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Cosef presenta il piano industriale triennale da oltre 71 milioni per infrastrutture, sostenibilità e sviluppo territoriale

Il Consorzio di sviluppo economico del Friuli Venezia Giulia ha approvato il nuovo piano industriale per il triennio 2025-2027, con un volume di investimenti che supera i 71 milioni di euro. È il primo documento strategico elaborato dal Consiglio di amministrazione insediato lo scorso giugno e definisce una serie di interventi infrastrutturali, ambientali e sociali destinati a rafforzare la competitività del territorio, migliorare i servizi per le imprese e aumentare la sostenibilità delle aree industriali regionali.


Il piano individua tre assi di intervento principali: le opere di urbanizzazione e infrastrutturazione, le manutenzioni ordinarie e straordinarie e la gestione del patrimonio esistente. La parte più consistente delle risorse, circa 64 milioni di euro, sarà dedicata alle infrastrutture: nuovi raccordi ferroviari, ampliamento di aree logistiche, riqualificazione di strade e rotatorie, parcheggi di servizio e nuove bretelle di collegamento. Un intervento prioritario sarà la realizzazione del raccordo ferroviario per la zona industriale di Udine, insieme alla riqualificazione di via Fermi nell’area di Aussa-Corno e al potenziamento della logistica nell’ex area Eurofer.


Alle manutenzioni ordinarie e straordinarie sono destinati circa 4,6 milioni di euro. Si tratta di interventi finalizzati a mantenere efficienti le reti interne, i sistemi di depurazione, le reti idriche e gli impianti energetici già esistenti, così da assicurare continuità e sicurezza ai servizi per le aziende insediate. Ulteriori 2,3 milioni saranno invece utilizzati per la gestione del patrimonio immobiliare, la pianificazione territoriale e le attività di promozione del consorzio, con lo scopo di rafforzarne l’identità e la visibilità anche all’esterno.


Il documento non si limita a programmare opere materiali, ma affronta in maniera esplicita il tema della sostenibilità. Il Cosef ha previsto lo sviluppo di aree industriali ecologiche, ispirate al modello degli Eco Industrial Park, in cui le imprese possano beneficiare di servizi condivisi, produzione energetica integrata e sistemi di monitoraggio digitale dei consumi. L’obiettivo è rendere le aree industriali più resilienti, ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’ambiente circostante. Il piano include la predisposizione del primo bilancio di sostenibilità nel biennio 2025-2026, che diventerà strumento di dialogo con gli stakeholder e di rendicontazione delle politiche ESG adottate.


Grande attenzione è rivolta anche al rafforzamento delle connessioni ferroviarie e alla riduzione del traffico su gomma. La scelta di puntare sul trasporto ferroviario nasce dalla volontà di abbattere le emissioni e migliorare l’efficienza logistica delle imprese, riducendo i costi di movimentazione delle merci e accrescendo l’attrattività delle aree industriali. In parallelo, sono previsti nuovi servizi di welfare aziendale, tra cui un centro direzionale con mensa, ambulatori e spazi comuni a disposizione dei lavoratori e delle comunità locali.


La ripartizione territoriale degli interventi è stata definita in modo proporzionato alle esigenze delle diverse aree industriali: circa il 42% delle risorse sarà destinato alla zona Aussa-Corno, il 28% alla zona di Udine, il 18% all’Alto Friuli, il 10% al Manzanese e la restante parte al Cividalese. Questa distribuzione tiene conto sia della dimensione delle aree che dei progetti già in fase avanzata di progettazione.


Dal punto di vista finanziario, il piano è stato costruito su basi di sostenibilità ed equilibrio. Le risorse proverranno da fondi propri del consorzio, contributi regionali, finanziamenti dedicati e partnership istituzionali. La governance è stata aggiornata per integrare strumenti di prevenzione dei rischi, modelli organizzativi e principi di trasparenza, in linea con la normativa vigente e con i requisiti di responsabilità sociale.


Il nuovo piano industriale rappresenta quindi un progetto organico che unisce obiettivi infrastrutturali, ambientali e sociali, con l’intento di trasformare le aree industriali del Friuli Venezia Giulia in veri e propri poli integrati di sviluppo economico e sostenibile, capaci di coniugare crescita produttiva e tutela del territorio.

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