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Glencore e il Progetto Litio a Portovesme: Investimento da 400 Milioni di Euro tra Opportunità e Sfide

La multinazionale anglo-svizzera Glencore, attraverso la sua controllata Portovesme S.r.l., ha delineato un ambizioso piano per trasformare lo stabilimento di Portovesme, situato nel Sulcis, in un hub europeo per il riciclo e la produzione di materiali critici destinati alle batterie per veicoli elettrici. L'investimento previsto, che supera i 400 milioni di euro, mira a posizionare l'Italia come leader nel settore emergente delle energie rinnovabili e della mobilità sostenibile.​


Il Progetto nel Dettaglio

L'iniziativa prevede la realizzazione di un impianto per il trattamento della "black mass", un materiale ottenuto dal riciclo delle batterie agli ioni di litio esauste. Attraverso processi idrometallurgici avanzati, l'impianto sarà in grado di recuperare metalli preziosi come litio, nichel e cobalto, fondamentali per la produzione di nuove batterie. La capacità produttiva stimata dell'hub sarà compresa tra 50.000 e 70.000 tonnellate di black mass all'anno, equivalenti a circa 36 GWh di capacità energetica, sufficienti per alimentare circa 600.000 veicoli elettrici.


Collaborazioni Strategiche

Per la realizzazione di questo progetto, Glencore ha avviato una partnership con Li-Cycle, azienda canadese leader nel settore del riciclo delle batterie agli ioni di litio. Questa collaborazione mira a combinare l'esperienza di Glencore nel settore metallurgico con le tecnologie innovative di Li-Cycle nel recupero dei materiali, garantendo così un processo efficiente e sostenibile. ​


Iter Autorizzativo e Ostacoli Burocratici

Nonostante le potenzialità del progetto, l'iter autorizzativo ha incontrato alcune difficoltà. La Regione Sardegna ha deciso di sottoporre il progetto a una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) completa, decisione che potrebbe causare ritardi significativi nella realizzazione dell'impianto. Glencore ha espresso preoccupazione riguardo a questi possibili ritardi, sottolineando che potrebbero compromettere la fattibilità dell'investimento in Italia. In risposta, Confindustria Sardegna Meridionale ha definito "incomprensibile" la decisione della Regione, evidenziando come essa possa mettere a rischio un'opportunità strategica per l'intera area. 


Reazioni delle Parti Sociali e delle Istituzioni

La situazione ha suscitato l'attenzione delle parti sociali e delle istituzioni nazionali. I sindacati hanno manifestato preoccupazione per le possibili ricadute occupazionali derivanti da un eventuale abbandono del progetto da parte di Glencore. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha convocato incontri con le parti coinvolte per discutere delle criticità legate al progetto e individuare soluzioni che possano garantire la sua realizzazione nei tempi previsti.


Importanza Strategica del Progetto

La realizzazione dell'hub di Portovesme rappresenta un passo fondamentale per l'Italia e l'Europa nella riduzione della dipendenza dalle importazioni di materie prime critiche, attualmente dominate da paesi extraeuropei. Inoltre, il progetto si inserisce nel contesto delle politiche europee volte a promuovere l'economia circolare e la sostenibilità ambientale, contribuendo alla creazione di una filiera europea delle batterie più resiliente e autonoma. ​


Prospettive Future

Affinché il progetto possa concretizzarsi, sarà fondamentale una collaborazione efficace tra Glencore, le istituzioni locali e nazionali, e le parti sociali. La capacità di superare gli ostacoli burocratici e garantire un iter autorizzativo rapido e trasparente sarà determinante per assicurare che l'Italia possa cogliere questa opportunità strategica nel settore delle energie rinnovabili e della mobilità sostenibile.

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