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Hermès cresce del 5% nel terzo trimestre: ricavi a 3,88 miliardi e conferma degli obiettivi 2025, il lusso francese consolida la sua forza

22 ott 2025
Tempo di lettura: 4 min

Il gruppo Hermès ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con ricavi in crescita del 5% su base annua, raggiungendo i 3,88 miliardi di euro, e ha confermato gli obiettivi di medio termine per il 2025. In un contesto globale di rallentamento del lusso, segnato dalle difficoltà di marchi come Kering e LVMH, la maison parigina ha dimostrato ancora una volta la solidità del suo modello di business, fondato sull’esclusività, sulla produzione artigianale e su una gestione rigorosa della distribuzione. I risultati confermano Hermès come il gruppo più resiliente del settore, capace di mantenere margini elevati e una domanda stabile anche nei momenti di incertezza economica.


La crescita, seppur più contenuta rispetto ai ritmi straordinari degli ultimi anni, evidenzia la capacità dell’azienda di mantenere il proprio posizionamento nel segmento del lusso assoluto. Il risultato è stato trainato soprattutto dalle performance positive delle divisioni pelletteria e prêt-à-porter, che continuano a rappresentare il cuore del marchio. La pelletteria, in particolare, ha registrato un aumento dei ricavi superiore alla media del gruppo, grazie alla forte domanda per le iconiche borse Birkin e Kelly, che restano prodotti di culto e simbolo di artigianalità senza tempo.


Dal punto di vista geografico, Hermès ha mostrato una tenuta complessiva in quasi tutte le aree di mercato, con una crescita sostenuta in Europa e negli Stati Uniti, dove la domanda di beni di lusso continua a mantenersi vivace. In Asia, invece, la situazione appare più complessa: la Cina, pur restando un mercato strategico, ha registrato un rallentamento a causa della diminuzione dei flussi turistici e di un clima di incertezza economica interna. Tuttavia, la maison è riuscita a compensare la flessione con l’espansione in altre aree asiatiche, in particolare Corea del Sud e Sud-est asiatico, dove l’interesse per i marchi di alta gamma resta forte.


Axel Dumas, presidente esecutivo di Hermès e discendente diretto della famiglia fondatrice, ha espresso soddisfazione per i risultati, sottolineando come il modello di crescita dell’azienda resti basato su valori di lungo periodo e non su obiettivi trimestrali. “La solidità dei nostri risultati conferma la validità di una strategia che privilegia la qualità, la continuità e l’artigianato d’eccellenza”, ha dichiarato. Dumas ha ribadito che Hermès non intende modificare la propria filosofia di produzione limitata e di controllo rigoroso della distribuzione, considerati elementi essenziali per mantenere l’esclusività del marchio e preservarne il valore nel tempo.


Nel corso del trimestre, Hermès ha continuato a investire nel potenziamento della capacità produttiva, con l’apertura di nuovi laboratori artigianali in Francia. Questi stabilimenti, dedicati principalmente alla lavorazione della pelle, consentiranno al gruppo di aumentare la produzione mantenendo gli standard qualitativi che hanno reso celebre il marchio nel mondo. Il piano industriale prevede la creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro, con un’attenzione particolare alla formazione delle maestranze e alla trasmissione del savoir-faire artigiano. L’azienda ha ribadito che il suo successo non si misura soltanto in termini finanziari, ma anche nella capacità di preservare una filiera sostenibile e di valorizzare il capitale umano.


Un contributo rilevante alla crescita è arrivato anche dal settore prêt-à-porter e accessori, che ha registrato risultati positivi grazie alle nuove collezioni firmate da Nadège Vanhee-Cybulski, direttrice creativa della linea femminile, e da Véronique Nichanian per la linea maschile. Le collezioni continuano a incarnare lo stile sobrio, elegante e senza tempo tipico della maison, rafforzando il posizionamento del brand tra le fasce più alte del mercato. Anche il segmento gioielleria e orologeria ha mostrato segnali di espansione, beneficiando della crescente domanda di prodotti artigianali unici e della strategia di distribuzione selettiva adottata negli ultimi anni.


Sul fronte retail, Hermès ha proseguito la sua politica di controllo diretto dei punti vendita, evitando strategie di espansione massiccia e privilegiando invece il rafforzamento dei flagship store nelle principali capitali del lusso. Nel corso del trimestre sono stati inaugurati nuovi spazi a New York, Shanghai e Parigi, concepiti non solo come boutique ma come luoghi esperienziali in cui il cliente può entrare in contatto diretto con l’universo artigianale del marchio. Questa scelta, unita alla decisione di non partecipare a piattaforme di e-commerce generaliste, ha consentito al gruppo di preservare l’aura di esclusività e di mantenere un rapporto diretto con la clientela più fidelizzata.


Dal punto di vista finanziario, la redditività del gruppo resta ai massimi livelli del settore. Gli analisti stimano un margine operativo superiore al 40%, grazie alla combinazione di alta marginalità dei prodotti e di una gestione efficiente dei costi. Hermès beneficia inoltre di una solidità patrimoniale eccezionale, con una posizione finanziaria netta positiva e un indebitamento pressoché nullo. Questo consente al gruppo di finanziare autonomamente gli investimenti e di mantenere una politica di dividendi costante, rafforzando ulteriormente la fiducia degli investitori.


Gli obiettivi per il 2025, confermati nel comunicato ufficiale, puntano a una crescita organica a medio termine “ambiziosa ma sostenibile”, basata su tre pilastri fondamentali: sviluppo internazionale, innovazione responsabile e valorizzazione del capitale umano. Il gruppo prevede di ampliare la propria presenza in mercati emergenti ad alto potenziale, continuando a investire nella digitalizzazione e nella sostenibilità ambientale. In particolare, Hermès intende ridurre ulteriormente l’impatto ecologico delle proprie produzioni, con progetti dedicati al riciclo dei materiali e al miglioramento dell’efficienza energetica degli stabilimenti.


Nonostante il contesto economico globale incerto, segnato da inflazione e tensioni geopolitiche, Hermès continua a rappresentare un modello di stabilità per l’intero comparto del lusso. La capacità del gruppo di mantenere un ritmo di crescita costante senza ricorrere a sconti o strategie di marketing aggressive testimonia la forza del brand e la fedeltà di una clientela disposta ad attendere mesi per un prodotto esclusivo. Gli analisti sottolineano che la coerenza strategica di Hermès costituisce la sua principale arma competitiva: un modello fondato sul controllo totale della filiera, sull’artigianato come valore identitario e su una crescita misurata ma costante nel tempo.


In un panorama in cui molti concorrenti devono affrontare l’altalena della domanda e l’incertezza dei mercati asiatici, Hermès si conferma una realtà capace di resistere alle turbolenze del settore, mantenendo saldo il proprio equilibrio tra tradizione e modernità. I risultati del terzo trimestre consolidano la posizione della maison parigina come emblema del lusso sostenibile, dimostrando che la combinazione di qualità, artigianato e strategia di lungo periodo continua a essere la formula vincente nel mercato globale del lusso.

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