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Cersaie 2025, i costi energetici al centro del dibattito: il settore ceramico tra sfide e innovazione

L’edizione 2025 di Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, si apre con i riflettori puntati su uno dei temi più delicati per l’intero comparto: i costi energetici. La manifestazione bolognese, che da decenni rappresenta un punto di riferimento mondiale per il settore, si conferma non solo come vetrina delle eccellenze italiane e internazionali, ma anche come luogo di confronto sui nodi strutturali che condizionano la competitività delle imprese.


Il distretto ceramico italiano, con epicentro a Sassuolo, rimane leader globale per qualità, design e capacità innovativa. Tuttavia, la produzione di piastrelle e materiali ceramici è altamente energivora e risente in modo diretto delle oscillazioni dei prezzi di gas ed energia elettrica. Negli ultimi anni, la volatilità dei mercati energetici ha inciso pesantemente sui bilanci delle imprese, costringendole a rivedere strategie e modelli produttivi. Nonostante una parziale riduzione rispetto ai picchi del 2022 e 2023, i costi restano ben al di sopra della media storica, mettendo sotto pressione margini e competitività internazionale.


Il tema è stato al centro dei convegni inaugurali, che hanno visto la partecipazione di imprenditori, rappresentanti istituzionali e analisti. È emersa la necessità di interventi coordinati a livello europeo, perché la sola azione nazionale non basta a sostenere un comparto che compete su scala globale con Paesi che beneficiano di costi energetici molto più bassi. Le associazioni di categoria hanno ribadito l’urgenza di meccanismi di compensazione e di incentivi per accelerare la transizione verso fonti rinnovabili e tecnologie a minore impatto ambientale.


Nonostante le difficoltà, il settore mostra una vitalità significativa. Le aziende presenti a Cersaie hanno esposto collezioni che coniugano estetica e innovazione tecnologica, confermando la capacità della ceramica italiana di dettare tendenze a livello mondiale. Sono stati presentati materiali sempre più performanti, capaci di resistere a sollecitazioni elevate e di garantire durabilità, oltre a soluzioni sostenibili con ridotto utilizzo di acqua ed energia nei processi produttivi. La spinta verso la sostenibilità si riflette anche nella ricerca di nuovi formati, superfici antibatteriche e prodotti con percentuali crescenti di materiale riciclato.


La digitalizzazione è un altro elemento chiave che emerge con forza dall’edizione 2025. Le imprese del distretto hanno investito in sistemi di automazione e intelligenza artificiale per ottimizzare i cicli produttivi e ridurre i consumi. La tecnologia non è solo uno strumento per abbassare i costi, ma anche un mezzo per personalizzare l’offerta, creando prodotti su misura per mercati sempre più diversificati ed esigenti. L’uso di piattaforme digitali permette inoltre di migliorare la relazione con clienti e architetti, offrendo esperienze interattive e servizi aggiuntivi che rafforzano il legame con il brand.


Il mercato internazionale continua a rappresentare il principale sbocco per la ceramica italiana, con esportazioni che superano stabilmente il 70% della produzione. Tuttavia, i concorrenti spagnoli, turchi e asiatici stanno guadagnando quote grazie a costi di produzione inferiori. In questo contesto, il made in Italy punta a difendere il proprio primato sulla qualità, sull’innovazione e sul design, elementi che restano difficilmente replicabili. La sfida è quella di mantenere la leadership nonostante uno svantaggio competitivo legato ai costi energetici e alle normative ambientali più stringenti.


La presenza di operatori da tutto il mondo conferma l’attrattiva di Cersaie come hub internazionale. Buyer, architetti e designer arrivano a Bologna per scoprire le novità e stringere accordi commerciali, ma anche per comprendere l’evoluzione di un settore che influenza direttamente il mondo dell’edilizia e dell’arredo. La manifestazione diventa così anche un osservatorio privilegiato per intercettare le tendenze globali: dalla crescente domanda di prodotti eco-friendly, all’interesse per superfici multifunzionali, fino alla ricerca di soluzioni che combinino estetica e performance tecniche.


Il dibattito sui costi energetici ha inoltre un riflesso diretto sulle strategie di lungo periodo delle aziende. Molti imprenditori sottolineano come l’unica strada percorribile sia quella di investire in efficienza e sostenibilità, pur nella consapevolezza che tali investimenti richiedono tempo per produrre risultati. La sfida è dunque duplice: resistere nell’immediato all’impatto dei prezzi elevati e costruire un futuro più resiliente grazie a tecnologie innovative e modelli produttivi meno dipendenti dai combustibili fossili.


In questo scenario, Cersaie 2025 si conferma non solo come vetrina commerciale, ma come spazio di riflessione strategica. L’attenzione verso i costi energetici e la sostenibilità non oscura la forza creativa del settore, che continua a proporre soluzioni di eccellenza e a rappresentare uno dei fiori all’occhiello del made in Italy. La manifestazione dimostra come, anche in un contesto complesso, il comparto ceramico italiano sappia coniugare resilienza, innovazione e visione internazionale, mantenendo saldo il proprio ruolo di leader nel panorama mondiale.

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