L’espansione nei Paesi Bassi di Coim: accelerare la capacità produttiva per rafforzare la presenza nei mercati del Nord Europa
- piscitellidaniel
- 1 ott
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La decisione del gruppo chimico Coim di ampliare uno stabilimento nei Paesi Bassi appare come un passaggio strategico cruciale, volto a consolidare la propria presenza nel Nord Europa e a ottimizzare la filiera logistica verso Regno Unito e Paesi del nord. L’operazione non è semplicemente un’espansione geografica, ma un rafforzamento industriale che porta con sé implicazioni operative, competitive e infrastrutturali. In questo articolo analizziamo le ragioni, le sfide e le potenzialità dell’investimento, collocandolo nel più ampio percorso evolutivo del gruppo e nel contesto dei mercati europei delle specialità chimiche.
Coim è un gruppo italiano attivo da decenni nel settore delle specialità chimiche: poliesteri, polioli, poliuretani, resine e coatings rappresentano il suo core business. Con una presenza diffusa a livello internazionale grazie a impianti produttivi e sedi commerciali, l’azienda ha puntato di recente a rafforzarsi nei Paesi Bassi attraverso l’acquisizione di Synres, azienda olandese già operante nel comparto delle resine, e la creazione di un hub produttivo locale che va ad affiancarsi allo stabilimento storico in Italia. Questa operazione consente di portare in loco parte della produzione delle gamme Isoexter (poliesteri aromatici) e Diexter (poliesteri alifatici) in modo da servire più rapidamente i mercati del Nord Europa.
L’espansione dello stabilimento nei Paesi Bassi risponde a esigenze sia logistiche sia strategiche. Da un lato consente di ridurre i costi e i tempi di spedizione verso i mercati del nord e il Regno Unito; dall’altro offre maggiore resilienza rispetto a possibili barriere commerciali, costi di transito, dazi o vincoli doganali. L’avvicinamento al mercato di sbocco è un elemento chiave in un settore dove tempi e puntualità, oltre alle caratteristiche tecniche del prodotto, fanno la differenza. Realizzare capacità produttiva direttamente nel territorio target significa alleggerire la dipendenza da lunghi collegamenti internazionali e distribuire l’efficienza operativa su nodi più strategici.
Un altro motore dell’iniziativa è la capacità di Coim di sfruttare sinergie industriali e di ricerca. Acquisendo Synres, l’azienda non solo ha integrato un know-how locale nelle resine alchidiche e acriliche, ma ha potuto pianificare investimenti per ampliare le sue gamme direttamente in Olanda, con l’obiettivo di rendere locale anche la produzione dei poliesteri di Coim, non più solo quelli “di nicchia” finora esportati da altri impianti. Questo approccio favorisce una maggiore flessibilità nel mix produttivo e la possibilità di lanciare varianti di prodotto più vicine alle richieste dei mercati: ad esempio versioni con materie prime rinnovabili o formulazioni a minore impatto ambientale, che possono essere testate e distribuite più rapidamente nei Paesi del Nord.
Naturalmente, l’espansione ha bisogno di investimenti consistenti. Non basta ingrandire uno stabilimento: occorre predisporre infrastrutture, sistemi di trattamento degli effluenti, tecnologie di automazione, impianti di controllo qualità e una logistica interna efficiente. Il layout dovrà essere progettato per minimizzare i costi energetici e garantire flessibilità nella produzione, potendo reagire a cambiamenti di domanda, oscillazioni dei costi delle materie prime e pressioni regolamentari ambientali. Dato che l’industria chimica è fortemente soggetta a standard ambientali e di sicurezza, ogni fase dell’ampliamento dovrà rispettare normative locali, autorizzazioni di emissione e gestione dei rifiuti, nonché norme europee sulle sostanze chimiche e i loro impatti.
Un altro punto critico riguarda il personale e il trasferimento del know-how. La nuova struttura richiederà figure tecniche specializzate, operatori di produzione con competenze chimiche, tecnici di manutenzione, ingegneri di processo, addetti al controllo qualità e figure per la gestione operativa. Coim dovrà garantire che il capitale umano locale sia formato secondo gli standard del gruppo, adottando politiche di formazione, trasferimento tecnologico e, probabilmente, mobilità interna tra gli stabilimenti. La presenza di una filiale locale (Synres) già attiva può facilitare il reclutamento e l’integrazione delle competenze, ma il passaggio a produzioni più complesse e specifiche richiede un’organizzazione agile.
La struttura distributiva esterna dovrà essere ripensata: dallo stabilimento olandese partiranno flussi di traffico verso il Regno Unito e i paesi nordici, con la necessità di pianificare rotte di trasporto efficienti, contratti logistici affidabili, magazzini regionali e scorte buffer. La programmazione dovrà bilanciare tempi di consegna, costi di stoccaggio e necessità di risposta rapida alle richieste del mercato. In questo contesto, una buona strategia di gestione dei materiali e delle scorte diventa cruciale, per evitare disallineamenti tra produzione e distribuzione.
L’effetto competitivo che Coim può attivare con questa operazione è significativo. Nel settore delle specialità chimiche, dove differenziazione di prodotto, costanza delle prestazioni e costi logistici incidono sensibilmente sui margini, avere una capacità produttiva nei Paesi target può essere determinante per conquistare quote di mercato, soprattutto in relazione ai competitor internazionali che già operano localmente. Inoltre, la vicinanza ai clienti finali consente un servizio più rapido, minori costi di trasporto e una maggiore possibilità di personalizzare l’offerta in funzione delle esigenze specifiche dei mercati locali.
Dal punto di vista del rischio, l’espansione internazionale comporta sfide legate alla gestione cross-culturale, ai costi di coordinamento tra le sedi, alla compatibilità tecnologica e al rispetto delle normative ambientali di due paesi (Italia e Paesi Bassi). Il gruppo dovrà gestire la coerente armonizzazione di procedure, controllo qualità e standard industriali, mantenendo uniformità tra gli stabilimenti anche in un contesto geografico differente. Inoltre, oscillazioni nelle materie prime, cambi valutari, costi energetici locali e politiche ambientali dei Paesi Bassi possono influenzare i costi operativi e i profitti attesi.
Un’altra componente che acquisisce centralità è la sostenibilità e l’impronta ambientale. Coim è già impegnata a rendere più “green” i propri processi, con politiche di efficientamento energetico, uso di fonti rinnovabili e riduzione delle emissioni lungo tutta la filiera. L’ampliamento olandese deve essere coerente con questo percorso, integrando soluzioni per il recupero energetico, sistemi di depurazione delle acque, riduzione degli scarichi e monitoraggio ambientale continuo. Ogni nuova unità produttiva chiaramente è soggetta a vincoli regolatori ambientali più stringenti, e dovrà essere progettata con criteri di efficienza e sostenibilità fin dall’origine.
Infine, bisogna considerare il contesto macroeconomico e geopolitico in cui si inserisce questa strategia. Il Nord Europa e il Regno Unito rappresentano mercati in cui la domanda di prodotti chimici di alta qualità – specialmente quelli usati in isolanti, coatings, compositi – è influenzata da politiche ambientali, incentivi alla decarbonizzazione e piani di efficienza energetica. Coim può sfruttare questa finestra per posizionarsi come fornitore affidabile di soluzioni che coniugano prestazioni e sostenibilità, e l’hub locale può essere un fattore di differenziazione rispetto a fornitori che operano solo da paesi più distanti.
In sintesi, l’ampliamento dello stabilimento olandese da parte di Coim riflette una strategia industriale articolata: non è semplicemente un aumento di capacità, ma un’accelerazione verso l’integrazione logistica, la personalizzazione del servizio, il rafforzamento competitivo nei mercati nord-europei e la risposta tempestiva alle dinamiche del settore chimico specializzato. Il successo dell’impresa dipenderà da quanto bene sarà gestita la sincronizzazione tra produzione, normativa, persone e logistica, nonché dalla capacità di far dialogare le sedi distanti in un modello operativo coeso e innovativo.

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