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Borse in rialzo, mercati scommettono sul taglio dei tassi della Fed: l’Europa apre positiva

La settimana finanziaria si è aperta con un tono di cauto ottimismo sui mercati internazionali. Le principali Borse europee hanno registrato rialzi sin dalle prime battute, sostenute dalle aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve nelle prossime settimane. Un segnale che gli investitori interpretano come un passo decisivo nella transizione dalla politica monetaria restrittiva, attuata per frenare l’inflazione, a una fase più accomodante volta a stimolare la crescita.


A Milano, Piazza Affari ha avviato la giornata con un progresso diffuso tra i titoli bancari e industriali, spinta dalla fiducia che un allentamento delle condizioni monetarie possa ridurre la pressione sul costo del credito e rilanciare gli investimenti. Anche Francoforte, Parigi e Madrid hanno registrato aperture positive, allineandosi al trend di Wall Street che, nelle ultime sedute, ha mostrato segnali di rafforzamento. Londra, pur con una dinamica più prudente, si è mossa in territorio positivo.


Il vero motore del rinnovato ottimismo resta il mercato americano. I dati più recenti sul mercato del lavoro negli Stati Uniti hanno evidenziato un raffreddamento della dinamica occupazionale, con un tasso di disoccupazione in leggero aumento e una crescita salariale più contenuta rispetto ai mesi precedenti. Questi indicatori hanno rafforzato l’idea che la Fed possa sentirsi più libera di ridurre i tassi senza temere una nuova ondata inflazionistica. I futures sui Fed Funds scontano già con una probabilità crescente un primo intervento entro l’autunno.


Gli analisti sottolineano come un taglio dei tassi negli Stati Uniti avrebbe un impatto immediato anche sui mercati globali. Da un lato, alleggerirebbe la pressione sul dollaro, favorendo le valute emergenti e riducendo il costo del debito in Paesi fortemente esposti in valuta americana. Dall’altro, stimolerebbe la propensione al rischio degli investitori, spingendo capitali verso azioni e asset più redditizi rispetto ai titoli obbligazionari.


In Europa, l’attenzione resta concentrata anche sulle mosse della Banca centrale europea. L’inflazione nell’area euro mostra segnali di rallentamento, ma i dati sulla crescita restano deboli. La BCE, dopo una lunga fase di rialzi dei tassi, potrebbe valutare una pausa più prolungata e, nel medio periodo, un allentamento delle condizioni monetarie. L’allineamento con la Fed diventa quindi cruciale per evitare squilibri nei flussi di capitale e nella competitività valutaria.


A Piazza Affari, i titoli bancari hanno guidato i rialzi. Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno beneficiato della prospettiva di un contesto meno restrittivo, che potrebbe favorire la concessione di credito e ridurre i rischi di deterioramento della qualità degli attivi. Bene anche i titoli industriali e dell’energia, sostenuti dall’idea di un ciclo economico in ripresa. In crescita Leonardo, Eni ed Enel, mentre nel settore tecnologico si segnala un recupero di StMicroelectronics, dopo settimane di volatilità.


Anche a livello settoriale europeo la giornata è partita con segni positivi. L’automotive ha registrato rialzi significativi, trainato dall’aspettativa di una domanda più robusta, mentre il lusso ha beneficiato delle notizie incoraggianti sulla ripresa dei consumi in Asia. Le utility hanno mostrato un andamento più cauto, riflettendo la tradizionale sensibilità ai movimenti dei tassi d’interesse.


Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato un calo, segno che gli investitori si aspettano un contesto monetario meno rigido. Il decennale americano è sceso di alcuni punti base, mentre anche i Bund tedeschi e i BTP italiani hanno visto un allentamento della pressione. Questo movimento riflette la convinzione che i prossimi mesi potrebbero segnare una fase di stabilizzazione, con minori rischi di volatilità sul debito sovrano.


Le materie prime hanno mostrato un andamento misto. Il petrolio ha registrato una leggera flessione dopo le recenti fiammate, legate alle tensioni geopolitiche e ai tagli produttivi dell’OPEC+. L’oro, tradizionale bene rifugio, ha perso terreno in seguito al rinnovato appetito per il rischio, mentre i metalli industriali hanno beneficiato delle aspettative di una ripresa degli investimenti.


Il mercato dei cambi resta dominato dall’andamento del dollaro. La prospettiva di un taglio dei tassi da parte della Fed ha indebolito la valuta americana nei confronti dell’euro, che si è rafforzato sopra quota 1,09. Anche le valute emergenti hanno beneficiato della maggiore propensione al rischio, con progressi significativi per il real brasiliano e la lira turca.


Gli operatori restano comunque cauti. Se da un lato le prospettive di politica monetaria più accomodante alimentano l’ottimismo, dall’altro permangono incertezze legate alla congiuntura globale. La crescita in Cina resta debole, con dati sulla produzione industriale e sul commercio estero inferiori alle attese, mentre le tensioni geopolitiche continuano a pesare sul sentiment degli investitori.


In questo contesto, la giornata di oggi rappresenta un test importante per valutare se i mercati abbiano davvero imboccato la strada di una fase rialzista o se si tratti di un rimbalzo temporaneo. Molto dipenderà dai prossimi dati macroeconomici e dalle comunicazioni delle banche centrali, destinate a orientare le scelte degli investitori nei prossimi mesi.

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