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Capgemini sale in Borsa dopo la cessione della filiale Usa: fuori dal gruppo le attività legate all’Ice

14 set
Tempo di lettura: 3 min










Capgemini guadagna terreno alla Borsa di Parigi dopo l'annuncio dell'accordo per la vendita di Capgemini Government Solutions, la controllata statunitense che lavora con le amministrazioni federali e che era finita al centro delle polemiche per alcuni contratti con l'Immigration and Customs Enforcement (Ice). Il gruppo francese ha sottoscritto un'intesa definitiva con ITC Federal, società americana specializzata nei servizi informatici destinati alle agenzie federali attive nei settori della sicurezza, della difesa e delle forze dell'ordine. L'operazione dovrebbe essere completata nelle prossime settimane, subordinatamente alle consuete condizioni previste per questo genere di transazioni.


La decisione di separarsi dalla controllata era stata annunciata già all'inizio di febbraio 2026, dopo che Capgemini aveva avviato un'analisi interna delle attività svolte negli Stati Uniti. La società aveva spiegato che le particolari restrizioni legali previste per i fornitori delle agenzie federali impegnate in attività classificate non consentivano alla casa madre di esercitare un livello di controllo ritenuto sufficiente su alcuni aspetti operativi della filiale. Una situazione diventata particolarmente delicata in seguito all'attenzione suscitata dai rapporti commerciali con l'Ice, l'agenzia statunitense responsabile dell'applicazione delle norme sull'immigrazione e delle operazioni di espulsione.


La controllata oggetto della cessione ha comunque un peso limitato nei conti complessivi del gruppo. Capgemini Government Solutions rappresentava circa lo 0,4% dei ricavi globali del 2025 e meno del 2% del fatturato realizzato negli Stati Uniti. L'uscita da queste attività non dovrebbe quindi modificare in maniera sostanziale il profilo economico del colosso francese della consulenza e dei servizi digitali. È proprio questo elemento ad aver contribuito alla lettura favorevole degli investitori: la società elimina una fonte di rischio reputazionale e di complessità nella governance senza rinunciare a una componente significativa dei propri ricavi.


Il caso aveva assunto una dimensione sensibile anche per la natura delle attività svolte dall'Ice e per il crescente dibattito internazionale sulle politiche migratorie statunitensi. Per un gruppo europeo con oltre 400 mila dipendenti e una presenza in più di 50 Paesi, il rapporto tra contratti pubblici, responsabilità aziendale e controllo delle controllate rappresenta un tema particolarmente rilevante. Capgemini aveva sottolineato come la struttura normativa statunitense applicabile ai contratti federali classificati limitasse concretamente la possibilità di intervenire sulle attività della società controllata. La vendita consente ora di separare definitivamente questa area dal perimetro operativo del gruppo.


L'acquirente ITC Federal presenta inoltre un profilo coerente con le attività cedute. L'azienda statunitense opera nella fornitura di soluzioni informatiche e servizi tecnologici alle agenzie federali, con particolare attenzione alla sicurezza nazionale, alla difesa e alle forze dell'ordine. Per Capgemini, invece, la dismissione permette di concentrare maggiormente le risorse sui settori considerati strategici, a partire dall'intelligenza artificiale, dal cloud, dai dati, dall'ingegneria digitale e dalla trasformazione tecnologica delle grandi imprese. Ambiti nei quali il gruppo sta investendo per intercettare la nuova fase di crescita della domanda aziendale.


La cessione arriva inoltre in un momento positivo sotto il profilo operativo. Nel primo semestre del 2026 Capgemini ha registrato ricavi per oltre 12 miliardi di euro, in crescita dell'8,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e dell'11,3% a cambi costanti. Il margine operativo si è attestato al 12,5% dei ricavi. Sulla base dell'andamento dei primi sei mesi, il gruppo ha anche migliorato le previsioni per l'intero esercizio, indicando una crescita del fatturato a cambi costanti compresa tra l'8,5% e il 9%, mentre l'obiettivo sul margine operativo resta tra il 13,6% e il 13,8%.


La reazione positiva del mercato riflette quindi una combinazione di elementi: l'eliminazione di un dossier controverso, l'impatto economico contenuto della cessione e la possibilità di concentrare il capitale sulle attività con maggiori prospettive di sviluppo. Per Capgemini la partita principale rimane quella della trasformazione delle imprese attraverso l'intelligenza artificiale, settore destinato a modificare profondamente il mercato globale della consulenza tecnologica. L'uscita da Government Solutions riduce invece l'esposizione a un'attività caratterizzata da vincoli di governance particolarmente stringenti, chiudendo un capitolo che negli ultimi mesi aveva attirato un'attenzione crescente sul gruppo francese.

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