Come usiamo davvero ChatGPT: abitudini, numeri e sorprese dal report OpenAI
- piscitellidaniel
- 16 set
- Tempo di lettura: 2 min
Un recente studio di OpenAI, condotto anche con Harvard e Duke, ha raccolto dati su oltre un milione di conversazioni con ChatGPT per capire come le persone utilizzano davvero questo strumento. Quello che emerge dal report è che l’uso prevalente non è affatto professionale ma personale, e che le aspettative che si avevano sullo scopo “serio” dell’AI generativa sono in gran parte sovrastimate.
Secondo i dati, circa il 73% degli utilizzi è legato a scopi personali: curiosità, ricerca di informazioni, guide pratiche, supporto nella scrittura di messaggi, email, post social, apprendimento informale. Solo una parte minoritaria (ma non trascurabile) riguarda usi professionali o lavorativi.
Altri aspetti importanti:
Il numero di prompt inviati ogni giorno è aumentato in modo spettacolare, passando da qualche centinaio di milioni fino a oltre 2,5 miliardi al giorno.
Globalmente, ogni settimana circa il 10% della popolazione mondiale interagisce almeno una volta con ChatGPT. Parliamo di centinaia di milioni di utenti.
Demograficamente, gli utenti più assidui hanno età compresa tra 18 e 25 anni; quasi la metà degli utenti ricade in questa fascia.
La distribuzione per genere si è lentamente equilibrata: se inizialmente prevalevano gli uomini, ora le donne costituiscono la maggioranza o quasi della base utenti globale.
Tra gli usi più frequenti in ambito personale:
Richieste di guida pratica per apprendere concetti, studiare materie, chiarire dubbi: molti utenti lo considerano quasi come un tutor virtuale.
Creazione o revisione di testi: che siano email, post sui social, testi creativi, oppure supporto nel far “suonare bene” un messaggio.
Uso come motore di ricerca alternativo: trovare definizioni, spiegazioni, confronti, verifiche di informazioni che si potrebbero cercare tramite Google o altri motori, ma che molti preferiscono ottenere tramite ChatGPT per immediatezza e comodità.
Usi meno frequenti:
Generazione di immagini
Calcoli matematici complessi
Uso per simulazioni di interazione sociale avanzata o per consigli emotivi profondi
Il report evidenzia anche che l’uso professionale è presente, ma spesso come estensione di quello personale. Alcuni utenti impiegano ChatGPT per migliorare la propria scrittura in contesti lavorativi, per traduzioni, analisi rapide, ma questi casi risultano ancora minoritari rispetto all’insieme degli utilizzi.
Un elemento interessante è la tendenza crescente all’uso personale: rispetto agli anni precedenti, la percentuale di richieste non legate al lavoro è salita molto e continua a crescere. Ciò suggerisce che ChatGPT sta diventando parte integrante della vita quotidiana, non solo uno strumento per professionisti o aziende.
Infine, il report solleva anche questioni relative all’affidabilità, alla privacy e alle implicazioni etiche. Con un volume così alto di interazioni, molte delle richieste riguardano informazioni delicate o opinabili, il che pone l’attenzione su come i modelli rispondono, sugli errori che possono commettere, e su come gli utenti interpretano le risposte che ricevono. OpenAI nel report discute anche questi limiti, precisando che non tutte le interazioni sono “educative” o “produttive” nel senso tradizionale, ma che il valore spesso risiede nell’immediatezza, nella facilità d’accesso e nella capacità dello strumento di adattarsi a molteplici contesti, anche quelli più quotidiani.

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