Come usiamo davvero ChatGPT: abitudini, numeri e sorprese dal report OpenAI
- piscitellidaniel
- 16 set
- Tempo di lettura: 3 min
Un’analisi condotta da OpenAI insieme a università statunitensi ha fatto luce sul modo in cui ChatGPT viene utilizzato a livello globale. Il rapporto ha preso in esame più di un milione di conversazioni e ha evidenziato dati che smentiscono in parte le aspettative iniziali. L’immaginario collettivo ha spesso associato l’intelligenza artificiale generativa a un uso prevalentemente professionale, ma i numeri raccontano una realtà diversa, in cui la dimensione personale prevale nettamente.
Secondo lo studio, circa il 73% delle interazioni con ChatGPT riguarda scopi privati. Gli utenti lo utilizzano per curiosità, apprendimento informale, consigli pratici, scrittura di messaggi, creazione di testi creativi o semplicemente come supporto nelle attività quotidiane. Solo una quota minoritaria di conversazioni è legata a contesti lavorativi o a esigenze professionali specifiche. Questo dato ribalta la narrazione iniziale che vedeva l’intelligenza artificiale come strumento principalmente aziendale, sottolineando invece la sua rapida integrazione nella vita di tutti i giorni.
Il report segnala che il volume di utilizzo ha raggiunto livelli straordinari. Ogni giorno vengono scambiati oltre 2,5 miliardi di prompt, mentre a livello settimanale circa il 10% della popolazione mondiale utilizza ChatGPT almeno una volta. La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 18 e i 25 anni, con quasi la metà degli utenti complessivi. In termini di genere, l’equilibrio si è progressivamente stabilizzato: se in origine la maggioranza era composta da uomini, oggi la base utenti femminile ha raggiunto e in alcuni contesti superato quella maschile.
Gli usi personali più diffusi comprendono lo studio e il supporto all’apprendimento. Molti giovani impiegano ChatGPT come un tutor virtuale, capace di spiegare concetti, riassumere testi e fornire esempi pratici. Altrettanto rilevante è l’impiego per la scrittura e la revisione di contenuti: email, messaggi, post per i social, elaborati scolastici o universitari vengono elaborati con l’aiuto del modello. Un numero significativo di utenti lo preferisce ai motori di ricerca tradizionali per ottenere risposte rapide, personalizzate e formulate in linguaggio naturale. Questa sostituzione parziale delle ricerche online tradizionali rappresenta una delle tendenze più evidenti emerse dallo studio.
Altri usi, meno frequenti ma comunque presenti, riguardano la generazione di immagini, i calcoli matematici complessi e la richiesta di simulazioni di interazioni sociali. In quest’ultimo caso, alcuni utenti lo utilizzano come strumento di confronto per conversazioni delicate o per chiedere consigli legati a situazioni personali. Sebbene il report non approfondisca in modo esaustivo questo fenomeno, evidenzia come l’intelligenza artificiale stia entrando in aree sempre più intime della vita delle persone.
Per quanto riguarda l’ambito professionale, l’utilizzo di ChatGPT risulta più contenuto ma non marginale. Il modello viene impiegato da lavoratori e aziende per redigere documenti, tradurre testi, analizzare dati in maniera preliminare o migliorare la comunicazione interna ed esterna. Tuttavia, la prevalenza dell’uso personale indica che la sua diffusione segue logiche diverse rispetto ad altri strumenti digitali, nati principalmente in ambito professionale e solo in un secondo momento approdati al consumo di massa. Qui il percorso è stato inverso: l’adozione quotidiana da parte dei singoli ha preceduto l’integrazione sistematica nei contesti lavorativi.
Il report sottolinea anche le criticità legate a un utilizzo così vasto. Molte richieste coinvolgono informazioni delicate, opinabili o personali, ponendo questioni di affidabilità e responsabilità. OpenAI riconosce i limiti del modello e la necessità di un uso consapevole, ribadendo che non tutte le risposte sono corrette o esaustive e che l’intelligenza artificiale deve essere considerata uno strumento di supporto, non un sostituto assoluto delle competenze umane. Allo stesso tempo, l’immediatezza, la semplicità d’uso e la capacità di adattarsi a contesti diversi spiegano la crescente attrattiva che ChatGPT esercita sugli utenti di ogni età e provenienza.

Commenti