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Benzina ai minimi da ottobre 2021: i nuovi equilibri nel mercato dei carburanti

Il prezzo medio nazionale della benzina self è sceso a 1,725 euro al litro, toccando un livello che non si registrava dall’autunno del 2021. Questo dato, diffuso da Quotidiano Energia e aggiornato al 17 aprile 2025, fotografa un mercato in fase di assestamento dopo anni di estrema volatilità. Le rilevazioni dei prezzi mostrano una discesa generalizzata, che riguarda non solo la benzina ma anche il gasolio, oggi a quota 1,621 euro al litro nella modalità self.


Il calo dei prezzi, pur non drastico, rappresenta un’inversione di tendenza rispetto ai rincari che avevano caratterizzato tutto il biennio 2022-2023. Un biennio segnato dalla crisi energetica post-pandemica, dalle tensioni geopolitiche internazionali e dalla conseguente impennata delle quotazioni del greggio. Nel 2022 i prezzi dei carburanti avevano superato soglie record, costringendo il governo a intervenire con un taglio temporaneo delle accise. Quel provvedimento è rimasto in vigore fino alla fine dello stesso anno, ma i prezzi, una volta rimosso lo sgravio, erano tornati a salire.


Oggi la situazione è cambiata. Il prezzo del Brent si è stabilizzato sotto gli 85 dollari al barile, dopo aver sfiorato i 100. I mercati globali dell’energia, pur ancora soggetti a tensioni, sembrano avere trovato un equilibrio più solido, almeno nel breve termine. Le compagnie petrolifere, di conseguenza, hanno aggiornato i listini al ribasso, spingendo i distributori a ritoccare i prezzi anche sul territorio italiano.


Sulle autostrade, i costi restano più alti rispetto alla media nazionale. La benzina in modalità self viaggia attorno a 1,855 euro al litro, il diesel a 1,767. La differenza si spiega con i maggiori costi di gestione delle aree di servizio autostradali, ma anche con una minore concorrenza effettiva. Nelle aree urbane e lungo le principali arterie regionali, invece, la pressione competitiva tra insegne consente una maggiore flessibilità di prezzo. Le rilevazioni mostrano una forchetta significativa tra i vari marchi: per la benzina self, si passa da un minimo di 1,714 a un massimo di 1,733 euro al litro, per il diesel da 1,603 a 1,636.


Permangono differenze territoriali marcate. In alcune province del Sud, come Nuoro e Crotone, i prezzi sono tra i più alti del Paese, spesso a causa di minore densità di impianti e difficoltà logistiche. Al contrario, province del Nord come Sondrio, Vercelli e Piacenza presentano tariffe più basse della media nazionale. La mappa del prezzo dei carburanti conferma ancora una volta la disomogeneità del mercato italiano, che risente delle politiche distributive delle compagnie, del numero di stazioni attive, dei costi di trasporto e anche del grado di concorrenza reale tra i punti vendita.


L’Unione nazionale consumatori e il Codacons, da mesi impegnati nel monitoraggio del settore, chiedono al governo maggiore trasparenza sulle dinamiche di prezzo. Dopo l’introduzione dell’obbligo di esposizione del prezzo medio regionale nei distributori, l’impatto sulle tariffe effettive è stato limitato. Secondo le associazioni, molti gestori hanno mantenuto margini elevati, soprattutto nei giorni di traffico intenso, come nei weekend e durante le festività. La discesa delle quotazioni internazionali non si sarebbe trasferita in modo pieno ai prezzi alla pompa, e resta il tema della mancanza di una vera concorrenza nelle aree periferiche.


Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato il monitoraggio costante del settore e ribadito che eventuali pratiche speculative saranno oggetto di sanzioni. Il tema dei carburanti è politicamente sensibile, e ogni oscillazione dei prezzi ha ricadute dirette sul potere d’acquisto delle famiglie. Gli ultimi dati ISTAT mostrano come, nonostante l’inflazione complessiva in rallentamento, il comparto dei trasporti continui a pesare in maniera significativa sul bilancio delle famiglie, soprattutto per chi utilizza l’auto quotidianamente per motivi di lavoro.


Nel frattempo, alcuni operatori indipendenti stanno cercando di posizionarsi sul mercato con offerte più aggressive. Alcuni distributori senza marchio (le cosiddette "pompe bianche") propongono carburante a prezzi inferiori anche di 10-12 centesimi rispetto alla media nazionale, specialmente nei grandi centri urbani. Tuttavia, la loro incidenza sul mercato resta limitata, con una quota che non supera il 10% del totale.


Il segmento delle auto elettriche e ibride continua a guadagnare terreno, ma la quota di auto a combustione interna resta ancora dominante, con oltre il 75% delle nuove immatricolazioni legate a veicoli tradizionali. Questo significa che il mercato dei carburanti rimane un indicatore cruciale per l’economia e un punto sensibile per la politica industriale del Paese.

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