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Berco: volumi produttivi dimezzati nel 2024 e conferma di 247 licenziamenti

7 mar 2025
Tempo di lettura: 2 min

La Berco, azienda centenaria specializzata nella produzione di sottocarri per macchine movimento terra e parte del gruppo tedesco Thyssenkrupp, sta attraversando una fase critica a causa di una significativa contrazione dei volumi produttivi nel 2024. Questa situazione ha portato alla conferma di 247 licenziamenti presso lo stabilimento principale di Copparo, in provincia di Ferrara.​


Contrazione dei volumi produttivi e situazione finanziaria

Nel 2024, Berco ha registrato un dimezzamento dei volumi produttivi e dei ricavi rispetto al 2022, anno in cui il fatturato si attestava intorno ai 470 milioni di euro. Questa drastica riduzione ha comportato margini di profitto negativi, costringendo l'azienda a ricorrere alla cassa integrazione per il 35% del personale negli ultimi due anni. Attualmente, circa 650 dipendenti risultano in esubero, senza attività lavorativa disponibile.​


Tentativi di esodo incentivato e avvio della procedura di licenziamento

Per affrontare la crisi occupazionale, Berco aveva proposto un piano di esodo incentivato, offrendo 57.000 euro a ciascun dipendente volontario, con l'obiettivo di ridurre l'organico di 400 unità. Tuttavia, solo 153 lavoratori hanno aderito all'offerta, rendendo necessario l'avvio di una procedura di licenziamento collettivo per 247 dipendenti. 


Piano di investimenti e strategie di rilancio

Nonostante la difficile congiuntura, l'amministratore delegato Giacomo Bottone ha annunciato un piano di investimenti di 58 milioni di euro nei prossimi quattro anni, mirato alla riconversione produttiva e al miglioramento dell'efficienza aziendale. Le strategie includono interventi su tutti gli aspetti aziendali per recuperare efficienza, ridurre i costi e potenziare la rete commerciale. L'obiettivo è riportare i conti in pareggio entro 18 mesi e stabilizzare la produzione a circa 90.000 tonnellate entro il 2026.​


Impatto della guerra russo-ucraina e concorrenza internazionale

La guerra tra Russia e Ucraina ha avuto un impatto significativo su Berco, determinando la perdita di un mercato che valeva oltre 40 milioni di euro. Inoltre, l'aumento dei costi energetici ha reso i prodotti dell'azienda meno competitivi, spingendo i clienti a rivolgersi a fornitori più economici provenienti da Cina, India e Brasile.​


Situazione dello stabilimento di Castelfranco Veneto e dell'indotto

Oltre allo stabilimento di Copparo, Berco gestisce un sito produttivo a Castelfranco Veneto, specializzato nella produzione di ruote tendicingolo e rulli per macchine agricole, dove sono impiegati 150 lavoratori. Il futuro di questo stabilimento è incerto, ma l'azienda sta valutando soluzioni industriali e sociali per minimizzare l'impatto occupazionale. La crisi di Berco coinvolge anche l'indotto, composto da circa 500 posti di lavoro in settori come acciaio, impiantistica, logistica e servizi.​


Reazioni sindacali e istituzionali

Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno espresso la loro contrarietà ai tagli salariali e ai licenziamenti, sottolineando la necessità di trovare soluzioni alternative per salvaguardare l'occupazione.  La Regione Emilia-Romagna ha inviato una lettera al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, richiedendo il coinvolgimento dei vertici di Thyssenkrupp nel tavolo di crisi convocato per il 13 febbraio 2025. ​


Prospettive future e necessità di ristrutturazione

L'amministratore delegato Bottone ha sottolineato l'urgenza di procedere a una ristrutturazione aziendale per garantire la sostenibilità di Berco nel lungo periodo. Senza interventi tempestivi, l'azienda rischia di perdere ulteriori quote di mercato a favore della concorrenza internazionale. Il prossimo 24 marzo scadranno i 45 giorni dall'avvio della procedura di licenziamento collettivo, data entro la quale si auspica di trovare soluzioni condivise per il futuro dell'azienda e dei suoi lavoratori.

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