Giappone in allarme per l’emergenza orsi: la polizia autorizzata a sparare dopo decine di incursioni nelle città
- piscitellidaniel
- 6 nov
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Il Giappone sta affrontando una situazione di emergenza senza precedenti legata all’aumento degli attacchi e delle incursioni di orsi nelle aree urbane e rurali del Paese. Il governo ha deciso di autorizzare le forze di polizia a intervenire anche con l’uso delle armi da fuoco nei casi in cui la sicurezza pubblica sia in pericolo, una misura straordinaria che riflette la gravità di un fenomeno in forte crescita negli ultimi mesi. Gli avvistamenti e gli episodi di aggressione si sono moltiplicati in diverse regioni, in particolare nell’isola settentrionale di Hokkaido e nelle prefetture del nord Honshu, dove gli orsi bruni e gli orsi neri giapponesi si avvicinano sempre più frequentemente ai centri abitati alla ricerca di cibo.
Le autorità locali hanno registrato decine di casi in poche settimane, con animali che si sono introdotti nei cortili, nei magazzini e persino nelle strade cittadine, causando panico e incidenti. Diversi comuni hanno dichiarato lo stato di emergenza e disposto la chiusura temporanea delle scuole, mentre i residenti sono stati invitati a evitare le aree boschive e a limitare gli spostamenti nelle ore notturne. Il governo centrale ha convocato un comitato di crisi per coordinare le operazioni di monitoraggio e contenimento, stabilendo che le forze di polizia potranno abbattere gli animali solo in situazioni di effettiva minaccia o quando non sia possibile catturarli in sicurezza. La misura rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla tradizionale politica di gestione faunistica giapponese, che privilegia la cattura e il rilascio controllato.
Secondo gli esperti ambientali, le ragioni dell’aumento delle incursioni sono molteplici e riconducibili a un insieme di fattori climatici, ecologici e demografici. Il caldo prolungato e la siccità estiva hanno ridotto drasticamente la disponibilità di bacche e noci nei boschi, costringendo gli orsi a spingersi più vicino agli insediamenti umani per nutrirsi. Parallelamente, l’invecchiamento della popolazione rurale e l’abbandono delle campagne hanno lasciato vaste aree agricole prive di presenza umana, trasformandole in zone di passaggio ideali per la fauna selvatica. In alcune regioni, la riduzione dei cacciatori e delle pattuglie forestali ha favorito un incremento demografico della specie, che ora si trova in competizione per le risorse.
L’orso bruno di Hokkaido e l’orso nero giapponese, specie autoctone del Paese, sono animali protetti, ma la loro crescente interazione con l’uomo sta mettendo a dura prova le politiche di conservazione. Gli attacchi agli esseri umani, pur restando rari in termini assoluti, hanno raggiunto numeri record: secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Ambiente, nel 2024 sono stati registrati oltre 200 casi di aggressione, con decine di feriti e almeno dieci vittime. La situazione più critica si è verificata nei pressi di Akita, dove un orso ha ferito gravemente alcuni agricoltori mentre raccoglievano funghi, e a Hokkaido, dove un esemplare è stato abbattuto dopo essere entrato in una zona residenziale. Questi episodi hanno alimentato il dibattito pubblico sulla necessità di rivedere la gestione della fauna selvatica e introdurre protocolli più severi di prevenzione.
Le autorità regionali stanno intensificando i controlli nei territori a rischio, installando trappole automatiche, telecamere termiche e sistemi di allarme acustico per scoraggiare la presenza degli animali. Sono inoltre in corso campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, con la distribuzione di manuali su come comportarsi in caso di incontro con un orso e l’introduzione di dispositivi di segnalazione sonora nei percorsi montani. Alcune comunità locali stanno sperimentando sistemi di dissuasione basati su droni e luci stroboscopiche, mentre squadre di guardie forestali vengono addestrate per interventi non letali. Tuttavia, il crescente numero di episodi ha portato diversi governatori a chiedere misure più incisive e immediate, sostenendo che la tutela della vita umana debba prevalere su ogni altra considerazione.
Il tema ha assunto anche una dimensione politica. Le opposizioni accusano il governo di aver sottovalutato il problema e di essere intervenuto con ritardo, nonostante i segnali d’allarme fossero evidenti già dalla scorsa primavera. Alcuni ambientalisti criticano la decisione di autorizzare la polizia all’uso delle armi, ritenendola una risposta emergenziale e poco lungimirante, mentre altri sottolineano che la mancanza di piani di gestione sostenibile delle foreste ha contribuito a rompere l’equilibrio tra uomo e natura. Le associazioni per la protezione della fauna chiedono che, parallelamente alle misure di sicurezza, vengano adottati programmi strutturali per la conservazione degli habitat e il monitoraggio scientifico delle popolazioni di orsi.
La situazione resta critica e in evoluzione. In molte aree montane si registrano ancora movimenti sospetti di animali nelle vicinanze dei centri abitati, e la stagione invernale, con la scarsità di cibo, potrebbe aggravare il rischio di ulteriori incursioni. Il Giappone, Paese noto per la sua coesistenza rispettosa con la natura, si trova ora a dover ridefinire il fragile equilibrio tra tutela della biodiversità e sicurezza pubblica, in un contesto in cui i cambiamenti climatici stanno modificando profondamente le dinamiche ecologiche e sociali del territorio.

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