Hazelnut Agronomy Program: la risposta di Ferrero alla crisi della nocciola italiana
- piscitellidaniel
- 15 ott
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Il comparto corilicolo italiano attraversa una fase di forte criticità, segnata da cali produttivi, squilibri di mercato e condizioni climatiche avverse che mettono in difficoltà migliaia di produttori. La riduzione dei raccolti, le fitopatie, i costi crescenti di gestione e la concorrenza estera hanno determinato una situazione di vulnerabilità strutturale per un settore che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy agroalimentare. In questo contesto, Ferrero ha scelto di intervenire in modo diretto con un progetto innovativo destinato a rafforzare le competenze agronomiche e a favorire la sostenibilità produttiva: l’Hazelnut Agronomy Program, una scuola tecnica nata per rilanciare la cultura professionale del nocciolo e costruire una nuova generazione di esperti in grado di rispondere alle sfide del mercato globale.
Il programma è stato sviluppato dalla Ferrero Hazelnut Company in collaborazione con istituzioni scientifiche e professionali e si articola in un percorso formativo di otto mesi che combina moduli teorici e attività pratiche in campo. È rivolto ad agronomi, tecnici, giovani laureati e operatori della filiera corilicola con l’obiettivo di migliorare la gestione agronomica, la qualità della produzione e la capacità di innovazione. Il metodo formativo si basa sul principio del Challenge-Based Learning, che prevede la risoluzione di problemi concreti legati alla gestione del noccioleto, alla sostenibilità delle coltivazioni e alla competitività delle imprese agricole. L’iniziativa non si limita a fornire nozioni, ma promuove un approccio operativo che stimola la collaborazione tra ricerca, impresa e territorio.
Il progetto rappresenta una delle componenti di una strategia più ampia che Ferrero sta portando avanti per sostenere la filiera della nocciola italiana. Da anni l’azienda investe nel potenziamento delle competenze tecniche, nella diffusione di pratiche agricole sostenibili e nella creazione di una rete di supporto per gli agricoltori. L’obiettivo è rafforzare la resilienza delle produzioni nazionali in un contesto in cui i cambiamenti climatici e la volatilità dei prezzi rendono sempre più complessa la gestione delle colture. Le aree coinvolte dal programma comprendono le principali zone di produzione del Paese, dal Piemonte al Lazio, dalla Campania all’Umbria, territori che custodiscono varietà di altissimo pregio e un know-how che rischierebbe di indebolirsi senza adeguato supporto tecnico e scientifico.
L’iniziativa di Ferrero risponde a una duplice esigenza: garantire un approvvigionamento stabile di nocciole di qualità e allo stesso tempo assicurare agli agricoltori strumenti per migliorare la produttività e la redditività. L’azienda, che utilizza questa materia prima in gran parte dei propri prodotti, ha interesse a costruire un modello di filiera sostenibile e tracciabile, fondato su relazioni durature con i produttori locali. L’Hazelnut Agronomy Program si inserisce dunque in una visione di lungo periodo, che mira a consolidare la base produttiva italiana, valorizzando le competenze e promuovendo una maggiore professionalità del settore.
Il contesto produttivo nazionale evidenzia criticità sempre più marcate. La cascola precoce e le anomalie meteorologiche hanno compromesso la resa in molte regioni, con riduzioni anche superiori al cinquanta per cento in alcune aree. A questo si aggiunge la pressione dei mercati internazionali, dove la Turchia continua a detenere la leadership mondiale con volumi di produzione nettamente superiori. L’Italia, pur essendo seconda a livello globale, fatica a mantenere la competitività a causa dei costi di produzione più alti e della frammentazione della filiera. La risposta deve passare attraverso una gestione moderna del noccioleto, l’introduzione di tecnologie di precisione, l’irrigazione efficiente e la lotta integrata contro parassiti e malattie.
Ferrero ha deciso di investire nella formazione come leva principale per superare questi limiti, promuovendo un modello di sviluppo che unisce innovazione e sostenibilità. L’Hazelnut Agronomy Program punta a creare un ecosistema di competenze che coinvolge agricoltori, tecnici, università e istituzioni. I partecipanti lavorano su casi pratici e propongono soluzioni applicabili alle diverse realtà produttive. Tra i temi centrali figurano la gestione del suolo, l’uso efficiente delle risorse idriche, la biodiversità, la meccanizzazione e la valutazione della qualità del raccolto. Il programma incoraggia inoltre la creazione di reti territoriali in grado di condividere conoscenze e pratiche virtuose.
La formazione agronomica rappresenta anche una risposta alla crescente domanda di sostenibilità. Le nuove direttive europee impongono obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale e promuovono una gestione responsabile delle risorse naturali. L’iniziativa di Ferrero si muove in questa direzione, incoraggiando l’adozione di pratiche a basso impatto, l’uso di tecnologie digitali per il monitoraggio delle colture e la tracciabilità della produzione. Ogni fase del ciclo produttivo viene analizzata in ottica di efficienza e qualità, favorendo un approccio integrato che tiene insieme economia, ambiente e società.
Il rilancio della nocciola italiana dipende dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione. L’esperienza produttiva accumulata in decenni di coltivazione rappresenta un patrimonio inestimabile, ma solo attraverso la ricerca scientifica e la formazione professionale sarà possibile garantire la sopravvivenza economica delle aziende agricole e la competitività sui mercati internazionali. L’Hazelnut Agronomy Program nasce come strumento concreto di questa transizione, ponendo al centro le persone e le competenze, per costruire una filiera capace di affrontare le sfide future e di restituire valore a un prodotto simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana.

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