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Banca Ifis rileva il 100% di Illimity e avvia il delisting: la società di Corrado Passera lascia la Borsa dopo cinque anni

La giornata del 19 settembre segna una svolta significativa nel panorama bancario italiano con l’annuncio che Banca Ifis ha completato l’acquisizione del 100% di Illimity Bank, dando il via al processo di delisting della società fondata e guidata da Corrado Passera. L’operazione chiude un percorso iniziato nei mesi scorsi e rappresenta un passaggio di rilievo per l’intero settore, in quanto segna la fine della breve ma intensa esperienza di Illimity sul listino di Piazza Affari e apre una nuova fase per la banca digitale che, in meno di un decennio, aveva saputo ritagliarsi uno spazio rilevante tra gli operatori innovativi.


Illimity era nata nel 2018 con l’obiettivo di coniugare tecnologia e finanza, puntando su segmenti di mercato non tradizionali, come il credito alle piccole e medie imprese con profilo complesso, i portafogli di crediti deteriorati e i servizi digitali. La quotazione in Borsa, avvenuta nel 2019, aveva rappresentato uno dei simboli della spinta innovativa nel settore finanziario italiano, attirando l’attenzione degli investitori e portando nuova linfa al comparto. In cinque anni, tuttavia, l’evoluzione del mercato, le difficoltà di scala e la crescente competizione hanno portato a ripensare il modello, fino all’accordo con Banca Ifis che ora segna un punto di non ritorno.


L’acquisizione da parte di Banca Ifis è stata strutturata attraverso un’OPA totalitaria che ha portato la banca guidata da Ernesto Fürstenberg Fassio a detenere l’intero capitale di Illimity. L’operazione è stata accolta con favore dagli azionisti, che hanno colto l’opportunità di monetizzare l’investimento, e si è chiusa con un’adesione superiore al 95%, soglia che consente l’avvio delle procedure di revoca dalle negoziazioni. Il titolo Illimity, dunque, non sarà più scambiato a Piazza Affari, ponendo fine alla sua esperienza da società quotata.


Per Banca Ifis, l’operazione rappresenta un passo strategico rilevante. L’integrazione di Illimity consentirà di rafforzare le competenze nel credito alle PMI, nel recupero dei crediti deteriorati e nell’innovazione tecnologica, settori in cui la banca digitale aveva costruito il proprio posizionamento competitivo. Al tempo stesso, la fusione permette a Banca Ifis di consolidare il proprio ruolo tra gli operatori specializzati, ampliando l’offerta di servizi e creando sinergie operative e industriali.


Sul piano industriale, l’integrazione non sarà immediata e richiederà un’attenta gestione dei processi. Banca Ifis ha annunciato l’intenzione di valorizzare le competenze sviluppate da Illimity, mantenendo le strutture tecnologiche e i team specializzati che hanno reso la banca digitale un punto di riferimento in alcuni segmenti di mercato. L’obiettivo è evitare dispersioni e, al contrario, sfruttare il know-how per arricchire l’offerta complessiva del gruppo. L’operazione si colloca quindi in una logica di crescita per linee esterne, che punta ad accelerare il percorso di trasformazione già avviato da Banca Ifis.


L’uscita di Illimity dalla Borsa rappresenta anche un segnale per il mercato finanziario italiano. La breve esperienza di una banca nata e cresciuta con un approccio fortemente innovativo dimostra quanto sia complesso costruire una presenza stabile e redditizia nel settore bancario, caratterizzato da margini sotto pressione, regolamentazione stringente e forti economie di scala. La scommessa di Passera aveva attirato investitori e analisti, ma l’evoluzione del contesto ha imposto un ridimensionamento, con la conseguenza che l’integrazione in un gruppo più strutturato è apparsa come la strada più sostenibile.


Per gli azionisti di Illimity, il delisting segna la fine di una fase ma non necessariamente una perdita di valore. L’offerta di Banca Ifis ha garantito una valorizzazione coerente con l’andamento dei mercati e con le prospettive di crescita, mentre la possibilità di entrare a far parte di un gruppo più solido apre nuove prospettive di stabilità. Per i dipendenti e i clienti, invece, l’operazione apre interrogativi ma anche opportunità: la sfida sarà integrare le strutture senza disperdere l’identità e le competenze che hanno reso Illimity un modello innovativo.


Le reazioni del settore bancario oscillano tra prudenza e interesse. Da un lato, l’operazione conferma il trend di consolidamento che da anni attraversa il sistema finanziario italiano, con realtà medio-piccole che scelgono di unirsi per affrontare meglio le sfide della digitalizzazione e della competizione internazionale. Dall’altro, pone interrogativi sul futuro delle banche nate con un’impronta digitale pura, spesso costrette a confrontarsi con i limiti della dimensione e con la difficoltà di attrarre capitali sufficienti per crescere in autonomia.


Con il completamento dell’acquisizione e l’avvio del delisting, si chiude dunque un capitolo della finanza italiana e se ne apre un altro, nel quale Banca Ifis si propone come attore sempre più centrale nei segmenti di nicchia del credito e dell’innovazione tecnologica. L’integrazione con Illimity rafforza la strategia di crescita del gruppo e rappresenta un esperimento importante di fusione tra un istituto tradizionale specializzato e una banca digitale, due modelli che negli ultimi anni hanno mostrato tanto potenzialità quanto fragilità. La sfida sarà ora dimostrare che la combinazione tra competenze diverse può generare valore duraturo in un settore in continua trasformazione.

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