle industrie e delle imprese".


Il presidente di Confindustria ha ricordato l'impatto del conflitto in Medio Oriente sui costi dell'energia, evidenziando come per le nostre imprese sia un problema, e auspicando che "il conflitto possa finire il prima possibile"."Noi non vogliamo delocalizzare le nostre industrie e deindustrializzare il nostro continente", ha quindi precisato, chiedendo unione sulla “sperimentazione per il nucleare di nuova generazione".Anche in questo caso, il tema dell’energia rimane al centro.“Leggiamo dichiarazioni, apriamo, chiudiamo, chiudiamo, apriamo, speriamo che comunque si riesca a trovare una soluzione ad Hormuz perché per noi quello dell'energia è uno dei capitoli prioritari, e non da oggi. Ne parleremo martedì nella nostra assemblea nazionale perché io credo che sia un nodo per il nostro Paese, soprattutto pensando al fatto che a noi, come europeisti convinti, serve un mercato unico europeo dell'energia”, ha affermato Orsini."Sull'automotive stiamo vendendo qualche segnale di ripresa ma il discorso è molto ampio", ha quindi detto il presidente di Confindustria. "Dobbiamo creare le condizioni - ha concluso - per realizzare qua le automobili, ma se il prezzo dell'energia è quattro o cinque volte rispetto quello della Spagna allora i produttori vanno altrove a produrre. Noi ci dobbiamo preoccupare di tutti gli stabilimenti ma non dobbiamo fare le fabbriche cacciavite. Arrivano le scatole dalla Cina e noi le assembliamo. Se si vuole costruire in Europa si devono creare le condizioni per produrre realmente".




Fonte: festivaleconomia2026.it

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