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EAGLES-300, il reattore a piombo: l’accordo che accelera il nucleare di IV generazione in Europa

La nascita ufficiale del Consorzio EAGLES segna un momento cruciale nello sviluppo dei reattori nucleari avanzati nel contesto europeo. Ansaldo Nucleare, ENEA (Italia), RATEN (Romania) e SCK CEN (Belgio) si uniscono per dare corpo a EAGLES-300, un piccolo reattore modulare di generazione IV raffreddato a piombo, che promette non solo di generare energia elettrica, ma anche di produrre calore industriale e di supportare la produzione di idrogeno, con un orizzonte ambizioso e precise tappe intermedie.


L’accordo è stato sancito lo scorso giugno durante il Consiglio dell’Energia dell’Unione Europea, momento in cui il consorzio ha ufficializzato la sua missione: progettare un SMR (Small Modular Reactor) che risponda ai criteri di sostenibilità, sicurezza, efficienza e modularità. Il reattore-pilota EAGLES-300 è concepito per essere operativo come dimostratore entro il 2035, con target commerciale fissato al 2039. Il potenziale elettrico è indicato attorno ai 350 MWe, una potenza che lo rende adatto a soddisfare richieste non solo energetiche ma anche industriali, anticipando una nuova generazione di impianti compatti ma forti nella performance.


Il raffreddamento a piombo è uno degli elementi più innovativi del progetto: rispetto ai reattori ad acqua, la scelta di usare il piombo come fluido refrigerante offre vantaggi in termini di sicurezza (minor pressione, risposta più stabile in caso di guasti), gestione dei rifiuti radioattivi più efficiente, e possibili soluzioni integrate per applicazioni ibride, che comprendono produzione di calore per usi industriali o per processi che richiedono alte temperature. Il piombo, infatti, consente operazioni a temperature elevate con implicazioni positive per l’efficienza termica e per la flessibilità di uso.


La cooperazione tra regolatori e industria appare un fattore chiave in questo accordo: c’è la consapevolezza che uno sviluppo sostenibile della tecnologia nucleare non possa prescindere da procedure di licensing anticipate (pre-licensing), dalla standardizzazione delle normative tra paesi, e da verifiche di sicurezza trasparenti fin dalle prime fasi. Italia, Belgio e Romania insieme alle autorità regolatorie del settore partecipano fin da ora nel dialogo con l’IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) per la definizione degli standard di sicurezza e dei requisiti tecnici che il reattore dovrà soddisfare. Questo impegno normativo anticipato serve a prevenire ritardi e ostacoli burocratici quando si passerà alla fase costruttiva e commerciale.


Tra le infrastrutture che supporteranno lo sviluppo c’è il dimostratore tecnologico LEANDREA in Belgio, che sarà il luogo di test per combustibili e materiali, mentre in Romania il progetto ALFRED sarà potenziato per fungere da piattaforma essenziale verso la maturità del sistema. Queste strutture permetteranno di affrontare sfide tecniche reali, verificare la compatibilità del materiale con il piombo liquido, testare la resistenza all’usura, alla corrosione, alle alte temperature, e validare i protocolli di sicurezza e controllo.


Diversi sono gli aspetti critici da affrontare: il comportamento del piombo come refrigerante in condizioni operative avanzate, la gestione del calore residuo, la manutenzione, il ciclo del combustibile (nel caso del MOX o di altri materiali complessi), la certificazione internazionale in ambiti dove le normative non sono ancora pienamente consolidate. Anche il costo iniziale, sia in termini di R&D sia di costruzione e infrastrutturazione, sarà rilevante, ma il consorzio punta proprio a ottenere economie di scala, modularità e standard ripetibili nei progetti successivi.


Sul fronte della regolamentazione, la strategia del consorzio si basa sul coinvolgimento attivo degli enti autorizzativi fin dalle fasi progettuali per consentire una procedura trasparente, condivisa, che possa fungere da modello per futuri SMR in Europa. La partnership, pur internazionale, pone l’Italia in posizione centrale, grazie a ENEA e ad Ansaldo Nucleare, che mettono a disposizione competenze consolidate nella ricerca nucleare, nella progettazione di materiali avanzati e nella gestione dei reattori sperimentali.


Il contesto europeo sostiene il progetto: le politiche energetiche comunitarie puntano sempre più su fonti a basse emissioni, sulla sicurezza energetica, sull’indipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, e su soluzioni che possano rispondere anche a bisogni non solo elettrici ma di calore e processi industriali. In questo scenario EAGLES-300 si presenta come una proposta in grado di integrare diverse esigenze, tra cui la decarbonizzazione, la stabilità della rete, la produzione locale, la resilienza tecnologica.

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