Il Politecnico di Torino sbarca a Kyoto con l’Hub giapponese: verso una partnership rafforzata con il Giappone
- piscitellidaniel
- 30 set
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Il Politecnico di Torino ha mosso un passo decisivo nell’ambito della sua strategia internazionale: ha inaugurato a Kyoto il Japan Hub “PoliTo”, un’antenna stabile in Giappone che da oggi assume il compito di consolidare e rilanciare le relazioni accademiche, industriali e culturali del suo network in Estremo Oriente. Si tratta del primo ateneo italiano a dotarsi di una sede autonoma in Giappone, scelta che riflette non solo l’intenzione di rafforzare la collaborazione con il Paese del Sol Levante, ma anche la volontà di trasformare questo legame in un asset strategico per l’innovazione, la ricerca e le opportunità imprenditoriali. Il Japan Hub assume il ruolo di centro operativo per far dialogare il mondo torinese (accademico, industriale, culturale) con i contesti nipponici, e diventa fulcro per nuovi progetti di lungo termine nel panorama Asia-Italia.
L’istituzione del Japan Hub non nasce dal nulla, ma si inserisce in un percorso di trent’anni di scambi, accordi e collaborazioni tra il Politecnico e numerose università giapponesi: già negli ultimi anni l’Ateneo torinese ha mantenuto più di venti accordi con istituzioni accademiche giapponesi, generando progettualità congiunte (inclusi dottorati, ricerche congiunte e trasferimento tecnologico) per importi significativi e coinvolgendo decine di ricercatori, docenti e staff tecnico-amministrativo. La scelta di Kyoto, con la sua memoria storica nel Giappone culturale e accademico, si è rivelata particolarmente adatta per agire come nodo tra la rete universitaria giapponese e quella italiana.
La mappa operativa del Japan Hub prevede una serie di funzioni articolate. Innanzitutto, il coordinamento e la promozione di attività congiunte di didattica e ricerca con università giapponesi. L’Hub diventerà punto di riferimento per programmi di doppio titolo, dottorati congiunti e la mobilità internazionale di studenti e docenti. In secondo luogo, funzioni legate alla terza missione dell’Ateneo: favorire iniziative di trasferimento tecnologico, collaborazioni industriali e progetti con enti giapponesi. Il Japan Hub agisce quindi come ponte tra la dimensione accademica e quella imprenditoriale, con l’obiettivo di stimolare sinergie fra imprese italiane e nipponiche, start-up, incubatori e istituzioni locali. Infine, l’Hub produce “position paper”, studi congiunti e concept progettuali su temi strategici che interessano entrambi i paesi — dalla gestione del rischio ambientale all’economia circolare, dalla rigenerazione urbana alle tecnologie per la salute.
La scelta di Kyoto non è casuale: la città è al centro di una forte vocazione accademica nella macro-regione del Kansai, ospita decine di università pubbliche e private e gode di posizionamento geografico favorevole rispetto a Tokyo e Osaka, facilitando l’allacciamento delle collaborazioni su scala nazionale. Il Japan Hub è diretto da un professore locale (Giuseppe Pezzotti), figura che vive in Giappone da molti anni, e una direzione scientifica (affidata al professor Michele Bonino), mentre un Board di circa quindici docenti esperti nei rapporti con il Giappone coordinerà le attività e le priorità.
Uno degli sviluppi più concreti è l’avvio di una cooperazione ufficiale con il Tokyo Institute of Technology (Tokyo Tech): in una giornata dedicata a Tokyo, il Politecnico ha incontrato rappresentanti dell’istituto giapponese per discutere un protocollo d’intesa che includa ricerca congiunta, trasferimento tecnologico e potenziali dottorati condivisi. In particolare, è stato organizzato un workshop congiunto sul tema della robotica, con applicazioni nei campi della salute, agricoltura, monitoraggio ambientale, interazione uomo-macchina e tecnologie per il soccorso, mettendo in evidenza l’interesse reciproco verso gli obiettivi dell’Agenda 2030 legati all’innovazione sostenibile.
Le relazioni attivate includono anche collaborazioni con università giapponesi quali Kyoto Institute of Technology, Kansai Medical University e Kobe Design University. Con il Kyoto Institute of Technology, ad esempio, è già attivo un progetto di doppio titolo magistrale, che consente agli studenti di seguire percorsi integrati tra Torino e Giappone. Il Politecnico ha anche siglato un accordo quinquennale con la Kobe Design University, orientato non solo a discipline progettuali, ma anche all’innovazione tecnologica e alla mobilità internazionale. Con la Kansai Medical University è previsto un dottorato congiunto in ambito bioingegneristico, che unisce competenze italiane in ingegneria e quelle mediche giapponesi.
Dal punto di vista industriale, il Japan Hub si caratterizza come un facilitatore: mette a disposizione competenze del Politecnico per attività di consulenza, sviluppo tecnologico, collegamenti imprenditoriali e incubazione di progetti italo-giapponesi. L’Hub si propone come nodo che supporta le imprese italiane nel dialogo con il mercato giapponese, offrendo una “base operativa” sul posto, contatti locali e un ponte istituzionale e culturale. In questo senso, la sede giapponese può accompagnare imprese italiane che vogliano inserirsi nei mercati asiatici con ricerca, innovazione e progetti con partner locali.
Il progetto è emerso a valle di una missione iniziale condotta dal Politecnico a Tokyo, Kyoto, Osaka e Kobe, con incontri con partner strategici, ambasciata italiana, consoli e istituzioni locali, per verificare potenzialità e modalità operative. Il progetto Japan Hub era stato approvato dal Consiglio di Amministrazione del Politecnico e successivamente presentato ufficialmente, in una fase di pianificazione che ha coinvolto figure strategiche per la gestione internazionale.
Sul piano simbolico e strategico, l’iniziativa rappresenta un salto di qualità per l’internazionalizzazione del Politecnico: dotarsi di un ufficio stabile „in loco“ in Giappone è un segnale forte di committenza e impegno sul lungo periodo, oltre che una risposta concreta alle sfide globali della ricerca e dell’innovazione. Mette il Politecnico torinese in condizione di interagire con maggior efficacia con attori istituzionali, università e imprese giapponesi, non da remoto, ma con presenza strutturata.
In prospettiva, il Japan Hub potrebbe stimolare ricadute rilevanti anche sul territorio piemontese: imprese locali potranno accedere a relazioni e progetti in Giappone con maggiore facilità, start-up torinesi potranno proiettarsi nel mercato giapponese con un “punto di riferimento” sul posto, e studenti e ricercatori potranno beneficiare di opportunità di mobilità integrata. In definitiva, la sede giapponese rafforza l’identità internazionalizzata del Politecnico e ne amplia le capacità relazionali in un’area del mondo strategica per tecnologia, innovazione e sostenibilità.

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