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Fiera Milano e IEG danno vita a una nuova alleanza strategica: primo passo con le auto d’epoca, poi congressi e fiere integrate per rafforzare il sistema fieristico nazionale

Fiera Milano e Italian Exhibition Group (IEG) hanno siglato un’alleanza strategica che segna un passaggio cruciale nella ridefinizione degli equilibri del sistema fieristico italiano. L’intesa prevede una partecipazione paritetica, al 35% ciascuna, nella società EMAC Srl, fondata da Andrea Martini e attiva nell’organizzazione di eventi dedicati alle auto d’epoca. Il restante 30% rimarrà nelle mani del fondatore, che continuerà a guidare l’organizzazione delle manifestazioni sotto la supervisione congiunta dei due nuovi soci industriali.


L’operazione, presentata come un primo passo di una collaborazione ben più ampia, si concretizza in due manifestazioni di grande rilievo per il settore automobilistico storico: Milano AutoClassica e Vicenza Classic Car Show. La prima, in programma a novembre presso i padiglioni di Rho Fiera Milano, è ormai una vetrina consolidata del comparto delle auto storiche, mentre la seconda, nata più recentemente, si sta affermando come appuntamento complementare nel calendario del settore, con svolgimento previsto a fine inverno a Vicenza.


La logica dell’accordo non è solo quella di aggregare manifestazioni affini sotto un’unica regia industriale, ma anche di creare una piattaforma fieristica e congressuale di respiro nazionale, capace di integrare risorse, know-how e strutture per affrontare la concorrenza internazionale. Milano e Vicenza diventano così due poli strategici attorno ai quali si intende costruire un’offerta più articolata, coerente e professionale, che vada oltre la singola fiera per includere eventi, contenuti culturali, percorsi esperienziali e nuove formule di esposizione.


Francesco Conci, amministratore delegato di Fiera Milano, ha dichiarato che l’operazione si inserisce a pieno titolo nel piano strategico della società per il periodo 2024–2027, che prevede il rafforzamento del portafoglio eventi sia in Italia che all’estero, con particolare attenzione ai comparti a elevata specializzazione. Il comparto delle auto d’epoca è stato identificato come un segmento in crescita, in grado di attrarre un pubblico trasversale composto da collezionisti, appassionati, operatori professionali e semplici curiosi.


Corrado Peraboni, CEO di IEG, ha evidenziato come l’ingresso congiunto in EMAC rappresenti una modalità nuova di fare sistema tra due grandi operatori italiani del settore fieristico, che finora si sono spesso mossi in modo parallelo. L’obiettivo dichiarato è quello di attivare un modello di collaborazione replicabile in altri settori, partendo da un ambito dove la complementarietà tra i due soggetti è evidente: Milano AutoClassica ha una lunga tradizione e un pubblico consolidato; Vicenza Classic Car Show ha una forte identità territoriale e un potenziale di crescita importante nel Nord-Est.


La sinergia sarà anche logistica e infrastrutturale: i due gruppi mettono a sistema un patrimonio di strutture che comprende, oltre ai quartieri fieristici di Milano Rho, Vicenza e Rimini, anche poli congressuali come il Palazzo dei Congressi di Roma, il Palacongressi di Rimini, il centro congressi di Vicenza e quello di Fiuggi. L’intenzione è di coordinare le agende e le attività per ottimizzare l’uso degli spazi, favorire economie di scala e proporre ai clienti soluzioni espositive e congressuali integrate.


Andrea Martini, che manterrà la carica di presidente e amministratore delegato di EMAC, ha accolto positivamente l’ingresso dei due partner industriali, riconoscendone la capacità di portare valore aggiunto sotto il profilo dell’organizzazione, della promozione internazionale e delle connessioni con il mondo dei grandi brand automobilistici. Il modello di gestione condivisa consentirà secondo lui di rafforzare le manifestazioni esistenti e di progettare nuove iniziative capaci di intercettare tendenze in evoluzione, come quella delle youngtimer, delle moto classiche e dell’automobilismo da collezione legato all’elettrico.


Il settore delle auto d’epoca rappresenta oggi in Italia un mercato in forte sviluppo. Secondo le stime di settore, il valore complessivo delle transazioni annue si aggira intorno ai 2,5 miliardi di euro, tra compravendita di veicoli, ricambi, restauri e servizi correlati. La domanda di eventi fieristici dedicati è alimentata non solo dalla passione individuale ma anche da un crescente interesse istituzionale e museale, che vede nell’heritage motoristico un importante patrimonio culturale da preservare e valorizzare.


All’interno di questo scenario, Milano AutoClassica si propone come punto di riferimento internazionale, con una superficie espositiva in costante crescita, la presenza di grandi marchi come Ferrari, Maserati, Porsche e Mercedes-Benz, e una proposta articolata che spazia dai raduni ai convegni, dai workshop tecnici alle aste di auto rare. L’ultima edizione ha registrato oltre 80.000 presenze in tre giorni, con una forte componente internazionale.


Vicenza Classic Car Show, invece, ha saputo in breve tempo costruire un’identità distinta, concentrandosi su vetture iconiche del secondo dopoguerra, sulle eccellenze artigianali del restauro e sul dialogo tra auto e design. Il nuovo assetto societario le consentirà di espandere ulteriormente la propria offerta e di consolidarsi come secondo polo nazionale per rilevanza nel settore.


L’accordo tra Fiera Milano e IEG ha una portata che va oltre il perimetro del settore automobilistico. Esso inaugura una nuova stagione di collaborazione tra i principali player fieristici del Paese, superando logiche concorrenziali che in passato hanno spesso frammentato il mercato. Il modello individuato – ingresso congiunto in società target, governance condivisa, sviluppo sinergico delle attività – potrebbe essere replicato in altri ambiti ad alto potenziale, come il turismo esperienziale, l’agritech, la moda indipendente, la sostenibilità ambientale e le tecnologie medicali.


La messa a fattor comune di competenze e risorse tra i due principali attori fieristici nazionali può contribuire a rafforzare la presenza italiana nel mercato fieristico globale, oggi dominato da grandi conglomerati internazionali, in particolare tedeschi e francesi. Il rilancio di eventi con identità forte, ben radicati sul territorio ma proiettati verso l’estero, è la leva individuata per restituire centralità al sistema fiere italiano in una fase storica in cui la domanda di eventi fisici torna a crescere, ma con esigenze profondamente mutate rispetto al passato.

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