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Direttiva pacchetti turistici: il settore del turismo organizzato respinge le proposte di modifica

11 mar 2025
Tempo di lettura: 2 min

L'11 marzo 2025, il settore del turismo organizzato ha espresso una forte opposizione alle proposte di modifica della Direttiva (UE) 2015/2302 sui pacchetti turistici, avanzate dall'eurodeputato Alex Agius Saliba. Le associazioni di categoria, tra cui AIAV, Aidit Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria Viaggi, Fiavet Confcommercio, FTO e Maavi, hanno manifestato preoccupazione riguardo agli emendamenti proposti, ritenendoli potenzialmente dannosi per l'intero comparto turistico. 


Punti critici delle proposte di modifica

Uno degli emendamenti più contestati riguarda l'introduzione dell'articolo 5 bis, che prevede:​

  • Limite agli acconti: gli acconti per i pacchetti turistici non dovrebbero superare il 25% del prezzo totale, con il saldo richiesto non prima di 28 giorni dall'inizio del pacchetto.​

  • Conti vincolati: gli Stati membri avrebbero la facoltà di imporre la costituzione di conti vincolati per gli acconti dei consumatori, uniformando a livello europeo i termini economici di vendita dei pacchetti.​


Le associazioni temono che tali misure possano violare la libera concorrenza di mercato e creare difficoltà finanziarie per gli operatori, soprattutto per le piccole e medie imprese (PMI), compromettendo la gestione delle prenotazioni anticipate, fondamentali nel mercato turistico attuale. 


Reazioni delle associazioni di categoria

Le principali associazioni del settore hanno inviato una nota congiunta agli eurodeputati italiani, al Presidente della Commissione Europea, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri italiana, al Ministero del Turismo e all'ECTAA (European Travel Agents' and Tour Operators' Associations) per esprimere le loro preoccupazioni. In particolare, sottolineano che l'obbligo di aprire conti correnti vincolati rappresenterebbe un ulteriore onere per le agenzie di viaggio. Inoltre, l'assenza di una chiara definizione delle "circostanze straordinarie" che giustificherebbero il recesso del consumatore potrebbe portare a interpretazioni estensive, includendo qualsiasi impedimento personale del cliente. 


Posizione delle istituzioni europee

Il Consiglio dell'Unione Europea ha adottato una posizione sulla revisione della direttiva, chiarendo l'ambito di applicazione e fornendo una definizione più precisa di "pacchetto turistico". Inoltre, ha escluso i cosiddetti "servizi turistici collegati" dall'ambito di applicazione, al fine di garantire maggiore certezza del diritto. ​


Critiche degli operatori del settore

Gli operatori turistici hanno espresso preoccupazioni riguardo alle proposte di revisione. In particolare, Assoviaggi ha definito la proposta "insostenibile" e non in grado di tutelare adeguatamente i viaggiatori, sottolineando che le modifiche scaricherebbero tutti i costi sulle imprese del turismo organizzato. ​


Prossimi passi e tempistiche

Il voto finale sulla revisione della direttiva è previsto per giugno 2025. Nel frattempo, le associazioni di categoria continueranno a dialogare con le istituzioni europee per cercare soluzioni che garantiscano un equilibrio tra la tutela dei consumatori e la sostenibilità operativa delle imprese turistiche. ​


Implicazioni per il mercato turistico europeo

Le modifiche proposte potrebbero avere un impatto significativo sul mercato turistico europeo, influenzando le modalità operative degli operatori e la protezione dei consumatori. È essenziale che le istituzioni europee considerino attentamente le preoccupazioni sollevate dal settore per evitare conseguenze negative sull'economia turistica e garantire un equilibrio tra diritti dei consumatori e sostenibilità delle imprese.

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