Caltagirone aumenta la sua partecipazione in MPS all'8%: strategie e scenari nel settore bancario italiano
Il 27 febbraio 2025, l'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone ha incrementato la sua partecipazione in Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) dal 5% all'8%, come confermato da fonti finanziarie. Questa mossa strategica avviene in un momento cruciale per MPS, che si prepara all'assemblea degli azionisti del 17 aprile, durante la quale verrà discussa la delega per un aumento di capitale destinato a finanziare l'offerta pubblica di scambio (OPS) su Mediobanca.
L'incremento della quota da parte di Caltagirone rappresenta un segnale di fiducia nel piano industriale di MPS e nelle sue prospettive future. Questa operazione si inserisce nel più ampio contesto di consolidamento del settore bancario italiano, dove diversi attori stanno ridefinendo le proprie strategie e partecipazioni.
A gennaio 2025, MPS ha lanciato un'OPS totalitaria su Mediobanca, valutando l'istituto milanese 13,3 miliardi di euro. L'offerta prevede uno scambio di 23 azioni MPS per ogni 10 azioni Mediobanca possedute, offrendo un premio del 5,03% rispetto al prezzo di chiusura precedente. Tuttavia, Mediobanca ha definito l'offerta come "ostile", indicando una possibile resistenza all'operazione.
Nel contesto azionario, oltre alla partecipazione di Caltagirone, Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, ha aumentato la propria quota in MPS al 9,78%, diventando così uno dei principali azionisti privati dopo il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), che detiene l'11,7%. Banco BPM possiede il 5% e Anima Holding il 3,99% del capitale di MPS.
Caltagirone e Delfin detengono anche significative partecipazioni in Mediobanca, rispettivamente con il 7,8% e il 19,8% del capitale. Queste posizioni rafforzano il loro ruolo nel panorama finanziario italiano e potrebbero influenzare le future strategie di consolidamento.
L'assemblea degli azionisti di MPS del 17 aprile sarà determinante per approvare l'aumento di capitale necessario a finanziare l'OPS su Mediobanca. Se l'operazione dovesse avere successo, l'assetto azionario della nuova entità vedrebbe Delfin come primo azionista con circa il 16%, Caltagirone con l'8% e il MEF con una quota inferiore al 5%. Questo nuovo polo bancario potrebbe avere un impatto significativo sul controllo di Generali, data l'attuale partecipazione del 13% di Mediobanca nell'assicuratore triestino.
In questo scenario, l'incremento della partecipazione di Caltagirone in MPS potrebbe essere interpretato come una mossa strategica per consolidare la propria influenza nel settore bancario e assicurativo italiano, in vista delle imminenti decisioni societarie e delle potenziali operazioni di fusione e acquisizione.





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