Eutelsat decolla in Borsa e guarda all’Italia: connettività strategica e ruolo nella futura costellazione Iris 2
- piscitellidaniel
- 26 mar
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Eutelsat torna al centro dell’interesse degli investitori e delle istituzioni europee. Il gruppo francese delle telecomunicazioni satellitari ha registrato un’impennata del 40% sul listino della Borsa di Parigi, una performance che riflette sia un parziale recupero dopo i recenti ribassi, sia l’effetto delle dichiarazioni rilasciate dalla CEO Eva Berneke in merito ai possibili sviluppi delle attività in Italia e all’evoluzione del piano europeo per la connettività satellitare. Le parole della manager, pronunciate in audizione alla Commissione Difesa dell’Assemblea Nazionale francese, hanno riacceso l’interesse politico e industriale attorno al ruolo di Eutelsat come alternativa europea a Starlink.
In Italia si sta delineando un dibattito sempre più ampio sulle future scelte strategiche in materia di connettività spaziale, in particolare per quanto riguarda i contratti pubblici destinati a garantire comunicazioni sicure e resilienti in ambito militare e civile. Ad oggi, le valutazioni di mercato e le analisi tecniche sembrano ancora fortemente orientate sulla soluzione offerta da Starlink, la costellazione a bassa orbita di proprietà di SpaceX. Tuttavia, secondo Berneke, affidarsi a un fornitore extraeuropeo espone a rischi di dipendenza geopolitica che non possono essere trascurati. “Come si è visto con l’Ucraina, ha dichiarato la CEO, mantenere la continuità del servizio satellitare implica avere ottimi rapporti con Elon Musk. Ma ciò può mettere a rischio la sovranità”.
In quest’ottica, Eutelsat si propone come l’unica alternativa credibile in chiave continentale, puntando a inserirsi nella futura gara italiana per la fornitura di servizi di connettività satellitare. L’iniziativa potrebbe concretizzarsi entro la fine del 2025 e riguardare servizi strategici per le Forze Armate, la Protezione Civile e altre agenzie governative. La Ceo ha spiegato che l’azienda è già impegnata in un’analisi di mercato per valutare le soluzioni più adatte al contesto italiano e si aspetta che le autorità di Roma inizino nei prossimi mesi una consultazione pubblica o una richiesta formale di offerta.
Ma il vero nodo centrale è la costellazione Iris 2, il progetto lanciato dalla Commissione Europea per dotare l’Unione di una propria infrastruttura satellitare ad alta capacità entro il 2031. Iris 2 rappresenta una delle componenti fondamentali della cosiddetta “autonomia strategica europea”, un concetto che si sta affermando con sempre maggiore forza nel dibattito istituzionale, soprattutto in relazione al crescente ruolo di Pechino e al riemergere di logiche di blocco nei rapporti globali.
Eutelsat, in virtù della fusione con OneWeb e del suo posizionamento industriale e tecnologico, si candida a giocare un ruolo chiave nella realizzazione e nella gestione operativa di Iris 2. Secondo Berneke, è essenziale che l’Europa continui a investire nel progetto per garantirsi una presenza autonoma nello spazio, non solo sul piano tecnologico, ma anche in termini di sicurezza delle comunicazioni, resilienza dei servizi digitali e competitività industriale. “Il tema della sovranità non è teorico, ha spiegato, ma operativo. Significa poter decidere in autonomia le regole e le condizioni d’uso delle nostre infrastrutture critiche”.
Sul fronte finanziario, Eutelsat resta ancora sotto pressione. Gli analisti di AlphaValue/Baader Europe hanno leggermente migliorato le previsioni per l’esercizio 2025, portando la stima della perdita per azione da -0,18 a -0,15 euro. Per il 2026, la stima è invece confermata a -0,02 euro. Si tratta di un quadro ancora fragile, ma che evidenzia una dinamica di stabilizzazione, soprattutto in virtù della razionalizzazione post-fusione e dell’integrazione delle attività con OneWeb. Gli investitori sembrano scommettere su una progressiva crescita della domanda di servizi satellitari, in particolare da parte di governi e operatori istituzionali, in un contesto geopolitico segnato da instabilità e crescente esigenza di ridondanza infrastrutturale.
L’Italia rappresenta un mercato di particolare interesse per Eutelsat, sia per la storica presenza industriale nel settore spaziale, sia per il suo ruolo centrale nelle dinamiche difensive del Mediterraneo. Un eventuale accordo con il governo italiano o la partecipazione a una gara nazionale potrebbe rafforzare ulteriormente il profilo internazionale del gruppo francese e creare nuove sinergie industriali, magari coinvolgendo partner come Leonardo o Telespazio.
Il ritorno “in orbita” di Eutelsat non è dunque solo una metafora finanziaria, ma il riflesso di una strategia a lungo termine che mira a posizionare l’azienda al centro del nuovo ecosistema spaziale europeo. Tra gare nazionali, investimenti pubblici e scelte di sovranità tecnologica, la partita della connettività satellitare si conferma uno dei fronti più caldi e strategici dell’intera agenda industriale continentale.

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