Eni: utile netto in calo dell'11% nel primo trimestre 2025, ma supera le attese degli analisti grazie a misure di compensazione da 2 miliardi di euro
- piscitellidaniel
- 24 apr
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Nel primo trimestre del 2025, Eni ha registrato un utile netto adjusted di 1,41 miliardi di euro, segnando un calo dell'11% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, quando l'utile era di 1,58 miliardi di euro. Nonostante la flessione, il risultato ha superato le previsioni degli analisti, che stimavano un utile di circa 1,15 miliardi di euro.
La performance del trimestre è stata influenzata dalla diminuzione dei prezzi del petrolio, con il Brent che ha registrato una media inferiore rispetto alle attese. In risposta, Eni ha rivisto al ribasso le sue previsioni sul prezzo medio del Brent per il 2025, portandole da 75 a 65 dollari al barile. Questa revisione ha avuto un impatto negativo sulle previsioni di flusso di cassa operativo per l'intero anno, ora stimato a 11 miliardi di euro, rispetto ai 13 miliardi precedentemente previsti.
Per mitigare gli effetti della flessione dei prezzi delle materie prime, Eni ha implementato misure di compensazione per un valore complessivo di 2 miliardi di euro. Queste misure includono una riduzione degli investimenti netti pianificati per l'anno, ora inferiori a 6 miliardi di euro, e un programma di riacquisto di azioni proprie per un valore di 1,5 miliardi di euro, confermando la politica di distribuzione agli azionisti.
Nonostante le difficoltà nei segmenti della raffinazione e della chimica, Eni ha mantenuto solide performance nelle divisioni upstream e gas. La produzione di idrocarburi è rimasta stabile, e l'azienda ha confermato gli obiettivi di produzione per l'anno in corso. Inoltre, Eni ha continuato a sviluppare le sue unità dedicate alla transizione energetica, come Plenitude ed Enilive, che hanno raggiunto gli obiettivi finanziari prefissati.
Un elemento chiave della strategia di Eni è il cosiddetto "modello satellitare", che prevede la creazione di unità operative autonome e la cessione di partecipazioni di minoranza a investitori esterni. Questo approccio ha permesso all'azienda di ridurre il rapporto di leva finanziaria, passato dal 23% di fine 2024 al 18% alla fine di marzo 2025.
L'amministratore delegato Claudio Descalzi ha sottolineato l'importanza di mantenere una remunerazione degli azionisti attrattiva, proponendo per il 2025 un dividendo di 1,05 euro per azione, in aumento del 5% rispetto all'anno precedente. Il payout complessivo, comprensivo di dividendi e buyback, è stato incrementato al 35-40% del flusso di cassa operativo, rispetto al precedente range del 30-35% .

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