FER-X e GSE accelerano sull’asta per le rinnovabili: la sfida verso un futuro energetico più efficiente
- piscitellidaniel
- 14 ott
- Tempo di lettura: 4 min
L’Italia sta vivendo un momento decisivo nella transizione energetica: l’avvio delle procedure legate al decreto FER-X segna l’ingresso in una nuova fase per la produzione da fonti rinnovabili, con obiettivi ambiziosi e regole più stringenti, volti a coniugare sostenibilità ambientale, competitività economica e autonomia tecnologica. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha assunto un ruolo centrale in questo percorso, gestendo la prima tornata di aste competitive e definendo i criteri che guideranno la selezione dei progetti. Le cifre iniziali, le condizioni tecniche imposte, le sfide per il sistema industriale e le conseguenze sul mercato dell’energia tracciano una roadmap che impatterà fortemente sull’evoluzione del settore nei prossimi anni.
Il nuovo meccanismo definito dal decreto FER-X introduce modalità differenziate di accesso agli incentivi per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili mature, suddividendo tra “accesso diretto” per le potenze inferiori a 1 MW e procedure competitive (aste) per impianti di taglia più significativa. Questa distinzione rappresenta il tentativo di rendere più efficiente e selettivo il sostegno pubblico alle tecnologie verdi, favorendo progetti economicamente sostenibili e tecnologie di qualità. In particolare, per gli impianti sotto 1 MW è prevista una semplificazione procedurale: possono accedere direttamente al meccanismo incentivante senza partecipare all’asta, fino al saturarsi del contingente relativo. È un’apertura che punta a favorire le realtà più piccole, le comunità energetiche, le imprese locali, rendendo più accessibile l’adozione delle rinnovabili su scala diffusa. Questa opzione è attiva dalle ore 12 del 2 ottobre 2025 e resterà valida fino a fine anno o esaurimento del contingente disponibile.
Parallelamente, per gli impianti di potenza maggiore, l’asta rappresenta la modalità prevista: i partecipanti presentano offerte al ribasso rispetto a un prezzo di esercizio definito dal decreto, e il GSE forma le graduatorie assegnando gli incentivi ai progetti giudicati più vantaggiosi in termini di rapporto qualità-prezzo. Le regole operative stabiliscono che, in questa fase transitoria, non siano considerate solo le offerte economiche, ma anche criteri “non prezzo”: ad esempio, la provenienza dei componenti tecnologici diventa un elemento discriminante. I moduli e gli inverter, infatti, devono dimostrare di non essere prodotti in Cina né legati alla catena produttiva cinese, in coerenza con regolamenti europei che mirano a favorire una filiera industriale più resiliente e localizzata.
Le adesioni alla prima procedura competitiva del FER-X testimoniano la competitività e l’interesse del settore. Sono state presentate complessivamente 870 richieste di iscrizione, per una potenza installata cumulata vicina a 12 GW. Di queste, 818 riguardano impianti fotovoltaici, per una capacità superiore ai 10 GW, mentre 52 richieste riguardano l’eolico, per circa 1,67 GW. Le richieste superano dunque il contingente massimo previsto dal decreto per questa tornata, con una pressione competitiva che spinge verso offerte aggressive e una selezione accurata. Il confronto tra potenza domandata e potenza incentivabile mette in evidenza la forte domanda di mercato, in particolare sul fotovoltaico, che appare come tecnologia trainante di questa prima fase. La soglia concorrenziale ha posto interrogativi sugli effetti in graduatoria e sulle pressioni al ribasso sui prezzi.
Un dato significativo è che per oltre 7 GW di potenza fotovoltaica sono state offerte tariffazioni inferiori a 60 €/MWh, mostrando come molti operatori siano disposti a competere sottoponendo progetti con margini ridotti pur di ottenere l’accesso agli incentivi. Analogamente, nel comparto eolico, una parte delle offerte si è posizionata su valori alti ma competitivi rispetto al prezzo di esercizio, rendendo la selezione estremamente stringente. Le graduatorie definitive, attese entro l’11 dicembre 2025, rappresenteranno il momento cruciale in cui emergeranno i progetti che effettivamente accederanno al sostegno pubblico.
Un aspetto di rilievo riguarda i criteri tecnologici richiesti dal FER-X, che vanno oltre il prezzo: l’obbligo di certificazioni di origine europea (Factory Inspection Certificate) per moduli e inverter, l’esclusione di componenti legate alla Cina, e la valorizzazione di contenuti tecnologici (efficienza, qualità dei materiali, impatto ambientale) sono elementi che impattano direttamente sulla capacità del sistema industriale italiano ed europeo di competere. Ciò spinge gli operatori a costruire catene di fornitura alternative, valorizzare le filiere nazionali o continentali, e investire nella certificazione e tracciabilità dei propri componenti. Il meccanismo del FER-X, dunque, assume anche una funzione strategica industriale, orientando il mercato verso un modello di produzione più autonomo e sostenibile.
La pressione concorrenziale imposta dalle aste, la stringenza dei requisiti tecnologici e la necessità di essere pronti alla messa in esercizio entro un arco temporale definito rendono la partecipazione al FER-X una sfida complessa. Gli operatori devono presentare piani dettagliati, garanzie finanziarie, titoli autorizzativi validi, connessione alla rete, e rispettare scadenze severe: il completamento degli impianti entro i termini è condizione necessaria per mantenere i diritti all’incentivo. In caso di ritardi o inadempienze sono previste riduzioni o decadenze, che impongono un forte rigore gestionale.
In questo scenario, il ruolo del GSE è cruciale non solo come amministratore tecnico delle aste, ma come presidiatore di trasparenza, integrità e certezza regolatoria. La chiarezza nelle regole, la gestione delle domande, l’esclusione dei progetti non conformi e la formazione delle graduatorie sono elementi decisivi nel consolidare la fiducia degli operatori e stimolare investimenti crescenti in rinnovabili. Dall’esito di questa fase dipenderà la capacità del sistema Italia di aumentare la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili in modo competitivo, efficace e disciplinato, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione e sicurezza energetica.

Commenti