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Il mercato auto in Italia rallenta ancora: ad agosto -2,68%, ma cresce il comparto dell’usato e Stellantis mostra segnali di ripresa

Ad agosto il mercato automobilistico italiano ha registrato un nuovo calo, con un arretramento delle immatricolazioni pari al 2,68% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un dato che segna una battuta d’arresto dopo diversi mesi di leggera crescita e conferma le difficoltà strutturali che stanno attraversando il comparto, tra incertezze economiche, transizione ecologica e mutamenti nelle abitudini dei consumatori. Parallelamente, si segnala una netta ripresa del mercato dell’usato, che conferma l’interesse crescente degli italiani verso soluzioni più economiche e immediate.


Secondo i dati elaborati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese di agosto sono state immatricolate poco meno di 80mila auto nuove, contro le oltre 82mila dello stesso mese del 2024. Il calo percentuale, contenuto ma significativo, si inserisce in un contesto di rallentamento generale della domanda, già evidente nei mesi estivi, complice anche l’effetto stagionale e la crescente attesa degli incentivi futuri legati alla mobilità elettrica.


Uno dei fattori principali che influenzano questa flessione è rappresentato dal clima di incertezza economica, alimentato dall’inflazione ancora elevata, dal rialzo dei tassi d’interesse e da un generale rallentamento della crescita del reddito disponibile. In questo scenario, molte famiglie rinviano l’acquisto di un’auto nuova, preferendo rimandare la spesa o orientarsi verso il mercato dell’usato, che offre veicoli più accessibili con tempi di consegna immediati.


Proprio il mercato delle auto usate ha fatto segnare ad agosto una crescita sostenuta, con un aumento a doppia cifra nelle transazioni. Secondo le associazioni di categoria, le vendite di veicoli di seconda mano hanno beneficiato non solo del rallentamento delle immatricolazioni nuove, ma anche di una maggiore disponibilità di modelli recenti, spesso provenienti da flotte aziendali o da leasing restituiti anticipatamente. L’usato continua dunque a rappresentare una valvola di sfogo importante per il settore, soprattutto in un momento di transizione come quello attuale.


Un altro dato significativo riguarda il gruppo Stellantis, che ad agosto ha mostrato segnali di ripresa dopo mesi complicati. Il colosso italo-franco-americano ha registrato una crescita delle immatricolazioni nel mercato nazionale, trainata in particolare dai brand Fiat e Jeep. Fiat Panda si conferma ancora una volta il modello più venduto in Italia, ma si segnala anche una buona performance della 500e, versione elettrica della storica utilitaria, segno di un timido interesse verso la mobilità a zero emissioni.


Stellantis ha anche beneficiato della strategia di rafforzamento della rete commerciale e di una politica di sconti mirati su alcuni modelli di fascia media, in grado di attrarre una clientela sempre più attenta al rapporto qualità/prezzo. Resta comunque ampio il divario rispetto ai livelli pre-pandemia, e la casa automobilistica è ancora lontana dai numeri che ne avevano fatto un punto di riferimento assoluto nel mercato italiano.


Per quanto riguarda gli altri costruttori, Volkswagen mantiene una quota stabile, con un portafoglio prodotti che spazia dalle city car alle vetture full hybrid e plug-in, ma è Renault a sorprendere con una crescita robusta, sostenuta dal buon andamento della Captur e della Megane E-Tech. Hyundai e Kia continuano a consolidare la loro presenza, anche grazie a una gamma elettrificata sempre più ampia e a un posizionamento competitivo sui prezzi.


Dal punto di vista della motorizzazione, il mercato italiano continua a essere dominato dal benzina, seppur con un progressivo ridimensionamento della quota. Il diesel mantiene un suo spazio soprattutto tra le vetture di segmento C e D, mentre cresce ancora, anche se lentamente, la quota delle auto ibride. Le elettriche pure restano una nicchia, nonostante i proclami sulla transizione green. Il loro peso sul totale delle immatricolazioni è ancora inferiore al 4%, frenato da costi elevati, infrastrutture di ricarica insufficienti e un’offerta percepita come non ancora competitiva.


In questo scenario, il governo è atteso a breve con nuove misure di sostegno al comparto, a partire da una revisione degli incentivi per la rottamazione e l’acquisto di veicoli a basse emissioni. Le associazioni di settore chiedono interventi più incisivi, un piano infrastrutturale coordinato e un supporto alla riconversione industriale, soprattutto per le filiere della componentistica che rischiano di subire l’impatto più duro della transizione ecologica.


Il mese di agosto si chiude dunque con un segnale d’allarme per il mercato dell’auto, che resta in una fase di profonda trasformazione. La debolezza della domanda interna, unita alla pressione derivante dalle normative ambientali europee, impone al settore un ripensamento delle strategie commerciali e produttive. Il rimbalzo dell’usato e la tenuta di alcuni marchi sono segnali positivi, ma il quadro complessivo resta fragile e condizionato da fattori esterni difficilmente controllabili.

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