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Arriva il Frecciarossa di nuova generazione: FS investe per 36 treni ad alta tecnologia e guarda all’Europa

Ferrovie dello Stato rilancia la sua scommessa sull’alta velocità con un annuncio che segna una svolta nella mobilità italiana: è in corso l’ordine per una nuova generazione del Frecciarossa, basato sul modello Frecciarossa 1000, con un investimento da oltre 1,3 miliardi di euro per 36 convogli e opzioni che potrebbero portare il totale a 46 unità. Il piano prevede consegne fino al 2028, con un ritmo di circa otto nuovi treni all’anno. L’obiettivo non è solo rinnovare la flotta, ma elevarne prestazioni, sostenibilità e compatibilità con le reti ad alta velocità europee.


I nuovi treni sono progettati da Hitachi Rail e saranno costruiti in Italia negli stabilimenti di Pistoia e Napoli, con un focus sull’omologazione europea: sono concepiti per operare non solo sulle linee italiane, ma anche su sette reti ferroviarie internazionali (tra cui Francia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio). Questa ambizione transnazionale richiede certificazioni e standard più elevati in materia di interoperabilità, sicurezza e compatibilità tecnica.


Dal punto di vista ambientale il Frecciarossa 1000 di nuova generazione promette miglioramenti significativi: consumi ridotti tra il 10 e il 15 %, materiali riciclabili al 97 % e adeguamenti tecnologici per ridurre sia le emissioni che l’impatto energetico operativo. Il progetto è pensato per durare decenni, con aggiornamenti modulabili al parco macchine.


Le prestazioni attese sono ambiziose: maggior affidabilità, comfort per i passeggeri, velocità e minori tempi morti. L’esperienza di viaggio sarà potenziata con dotazioni tecnologiche avanzate, maggiore efficienza energetica e sistemi di manutenzione predittiva per prevenire guasti e ottimizzare la disponibilità.


In Italia, l’ingresso in servizio dei nuovi convogli rimetterà in gioco le relazioni tra le principali città, offrendo alternative più moderne ai collegamenti esistenti. Ci si aspetta che alcune tratte storiche – Milano-Napoli, Roma-Torino, Milano-Bologna – beneficino immediatamente del ricambio del materiale rotabile.


Il piano d’investimento fa emergere anche l’esigenza di un rafforzamento delle infrastrutture: linee, segnalamento, alimentazione, stazioni, binari e sistemi di controllo dovranno adeguarsi ai nuovi standard richiesti dai treni. La capacità delle Reti Ferroviarie Italiane (RFI) e dei gestori locali sarà cruciale affinché i convogli possano esprimere pienamente le loro potenzialità.


C’è inoltre un messaggio strategico nella scelta di investire in treni concepiti per l’Europa: l’Italia torna a porsi come nodo ferroviario transnazionale. Essere in grado di operare su rotte oltreconfine rende il Frecciarossa non soltanto una locomozione interna, ma un elemento di connettività europea.


Dal punto di vista industriale, il progetto consente di valorizzare le filiere italiane: componentistica, tecnologia ferroviaria, sistemi di bordo, elettronica e ricerca. Ciò significa nuovi posti di lavoro qualificato, capacità di esportazione e rafforzamento del know-how nel settore dei trasporti su rotaia.


Naturalmente, le sfide non mancano. Bisogna garantire che il piano sia rispettato nei tempi e nei costi, che le certificazioni di omologazione non riscontrino ostacoli e che l’adeguamento infrastrutturale accompagni il rinnovo dei treni. Il coordinamento tra FS, RFI, governi regionali e partner tecnici sarà decisivo.


Inoltre, il modello economico del progetto dovrà fare i conti con il ritorno dell’investimento: l’incremento dei passeggeri, il miglioramento della redditività dei servizi, l’integrazione con offerte commerciali, tariffarie e logistico-tecniche. Il nuovo Frecciarossa deve contribuire non solo da paradigma tecnologico, ma da volano di competitività per il trasporto ferroviario italiano ed europeo.

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