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Banco BPM: Parere Negativo della BCE sull'Applicazione del "Danish Compromise" nell'OPA su Anima

La Banca Centrale Europea (BCE) ha espresso un parere negativo riguardo all'applicazione del cosiddetto "Danish Compromise" nell'ambito dell'Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) lanciata da Banco BPM su Anima Holding. Questo parere, sebbene non vincolante, potrebbe influenzare significativamente l'esito dell'operazione e le strategie future dell'istituto bancario italiano.​


Contesto dell'Operazione

Nel novembre 2024, Banco BPM ha annunciato un'OPA volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Anima Holding, società leader nel settore del risparmio gestito in Italia. L'offerta iniziale prevedeva un corrispettivo di 6,2 euro per azione, successivamente aumentato a 7 euro per azione nel febbraio 2025, a seguito dell'approvazione dell'assemblea degli azionisti di Banco BPM. L'operazione mirava a rafforzare la posizione di Banco BPM nel settore del wealth management e a difendersi da potenziali operazioni ostili, come l'Offerta Pubblica di Scambio (OPS) lanciata da UniCredit. ​


Il "Danish Compromise" e la Sua Rilevanza

Il "Danish Compromise" è una normativa che consente alle banche di ponderare le partecipazioni in società assicurative in base al rischio, anziché dedurle interamente dal capitale regolamentare. L'applicazione di questa norma avrebbe permesso a Banco BPM di limitare l'impatto dell'acquisizione di Anima sul proprio coefficiente patrimoniale CET1, stimato in un assorbimento di circa 30 punti base. 


Parere della BCE e Implicazioni

Secondo fonti riportate da Reuters, la BCE ha espresso un parere negativo sull'applicazione del "Danish Compromise" nell'OPA su Anima. Sebbene la decisione finale spetti all'Autorità Bancaria Europea (EBA), il parere della BCE potrebbe influenzare l'esito dell'operazione. In risposta, Banco BPM ha dichiarato che la posizione della BCE non costituisce una decisione definitiva e che le interlocuzioni con l'EBA sono ancora in corso. ​


Reazioni del Mercato e Strategia di Banco BPM

A seguito della notizia del parere negativo della BCE, le azioni di Banco BPM hanno registrato una flessione significativa, con una perdita di quasi il 6% nelle contrattazioni mattutine. Nonostante ciò, l'istituto ha ribadito la solidità del proprio coefficiente CET1, stimato tra il 13% e il 13,5% al 30 giugno 2025, anche senza l'applicazione del "Danish Compromise". 


Prospettive Future

Banco BPM attende ora il pronunciamento definitivo dell'EBA sull'applicabilità del "Danish Compromise" all'operazione su Anima. Nel frattempo, l'istituto continua a monitorare l'evoluzione del contesto regolamentare e di mercato, valutando le migliori strategie per perseguire i propri obiettivi di crescita e consolidamento nel settore del risparmio gestito.​

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