Confindustria: ripartenza stentata tra inflazione in rialzo e investimenti in difficoltà
All'inizio del 2025, l'economia italiana mostra segnali di ripresa moderata, sostenuta da una politica monetaria più accomodante. Tuttavia, l'inflazione è in aumento a causa dei rincari energetici, mentre l'industria continua a registrare performance deludenti. Il Centro Studi di Confindustria (CSC) evidenzia una crescita del PIL ferma nel terzo e quarto trimestre del 2024, con una lieve ripresa attesa nei primi mesi del 2025.
Aumento dei prezzi energetici e inflazione
Il prezzo del gas in Europa ha più che raddoppiato, passando da 26 euro/MWh di un anno fa a 53 euro/MWh a febbraio 2025. Questo incremento ha determinato un aumento dei costi dell'elettricità, con il Prezzo Unico Nazionale (PUN) salito a 155 euro/MWh rispetto agli 88 euro/MWh dello stesso periodo dell'anno precedente. Di conseguenza, l'inflazione in Italia è cresciuta all'1,5% all'inizio del 2025, rispetto al minimo dello 0,7% registrato nel 2024.
Politica monetaria e credito alle imprese
Nonostante le aspettative di ulteriori riduzioni dei tassi di interesse nel corso del 2025, il credito alle imprese rimane limitato. A dicembre 2024, il tasso di interesse medio per le aziende italiane è sceso al 4,40%, con una diminuzione di oltre un punto percentuale rispetto ai mesi precedenti. Tuttavia, il volume dei prestiti continua a calare, registrando un decremento del 2,3% su base annua.
Settore industriale in difficoltà
L'industria italiana attraversa una fase critica, con la produzione in calo del 3,1% a dicembre 2024, dopo un lieve aumento a novembre. Nel quarto trimestre, la produzione industriale ha subito una contrazione dell'1,1%, segnando il settimo trimestre consecutivo di diminuzione. La fiducia delle imprese manifatturiere rimane bassa, con aspettative di produzione che, sebbene in leggero miglioramento, restano contenute.
Consumi e settore dei servizi
Il settore dei servizi mostra una crescita modesta. La spesa dei turisti stranieri in Italia è aumentata dell'1,3% su base annua a dicembre 2024, ma la fiducia delle imprese del comparto è diminuita, passando da 99,6 a 99,0 all'inizio del 2025. Le vendite al dettaglio hanno registrato un incremento dello 0,8% a dicembre, attenuando il calo trimestrale, ma la crescita dei consumi rimane incerta.
Prospettive future e incertezze
Le prospettive economiche per il 2025 sono offuscate da diverse incertezze, tra cui la possibilità di nuovi dazi commerciali da parte degli Stati Uniti, che potrebbero frenare ulteriormente gli scambi internazionali e gli investimenti. In questo contesto, il CSC sottolinea la necessità di interventi mirati per sostenere la ripresa economica, stimolare gli investimenti e rafforzare la fiducia degli operatori economici.





Commenti