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Ferrari rilancia la sua strategia: quattro nuovi modelli all’anno e un’offerta elettrica al 20 % entro il 2030

Ferrari ha fissato un nuovo orizzonte per il proprio piano industriale: nel periodo 2026–2030 l’azienda introdurrà quattro nuovi modelli all’anno, mantenendo un ritmo elevato di innovazione e varietà, e al contempo orientando la transizione tecnologica verso l’elettrificazione con un obiettivo chiaro: che circa il 20 % della gamma sia costituita da veicoli completamente elettrici. Questa doppia strategia, tra sviluppo prodotto frequente e trasformazione tecnologica, segna un punto di svolta per la Casa di Maranello, che intende coniugare l’eredità delle sue sportive con le sfide della mobilità del futuro.


Il piano è stato ufficializzato in occasione del Capital Markets Day, momento in cui Ferrari ha rivisto alcune aspettative e presentato la propria visione strategica a investitori e stakeholder. La scelta di mantenere un ritmo costante di nuovi lanci è in linea con la filosofia del marchio: generare continuamente novità per stimolare l’attenzione del mercato e consolidare il legame con i collezionisti. Ogni modello sarà studiato con posizionamenti distinti, mirando a segmenti specifici del mercato “Ferrari” e favorendo la diversificazione del portafoglio prodotto.


La sfida più delicata riguarda la transizione verso l’elettrico. Ferrari si pone un target relativamente contenuto rispetto a molte case generaliste: entro il 2030, i veicoli elettrici dovranno rappresentare circa un quinto del totale. La strategia sarà dunque progressiva: il motore termico manterrà un ruolo centrale, con motori ICE (combustione interna) e versioni ibride a fare da pilastri della gamma, mentre l’elettrico diventerà una risposta tecnica e aspirazionale, una componente aggiuntiva dell’offerta complessiva. Il progetto del modello elettrico, denominato Ferrari Elettrica, è già in avanzata fase di sviluppo e rappresenta il primo passo concreto verso questo traguardo.


Ferrari ha adattato il proprio posizionamento tecnologico con cautela. Il compromesso scelto — “solo” il 20% di elettrici rispetto a percentuali molto più ambiziose diffuse nel settore — testimonia la volontà di preservare le caratteristiche che definiscono il marchio: performance, suono, emozione di guida, sensazioni dinamiche tipiche delle sportive. Non si tratta di un abbandono dell’elettrico, ma di un approccio calibrato che cerca di mitigare i rischi tecnologici, di mercato e di reputazione. La Casa intende realizzare internamente molte delle componenti strategiche: batterie, motori elettrici, sistemi di elettronica e “e-building”, il nuovo stabilimento Maranello dedicato all’elettrificazione, sono tutti elementi che mostraranno come Ferrari vuole trattenere il controllo tecnologico.


La strategia comporta una serie di implicazioni operative e industriali di rilievo. Innanzitutto, il ciclo di vita dei modelli e la pianificazione delle piattaforme dovranno essere pensati in ottica di modularità, per integrare versioni termiche, ibride ed elettriche su piattaforme comuni o derivate. In secondo luogo, investimenti rilevanti saranno necessari in R&S, infrastrutture produttive, qualificazione delle competenze e gestione dei cambiamenti legati alle catene di fornitura. Terzo, il marketing, la rete vendita e l’esperienza cliente dovranno gestire la transizione percepita: chi acquista una Ferrari vuole un’esperienza unica, e l’elettrico dovrà presentarsi non come sostituto, ma come alternativa valida e coerente con il brand.


Un punto cruciale è anche il contesto competitivo e regolamentare: molte case premium e sportscar stanno affrontando la sfida elettrica con strategie aggressive, ma a Ferrari è richiesto uno scarto minimo in termini di peso emozionale e prestazioni. Le normative ambientali, i limiti alle emissioni e i piani europei per la mobilità spingono inevitabilmente all’evoluzione; Ferrari dovrà muoversi entro vincoli stringenti e con margini ridotti, bilanciando performance e normative.


Il piano è ambizioso ma prudente: puntare su un’elettrificazione moderata evita sforzi eccessivi, mantiene l’identità del brand e lascia spazio a evoluzioni future. Se Ferrari riuscirà a tenere in equilibrio la propria eredità con le esigenze del futuro, la strategia potrebbe consolidare la sua posizione nel segmento delle auto di lusso ad alte prestazioni, garantendo sostenibilità tecnologica e solidità finanziaria.

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