Gas, a settembre prezzi in rialzo del 43 per cento e boom di arrivi di GNL via mare verso l’Italia
- piscitellidaniel
- 16 ott
- Tempo di lettura: 3 min
Il mercato del gas europeo ha registrato nel mese di settembre una delle più forti impennate dell’anno, con un incremento dei prezzi pari al 43 % rispetto ad agosto. Un rialzo che riflette la combinazione di fattori geopolitici, climatici e industriali che stanno ridisegnando le rotte dell’energia nel continente. In Italia, la crescita della domanda di gas naturale liquefatto ha coinciso con un significativo aumento degli arrivi via mare, confermando il ruolo sempre più centrale dei terminal di rigassificazione nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti.
L’aumento dei prezzi ha origini complesse. Da un lato, la riduzione delle forniture via gasdotto, soprattutto dal Nord Europa e dai Paesi ex sovietici, continua a pesare sull’equilibrio del mercato. Dall’altro, la maggiore richiesta asiatica, in particolare da parte della Cina e del Giappone, ha sottratto una parte dei carichi di GNL destinati all’Europa, innescando una competizione sui contratti spot e un conseguente rialzo delle quotazioni. Le temperature sopra la media registrate in estate hanno rallentato la domanda per il riscaldamento, ma non hanno compensato la pressione strutturale sui mercati, accentuata dall’aumento dei costi di trasporto e dalle tensioni in Medio Oriente.
Per l’Italia, il mese di settembre ha segnato una svolta importante nella composizione delle fonti di approvvigionamento. Il GNL arrivato via mare ha rappresentato una quota sempre più consistente del totale delle importazioni, in linea con la strategia di diversificazione promossa negli ultimi due anni. I terminali di Piombino, Panigaglia e Rovigo hanno registrato un’attività in forte crescita, con un incremento di oltre il 30 % delle operazioni di rigassificazione rispetto allo stesso periodo del 2023. L’arrivo di nuove metaniere ha consentito di ridurre la dipendenza dai flussi continentali, sostituendo in parte le forniture provenienti da Russia e Algeria.
Il ritorno della volatilità sui mercati energetici europei riflette anche la fragilità delle scorte. Dopo un’estate caratterizzata da livelli di stoccaggio prossimi alla saturazione, le prime settimane di settembre hanno evidenziato un ritmo più sostenuto di prelievo, dovuto all’aumento dei consumi industriali e al calo delle temperature in alcune aree del Nord. L’Italia ha mantenuto un tasso di riempimento superiore al 90 %, ma gli operatori segnalano che l’equilibrio resta precario e sensibile a qualsiasi shock esterno.
Il rincaro del gas si riflette immediatamente sul prezzo dell’energia elettrica, spingendo in alto i costi per imprese e famiglie. Le industrie ad alta intensità energetica – acciaierie, cementifici, cartiere e ceramiche – hanno denunciato un aumento medio del 25 % delle bollette nel solo mese di settembre, mentre il settore domestico risente del nuovo calcolo trimestrale dell’Arera che incorpora gli ultimi rincari del TTF olandese. Il governo valuta interventi mirati per evitare effetti a catena sull’inflazione, che rischia di riprendere quota dopo mesi di rallentamento.
A livello europeo, la Commissione sta lavorando a un aggiornamento del piano RePowerEU per rafforzare le infrastrutture di rigassificazione e le interconnessioni tra Stati membri. L’obiettivo è migliorare la flessibilità del sistema, facilitando la condivisione delle scorte e la gestione delle emergenze in caso di nuovi shock geopolitici. Il ruolo dell’Italia, con la sua posizione geografica strategica e i nuovi progetti in corso – tra cui l’ampliamento del terminal di Ravenna e il potenziamento delle reti di trasporto interne – è destinato a crescere nei prossimi anni, trasformando il Paese in un hub energetico del Mediterraneo.
Parallelamente, cresce la consapevolezza che la dipendenza dal gas, anche nella sua forma liquefatta, non possa rappresentare una soluzione di lungo periodo. Le grandi utility stanno accelerando gli investimenti nelle rinnovabili e nelle tecnologie di accumulo, con l’obiettivo di ridurre progressivamente la quota di combustibili fossili nel mix energetico. Tuttavia, la transizione resta complessa e il gas continua a essere un elemento di equilibrio necessario per garantire la stabilità del sistema elettrico e la sicurezza degli approvvigionamenti.
Il mese di settembre segna dunque un punto di svolta: il boom di importazioni di GNL via mare conferma l’efficacia delle politiche di diversificazione, ma allo stesso tempo evidenzia la vulnerabilità di un mercato ancora esposto a oscillazioni improvvise e a dinamiche globali difficilmente controllabili. L’Italia si muove in un contesto in cui l’indipendenza energetica resta un obiettivo strategico ma non ancora raggiunto, e in cui ogni variazione del prezzo del gas si traduce in un segnale immediato per l’intera economia nazionale.

Commenti