Il Passante di Bologna al palo: tra responsabilità incrociate e costi lievitati
Il progetto del Passante di Bologna, concepito per alleviare la congestione del traffico nel nodo autostradale e tangenziale della città, è attualmente in una fase di stallo. Nonostante decenni di discussioni e pianificazioni, i cantieri previsti non sono ancora stati avviati, con un rimpallo di responsabilità tra Autostrade per l'Italia (Aspi) e il Governo.
Un'opera strategica bloccata
Il Passante di Mezzo, progettato per ampliare la tangenziale e l'autostrada A14 nel tratto bolognese, è considerato un'infrastruttura cruciale per l'intero Paese. Come sottolineato da Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia area Centro, l'opera rappresenta un collegamento strategico per l'Italia, attraversando sia l'asse Nord-Sud che Est-Ovest. Tuttavia, dopo trent'anni di vicissitudini, il progetto è fermo, con un rimpallo di responsabilità tra Aspi e il Governo.
Lievitazione dei costi e impasse finanziaria
Presentato nel 2022 con un budget iniziale di 1,5 miliardi di euro, il costo del Passante è salito a 2,3 miliardi includendo le opere complementari, per poi raggiungere i 3 miliardi in due anni, a causa dell'aumento dei prezzi delle materie prime e di complicazioni burocratiche. Questo incremento ha generato un'impasse finanziaria, con il Ministero delle Infrastrutture che attribuisce la responsabilità dello stallo ad Aspi, accusata di "parlare troppo e fare poco", mentre la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Bologna puntano il dito contro il Governo per la mancata garanzia delle coperture finanziarie necessarie.
La questione delle concessioni autostradali
Al centro della questione vi è il rinnovo delle concessioni autostradali e il Piano economico-finanziario di Aspi, che prevede investimenti per 36 miliardi di euro, includendo il Passante di Bologna e la Gronda di Genova. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze deve ancora approvare definitivamente il piano, lasciando in sospeso l'avvio dei lavori.
Pressioni politiche e istituzionali
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, ha incontrato il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, per discutere dello sblocco delle opere, ribadendo l'importanza strategica del Passante per la regione e il Paese. Tuttavia, i cantieri preparatori avviati nel marzo 2023 sono fermi, principalmente a causa dell'aumento dei costi lamentato da Aspi.
Dibattito pubblico e alternative proposte
Il dibattito pubblico sul Passante è acceso. Galeazzo Bignami, deputato di Fratelli d'Italia, ha espresso dubbi sulla realizzazione dell'opera nella sua forma attuale, proponendo invece la costruzione di un Passante Sud. Questa posizione è stata criticata dal presidente De Pascale e dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, i quali sostengono che ripartire da zero con un nuovo progetto comporterebbe ulteriori ritardi e incertezze.
Impatto economico e sociale dello stallo
Il ritardo nella realizzazione del Passante ha ripercussioni significative sull'economia locale e nazionale. La congestione del traffico nel nodo bolognese causa perdite economiche e disagi per cittadini e imprese. Le associazioni imprenditoriali sottolineano l'urgenza di sbloccare l'opera per migliorare la competitività del territorio e attrarre investimenti.





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