Borse europee in calo per l'effetto dazi: a Milano tiene Brunello Cucinelli, Prysmian sotto pressione
- piscitellidaniel
- 26 mar
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La giornata del 26 marzo si è aperta all’insegna della volatilità sui principali listini europei, con gli investitori concentrati sui crescenti timori legati all’annuncio di nuovi dazi statunitensi sulle importazioni, in particolare nel settore automobilistico e manifatturiero. L’incertezza legata alla possibile politica commerciale di Donald Trump in vista delle elezioni presidenziali statunitensi ha innescato un’ondata di vendite generalizzata, con l’indice Eurostoxx 600 in discesa e tutti i principali mercati in territorio negativo.
A guidare i ribassi è stata la Borsa di Francoforte, con il DAX che ha lasciato sul terreno oltre l’1,2%, seguita da Parigi e Madrid, entrambe in calo tra lo 0,8% e l’1%. Milano ha chiuso la seduta con un -0,8%, condizionata dalle vendite su alcuni titoli industriali e tecnologici. Il FTSE MIB ha mostrato un andamento altalenante durante tutta la giornata, con brevi tentativi di rimbalzo che non sono riusciti a innescare un’inversione di tendenza.
Sullo sfondo resta l’attesa per la conferma ufficiale dei nuovi dazi che l’ex presidente USA Donald Trump, attualmente in piena campagna elettorale, dovrebbe annunciare nei prossimi giorni. Le anticipazioni parlano di tariffe fino al 20% su auto e componenti importati dall’Europa, misura che potrebbe colpire duramente le case automobilistiche tedesche e, per effetto indiretto, le aziende fornitrici della filiera in tutta Europa. Gli analisti valutano con preoccupazione lo scenario di un riaccendersi delle tensioni commerciali transatlantiche, simile a quanto avvenne nel 2018, durante il primo mandato di Trump.
A Piazza Affari, tra i titoli maggiormente penalizzati spicca Prysmian, che ha perso oltre il 3% a seguito di prese di profitto dopo i recenti rialzi e per l’orientamento degli operatori verso asset meno esposti al rischio commerciale globale. Nonostante la solidità dei fondamentali e la leadership del gruppo nel settore dei cavi sottomarini e terrestri per energia e telecomunicazioni, il titolo ha risentito delle prospettive più caute sul fronte degli investimenti infrastrutturali, legati in parte al rallentamento dell’economia tedesca e cinese.
In controtendenza, invece, il titolo Brunello Cucinelli ha registrato un progresso dell’1,4%, sostenuto dall’ottimismo degli analisti sui dati preliminari del primo trimestre 2024. Il gruppo umbro del lusso ha beneficiato di una domanda stabile nel segmento alto di gamma e di una maggiore diversificazione geografica, che lo rende meno esposto agli shock dei mercati. Gli investitori hanno premiato il profilo difensivo dell’azienda, in un contesto di crescente avversione al rischio.
Tra gli altri titoli sotto pressione si segnalano CNH Industrial, STMicroelectronics e Stellantis, tutti coinvolti in una dinamica di correzione dettata dai timori sui dazi e sul rallentamento della domanda globale. In particolare, il comparto auto ha vissuto una seduta difficile in tutta Europa, con Volkswagen, BMW e Renault in netto calo, influenzando negativamente anche i listini domestici di riferimento.
Sul mercato valutario l’euro ha mantenuto una relativa stabilità, oscillando attorno a quota 1,083 contro il dollaro, mentre i rendimenti dei titoli di Stato sono leggermente saliti, con il BTP decennale italiano tornato al 3,78%. Il differenziale tra BTP e Bund si è mantenuto stabile intorno ai 137 punti base, segno che non si registrano al momento tensioni significative sul fronte del debito sovrano.
Il petrolio, dopo un avvio in lieve rialzo, ha chiuso la giornata in flessione, con il Brent sceso sotto quota 86 dollari al barile e il WTI tornato sotto gli 82 dollari. Le prese di beneficio hanno avuto la meglio dopo un rally di alcune settimane sostenuto dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla riduzione delle scorte strategiche negli Stati Uniti.
I mercati restano dunque in attesa di sviluppi più chiari sia sul fronte macroeconomico, con l’avvicinarsi delle nuove stime del PIL per il secondo trimestre, sia soprattutto su quello politico-commerciale, con la potenziale escalation dei dazi da parte americana. In questo contesto, gli operatori continuano a privilegiare i titoli a bassa volatilità e i settori meno esposti all’export verso gli Stati Uniti.
La prudenza resta dominante anche in vista delle prossime mosse delle banche centrali. In particolare, l’attenzione è rivolta alle dichiarazioni dei funzionari della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea, che dovranno confermare o meno le aspettative del mercato su possibili tagli dei tassi nel secondo semestre dell’anno. Per ora, però, a dettare l’umore delle Borse restano soprattutto i dazi, i timori geopolitici e l’ombra lunga della politica americana sul futuro dell’economia globale.

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