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Campania, trentacinque comuni interni uniscono le forze per il turismo sostenibile: un progetto per valorizzare territori e comunità locali

Trentacinque comuni delle aree interne della Campania hanno scelto di unire le forze per costruire un progetto comune di promozione turistica fondato sulla sostenibilità. È un’iniziativa che nasce dalla consapevolezza che il patrimonio diffuso dei piccoli borghi, spesso lontani dai grandi circuiti turistici, rappresenta una risorsa unica, ma anche fragile, che necessita di una strategia condivisa per essere valorizzata. L’obiettivo è proporre un modello di sviluppo che metta al centro la qualità della vita delle comunità locali, la salvaguardia dell’ambiente e un’offerta turistica autentica, capace di attrarre viaggiatori in cerca di esperienze diverse da quelle delle mete di massa.


Il progetto coinvolge realtà distribuite tra le province di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno, territori ricchi di storia, cultura e tradizioni, ma spesso penalizzati da spopolamento, difficoltà infrastrutturali e scarsità di risorse economiche. L’unione di questi comuni rappresenta un tentativo concreto di superare l’isolamento e di costruire un’identità collettiva riconoscibile, che possa diventare un marchio di riferimento per un turismo lento e rispettoso dei luoghi.


Il turismo sostenibile, nelle intenzioni degli amministratori locali, non è solo uno slogan ma un approccio integrato. Significa sviluppare itinerari che privilegiano il cammino, la bicicletta e i trasporti pubblici; valorizzare i prodotti tipici e le filiere agroalimentari locali; recuperare il patrimonio edilizio dismesso per destinarlo a strutture ricettive diffuse; promuovere eventi culturali capaci di raccontare le tradizioni secolari del territorio. L’idea è creare un sistema turistico capace di generare economia senza snaturare i luoghi, mantenendo intatta l’autenticità che li rende speciali.


Un ruolo chiave sarà svolto dalla digitalizzazione e dall’innovazione tecnologica. I comuni hanno previsto la creazione di una piattaforma online comune che raccolga itinerari, servizi e offerte esperienziali, in modo da rendere più visibile l’offerta dei territori interni a un pubblico nazionale e internazionale. L’uso dei social media, di campagne di marketing mirate e la collaborazione con tour operator specializzati in turismo lento e ambientale sono strumenti fondamentali per superare la marginalità e attirare nuove fasce di visitatori.


La collaborazione tra i 35 comuni è anche una risposta al fenomeno dello spopolamento che da decenni colpisce le aree interne della Campania. Negli ultimi anni molti giovani hanno abbandonato i borghi per cercare opportunità lavorative nelle città o all’estero, lasciando interi paesi con popolazioni sempre più anziane. La speranza è che la creazione di nuove opportunità legate al turismo sostenibile possa generare lavoro per le giovani generazioni, offrendo alternative concrete al trasferimento e alimentando un ciclo virtuoso di ritorno e di riappropriazione delle proprie radici.


Il progetto si inserisce inoltre nelle linee guida europee che premiano iniziative capaci di coniugare crescita economica e tutela ambientale. I fondi messi a disposizione dal PNRR e dai programmi regionali per lo sviluppo delle aree interne rappresentano un’occasione irripetibile per concretizzare gli interventi. Gli amministratori locali intendono presentare progetti condivisi che puntino al recupero di infrastrutture essenziali, come strade, sentieri e sistemi di trasporto pubblico, oltre a investimenti in energie rinnovabili e nella gestione sostenibile delle risorse naturali.


Un altro aspetto centrale è la creazione di reti tra operatori economici e sociali. Ristoratori, produttori agricoli, artigiani e associazioni culturali sono chiamati a collaborare per offrire un pacchetto integrato che vada oltre la semplice visita turistica. La valorizzazione dei prodotti tipici, dall’olio d’oliva ai vini, dai formaggi ai dolci tradizionali, è vista come uno degli elementi più forti per legare l’esperienza del turista al territorio. Le sagre, le feste patronali e i percorsi enogastronomici diventano così strumenti di marketing territoriale che rafforzano l’identità locale.


La formazione gioca un ruolo altrettanto importante. Senza competenze adeguate in accoglienza, gestione dei servizi turistici e utilizzo delle tecnologie digitali, il progetto rischierebbe di non raggiungere gli obiettivi prefissati. Per questo motivo sono previsti programmi di formazione per giovani e operatori del settore, finalizzati a migliorare le competenze linguistiche, digitali e manageriali. Si punta a creare figure professionali capaci di gestire al meglio strutture ricettive, agriturismi, servizi di guida e attività esperienziali.


Il turismo sostenibile è anche un’occasione per recuperare e valorizzare il patrimonio storico-artistico. Molti dei borghi coinvolti custodiscono chiese medievali, castelli, palazzi storici e musei poco conosciuti. Il restauro e la messa in rete di questi beni rappresentano un potenziale enorme per attrarre visitatori interessati alla storia e alla cultura. Lo stesso vale per il patrimonio naturalistico, con parchi, aree protette e sentieri montani che possono diventare poli di attrazione per escursionisti e amanti della natura.


La strategia comune dei 35 comuni campani, dunque, punta a costruire un modello innovativo di turismo basato sulla cooperazione, sulla sostenibilità e sulla valorizzazione delle identità locali. È un approccio che richiede tempo, risorse e una forte coesione politica, ma che offre la prospettiva di un rilancio concreto delle aree interne, troppo a lungo rimaste ai margini dei processi di sviluppo.

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